Vittoria e l’Amarezza di una aspettativa delusa

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su pinterest

Emozione sciolta= AMAREZZA
Causa radice = dopo la nascita a 17 anni di età
Parola = Conguaglio
Scambio = Tenerezza

Vittoria ricorda immediatamente l’evento accaduto all’età di 17 anni, perché è ancora inciso indelebilmente nella sua memoria: si era tolta finalmente il tutore di titanio che aveva dovuto portare per molti anni a causa della sua terribile scoliosi.

Ecco i sogni effettuati nelle tre notti successive alla seduta dove ha sciolto l’Amarezza.

Primo sogno: “Sono nella mia cameretta nella casa di quando abitavo con i miei genitori. C’è un CAVALLO NERO accucciato sulla mia scrivania. Il mio sguardo si posa sull’enorme ano dell’animale e mi preoccupo perché potrebbe defecare da un momento all’altro. Così avviene, io non mi muovo, arriva mia madre con uno straccio per pulire ed invece di raccogliere lo sterco sembra piuttosto che lo spanda ovunque, trascinandolo in giro. C’è una mia amica morta che nel sogno mi consegna un diario per il suo ex compagno. Mi dice che devo portare un messaggio al suo uomo: “Dì a Corrado che deve seppellire la sua vergogna e donarla alla Dea Diana , sotterrarla nel mausoleo dedicato alla Dea!”

Secondo sogno: “Ho sognato che dovevo partire e scegliere di utilizzare la valigia NERA di mia madre, molto comoda e capiente oppure la mia valigia VERDE. Alla fine scelgo la valigia verde con le ruote e mi sveglio contenta.”

Terzo sogno: “Sogno una pelle di serpente poi vedo un uomo nudo che assomiglia molto all’attore Patrick Swayze. E’ molto disinvolto e a suo agio, mentre cammina tra la gente. Una voce fuori campo ci informa che a lui piace trascorrere nudo la maggior parte del suo tempo. A questo punto il mio sguardo si posa sul suo pene, come uno zoom. Mi accorgo che non è circonciso. Il sogno si sposta: sono con miei amici che mi invitano ad andare con loro, ma io declino l’offerta e rimango a colorare il mio disegno con dei pennarelli ed evidenziatori.”

Commento di Vittoria: “Nei giorni successivi ho anche chiesto all’inconscio di darmi una indicazione per cambiare la mia vita in meglio e mi sono sognata un atto psicomagico sul tipo di quelli che propone ALEJANDRO JODOROWSKY ed ecco quello che ricordo”:

“Devo elencare tutti gli aspetti che mi caratterizzano (le cose per le quali io sono io) e poi scrivere a fianco di queste capacità tutto ciò che mi ha permesso di arrivare lì. Cioè tutte le scelte che ho operato e che mi hanno portato ad essere ciò che mi caratterizza. Devo poi compilare delle lettere di ringraziamento verso questi aspetti. Queste lettere vanno seppellite in un tumulo sacro, tra le pietre, ma non sotto terra. Ci sono amuleti e gingilli. Il posto ideale per fare questo è un eremo. Posso anche ridurle in poltiglia, bagnandole e passandole in una specie di tritacarne, ma le devo macinare al contrario, in senso anti-orario, proprio per far tornare indietro il tempo.”

Ecco la comprensione di quello che è accaduto con la pulizia della Cronogenetica:

Tutti i sogni sono collegati al “vissuto” di Vittoria quando aveva 17 anni. E’ lei stessa che ci spiega l’emozione di AMAREZZA: “Ho tolto il busto proprio a 17 anni. Per la scoliosi. Aspettavo con impazienza di togliermi il busto, perché sapevo che dopo sarebbe dovuto accadere un grosso cambiamento nella mia esistenza; che non si è mai palesato in realtà. E l’amarezza è proprio collegata a quella aspettativa delusa. “

La parola CONGUAGLIO sembra collegata ad una specie di pareggio dei conti, al desiderio di recuperare quello che Vittoria aveva perso in tutti gli anni dell’adolescenza quando era costretta dentro quella gabbia di titanio. Vuole e pretende che la vita la ripaghi e le renda indietro il tempo perso nell’attesa di guarire.

