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L’ESPRESSIONE NON È EVOLUZIONE: QUANDO QUALCOSA SMETTE DI TRATTENERE

ven 05 gen 2024
L’espressione non è evoluzione. Questo testo mostra perché ciò che preme non chiede di essere espresso, ma ricollocato nel tempo genealogico in cui ha avuto origine. Quando una funzione viene restituita, l’urgenza cessa.
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L’ESPRESSIONE NON È EVOLUZIONE: QUANDO QUALCOSA SMETTE DI TRATTENERE

L’albero genealogico non “vuole” nulla.
Non chiede espressione, né crescita, né compimento.

Trasmette funzioni.

Quando qualcosa preme per uscire, non è segno di espansione.
È segno che una funzione sta arrivando al limite.

La lettura evolutiva interpreta la tensione come chiamata all’espressione.
La Cronogenetica la legge come accumulo temporale: qualcosa che è stato trattenuto oltre il tempo in cui aveva senso.

Non perché non è stato espresso.
Ma perché non è stato collocato.

L’albero non evolve attraverso di te.
Si ripete.

E si ripete finché una funzione non viene riconosciuta nel punto genealogico in cui è nata. Finché questo non avviene, il corpo accumula: tensione, sintomi, crisi, urgenze. Non come energia compressa, ma come carico non restituito.

Il “non espresso” non si ammala perché manca voce.
Si ammala perché non ha posto.

Esprimere non risolve una ripetizione.
Agire non la interrompe.
Dire non la scioglie.

Ogni tentativo di espressione senza collocazione temporale produce solo una nuova forma della stessa continuità. Cambia il linguaggio, cambia il gesto, ma la funzione resta attiva.

Per questo la Cronogenetica non invita a esprimere rabbia, visione, bellezza o urgenza.
Invita a vedere da dove provengono.

Quando una funzione genealogica viene restituita al suo tempo, non chiede più uscita. Il corpo non deve più trattenere. L’espressione, se avviene, non è più necessaria. È facoltativa.

Non è evoluzione.
È cessazione di un obbligo.

La crisi non è energia che vuole uscire.
È un segnale che qualcosa non può più continuare a funzionare nello stesso modo.

Quando questo viene riconosciuto, non “cresci”.
Smetti di portare.

E ciò che prima premeva, tace.
Non perché è stato espresso,
ma perché non è più richiesto.

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