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APPARTENENZA E LIBERTÀ: QUANDO DUE TEMPI VENGONO CONFUSI

gio 04 gen 2024
Appartenenza e libertà non sono forze in conflitto, ma tempi diversi. Questo testo mostra perché la tensione nasce quando vengono sovrapposti e come la libertà diventa possibile solo quando l’appartenenza viene restituita al suo tempo.
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APPARTENENZA E LIBERTÀ: QUANDO DUE TEMPI VENGONO CONFUSI

Non esiste un conflitto naturale tra appartenenza e libertà.
Esiste una sovrapposizione di piani temporali.

L’appartenenza non è una voce che chiede fedeltà.
È una condizione biologica di origine: si appartiene a un albero perché si nasce dentro una continuità che precede ogni scelta.

La libertà non è una forza che spinge a rompere.
È una condizione temporale successiva: diventa possibile solo quando ciò che precede è stato collocato.

Il problema nasce quando questi due livelli vengono vissuti nello stesso tempo.

Quando l’appartenenza continua a operare come presente, la libertà viene letta come tradimento.
Quando la libertà viene cercata prima che l’appartenenza sia riconosciuta, diventa fuga.

Non è un conflitto da attraversare.
È un errore di collocazione.

L’albero genealogico non chiede di essere onorato, né di essere superato.
Continua semplicemente a funzionare finché ciò che gli appartiene non viene riconosciuto nel suo tempo.

La persona che sente di doversi “dividere” tra restare ed essere libera non è scissa interiormente.
È tenuta dentro due tempi incompatibili.

Uno è il tempo dell’origine: ruoli, lealtà, funzioni che hanno permesso alla genealogia di sopravvivere.
L’altro è il tempo proprio: quello in cui quelle stesse funzioni non sono più necessarie.

Finché il primo non viene restituito al passato, il secondo non può stabilizzarsi. Non perché manchi coraggio o integrazione, ma perché il tempo non è stato separato.

La Cronogenetica non lavora per far dialogare appartenenza e libertà.
Lavora per separarle.

Quando l’appartenenza viene riconosciuta come ciò che è stato, smette di chiedere presenza. Quando non chiede più, la libertà non deve più essere conquistata. Accade come conseguenza.

Non si tratta di scegliere tra radici e strada.
Si tratta di non vivere nello stesso tempo entrambe.

La libertà non nasce da un gesto creativo che libera l’albero.
Nasce quando l’albero non ha più bisogno di operare attraverso di te.

Allora l’appartenenza resta come origine.
E la libertà diventa possibile come condizione presente.

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