Vittoria: “La mia vergogna di quando portavo il busto non c’era più e volevo in qualche modo far “vergognare il maschile” per l’aspettativa di una cosa che poi non è venuta. Col busto mi vergognavo perché non potevo vestirmi come volevo. “Vedrai dopo come potrò davvero vestirmi! ” – Mi ripetevo. – Diventerò una ragazza bellissima ed attraente!”

Vittoria è stata bravissima a scuola, ma il suo profondo desiderio era quello di incontrare un ragazzo che l’amasse davvero. Questa cosa non è successa neppure dopo essersi tolta il busto e tutto è stato indirizzato verso l’aspetto intellettivo e mentale della conoscenza, diventando una persona bravissima nello studio e affermata poi nella sua professione.

Vittoria si confessa e dice: “E’ vero, da quel momento in poi ho avuto una serie infinita di avventure. Forse è quello che fa vergognare gli uomini, perché da quell’evento in poi li ho un po’ tutti usati.”

L’amarezza dell’aspettativa tradita diventa coazione a ripetere nell’avere tante relazioni senza mai innamorarsi di nessuno, una sorta di dipendenza affettiva, che viene mascherata nel primo sogno dal potere di Diana, la dea della caccia, che ha l’elmo in testa e che utilizza solo e soltanto il lato razionale e mentale nella relazione, escludendo quello passionale indicato dal cavallo. Il sogno mostra senza mezze misure l’enorme desiderio sensuale della ragazza diciassettenne che la madre giudica sporco e che amplifica negativamente invece di accoglierlo e indirizzarlo verso un corretto utilizzo dell’energia sessuale.

Così Vittoria è costretta a nascondere la sua vergogna sotto il simulacro della dea Diana e diventare così una “cacciatrice di uomini” per tentare di andarsi a prendere il suo recupero. Il sogno ci mostra però che non sta vivendo soltanto la propria aspettativa delusa, ma sta cercando di riscattare anche la delusione di sua madre nei confronti del maschile.

Il secondo e il terzo sogno sono già più risolutori: l’inconscio di Vittoria non vuole essere usato dall’amarezza di sua madre e non utilizzerà più la sua valigia nera, il rancore con il quale lei ha vissuto il rapporto con i maschi (con suo padre innanzitutto); ma finalmente sceglierà la sua valigia verde con le ruote, la sua fresca e tenera attrazione, abbandonando l’aspetto pesante e predatorio di sua madre.

Nel terzo sogno Vittoria è libera di esprimere il suo desiderio e di zoomare sul sesso non circonciso dell’attore e così assicurarsi che non c’è niente di sporco nella sessualità. Solo così può tornare proprietaria del proprio libero arbitrio e non essere costretta ad “andare con i suoi amici” a interpretare il ruolo della cacciatrice di uomini, ma finalmente rimanere in ascolto della propria tenerezza bambina che vuole ancora disegnare con i pennarelli.

Il sogno del rito psicomagico è davvero una delle più eclatanti promozioni inconsce della Cronogenetica perché assicura Vittoria che può tornare indietro nel tempo e recuperare tutto quello che pensava aver perso per sempre.

La saggezza dell’inconscio è quella di ringraziare anche delle proprie parti più pesanti e predatorie, che andranno sistemate in un eremo, tra le pietre, senza seminarle nella terra, proprio per scongiurare il pericolo che possano riemergere ancora in futuro.

E’quello che avviene tutte le volte con i sogni dopo le sedute di Cronogenetica. 
Se vuoi lascia il tuo nome di mail per ricevere 5 email gratuite di approfondimento

IMPARA AD INTERPRETARE I TUOI SOGNI!

Riceverai 5 email, una al giorno, con all'interno consigli pratici per iniziare subito ad interpretare i tuoi sogni.