L’ultima scelta della ribellione: MEDIAZIONE ESTERNA.

6) Infine la scelta più evocativa: “Mi metto al servizio degli altri!” E’ il tema del terzo settore e del volontariato che diventa per molti sostitutivo della giusta ricerca della propria professionalità. Metto al servizio degli altri il mio tempo che non avrei saputo mai impiegare per i miei interessi, perché non li conosco. E’ solo un modo per scappare dalla famiglia e sentirsi fuori dai giochi del clan; quasi un rifiuto totale della genia che mi ha generato. Questo accade soprattutto se il ragazzo non ha ricevuto il riconoscimento del paterno, perché si sentirà per tutta la vita in credito con il mondo!!!  Se qualcosa mi è mancato all’origine, metterò sempre gli altri nella condizione che siano loro a riempire quel vuoto. L’archetipo della Mediazione Esterna si trasformerà nella loro mente nella strana certezza che “Io non devo niente a nessuno, sono semmai gli altri, o il mondo, a dovermi qualcosa!” “Può apparire strano, ma questo è proprio il risentito della maggior parte di chi si prodiga per il prossimo!”

Un tempo non c’era il volontariato, ma c’era la Religione. Chi era disconosciuto dal proprio padre terreno aveva necessità di andare a cercarne uno nei cieli della Metafisica per poi testimoniarlo e farlo ri-conoscere agli altri. La MEDIAZIONE ESTERNA significa che la persona riesce ad accettare e sviluppare la propria Presenza solo con le persone lontane dalla propria identità. Solo tra gli estranei questo soggetto si sente riconosciuto, perché ha avuto, nella sua infanzia, solo l’appoggio di sua madre.

In questo Archetipo si sviluppa anche la Sindrome del Missionario: non ho conosciuto mio padre, vado a cercarlo come Padre Celeste e lo faccio riconoscere a quelli lontani dalla mia famiglia. Vado in missione. Tutti i missionari sono molto devoti alla Vergine Maria. Proprio come un missionario, questo soggetto risulta essere sempre molto disponibile nella sua entrata, ma poi estremamente severo nell’applicazione delle regole e delle leggi.

L’incontro con queste persone è sempre molto bello, perché hanno una straordinaria capacità di ricalco del prossimo molto sviluppata e precisa. Loro incarnano il pensiero della madre che li ha dovuti proteggere da tutto e sostenere per il mancato riconoscimento del padre. La madre li rassicura nel rapportarsi agli altri: “Guardali sempre con indulgenza, ma ricordati che tu sei il migliore!”   Capite subito la differenza che c’è tra la Misericordia dell’Identità e l’Indulgenza della Mediazione Esterna!!!

Qui il braccio che si alza è il sinistro, ma possiede solo la forza del giudizio! L’Ego di un figlio, che una madre riesce a costruire senza la presenza di un maschile, sarà un’identità che si appoggerà sempre sulla credenza e sull’immaginario e che difficilmente potrà corrispondere alla concretezza di un progetto personale.

La Mediazione Esterna è l’archetipo che gestisce e risolve quel sentimento di sentirsi per tutta la vita estraneo o di troppo: non voluto, non cercato, non amato, non desiderato e quindi superfluo. Senza il padre non abbiamo accesso al REALE, ma sappiamo creare con l’immaginario la nostra personale realtà. Tutti gli altri si dovranno relazionare con l’immagine di me che costruisco ogni giorno. Questi soggetti si trovano molto bene e completamente a loro agio dentro le istituzioni, nei gruppi organizzati, dove ci sono gerarchie definite e la relazione viene sorretta dalle ferree regole prestabilite a priori. Non possiamo neppure parlare di relazione, ma solo di applicazione di procedure. Anche le emozioni qui sono simulate. Siamo in una esistenza di dissimulazione totale, dove tutta la tensione si rivolge alla corretta applicazione delle regole e delle leggi.

7) C’è infine anche chi decide di mettere le sue scelte al servizio delle proprie passioni e di andare ad approfondire nello studio i suoi interessi e predilezioni. Seguirà il suo Talento senza giudicarlo!!!

Domande

  1. Hai sempre la sensazione che la Vita ti abbia tradito?
  2. Pensi che la tua Esistenza non ti abbia ancora dato quello che dovevi avere, secondo il tuo valore?
  3. Ti senti spesso in mezzo agli altri comunque sempre molto solo?
  4. Che tipo di giudizio utilizzi nel relazionarti con gli altri?
  5. Ti lasci guidare dalla tua morale e riesci a cogliere subito le infrazioni alle regole in cui gli altri continuamente incappano?
  6. Sei sempre molto severo e implacabile nei confronti delle azioni ingiuste e sbagliate degli altri, ma rischi di indulgere poi alle tue debolezze?
  7. Che rapporto hai con tua madre?
  8. Riesci a vivere lontano da lei (da tua madre) senza soffrirne la mancanza?
  9. Su cosa sei intransigente e severo nella tua esistenza?
  10. Come ti comporti con coloro che sono lontani o distanti della tua identità?