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FAQ
Domande Frequenti
Hai dubbi o domande?
Qui trovi
le risposte essenziali
sulla Cronogenetica.
e come può aiutarmi?
La Cronogenetica
non è un metodo per stare meglio,
né un percorso di crescita personale.
È una lettura strutturale del tempo
che attraversa una vita.
Parte da un presupposto
semplice e radicale:
ciò che vivi oggi non nasce oggi.
Molti eventi, blocchi, ripetizioni e impasse
non sono il risultato di scelte sbagliate
o mancanze personali,
ma l’effetto coerente di una storia biologica
e genealogica che continua ad agire.
La Cronogenetica
legge questa continuità.
Non interpreta simbolicamente,
non motiva, non promette cambiamenti.
Individua dove, nel tempo reale
dell’albero familiare e nelle età biologiche,
una funzione si è interrotta o si è irrigidita,
e come quella frattura
continua a ripresentarsi
sotto forme diverse.
Il lavoro utilizza dati concreti:
genealogia, sogni, età chiave,
ripetizioni di destino.
Non per spiegare il passato,
ma per mostrare la struttura
che governa il presente.
Non serve a “liberarsi” da qualcosa.
Serve a riconoscere
ciò che non è mai stato scelto,
ma solo ereditato.
E a smettere di pagarlo nel corpo,
nelle relazioni e nelle decisioni.
La Cronogenetica aiuta
solo in un senso preciso:
rende leggibile ciò che fino a quel momento
era vissuto come confusione,
colpa o destino personale.
Non offre una via d’uscita.
Offre una posizione nel
tempo.
è adatto a me?
La Cronogenetica non è adatta
a chi cerca
soluzioni,
miglioramenti o rassicurazioni.
È adatta solo a chi ha riconosciuto
una cosa precisa:
che nella propria vita
qualcosa si
ripete,
indipendentemente dall’impegno,
dalla volontà o dalla comprensione mentale.
Non lavora su problemi isolati.
Lavora su strutture
che insistono nel tempo.
È indicata per chi
vede tornare gli stessi nodi
sotto forme diverse:
nelle relazioni, nel corpo, nelle scelte,
nei momenti decisivi.
Non perché “non ha ancora capito”,
ma perché sta pagando una continuità
che non ha scelto.
Non richiede competenze,
né percorsi precedenti.
Non richiede neppure “motivazione”.
Richiede una sola disponibilità reale:
accettare di guardare
ciò che non dipende
dal carattere,
dalla volontà
o dalla consapevolezza personale.
La Cronogenetica
non si adatta alla persona.
È la persona che, se resta,
deve adattarsi alla lettura
di una struttura più grande
della propria storia individuale.
Non segue il tuo tempo interiore.
Legge il tempo che ti attraversa.
Se cerchi un percorso
che accompagna, sostiene o personalizza,
non è questo.
Se senti che la tua vita
obbedisce a una logica
che non sei riuscito a interrompere,
allora il campo è questo.
Qui non si promette nulla.
Si rende leggibile ciò che finora
ha agito senza nome.
l'intervento Cronogenetico?
La Cronogenetica
non è un pacchetto standard
e non ha un “costo” definibile in anticipo.
Il lavoro non viene venduto
come percorso chiuso, perché non segue
una progressione prestabilita
né una durata prevista.
Ogni intervento è una lettura mirata
di una struttura specifica:
genealogica, temporale, biologica.
La profondità del lavoro
non si decide prima,
ma emerge da ciò che si presenta.
Per questo non proponiamo listini pubblici
né formule preconfezionate.
Sarebbe incoerente con il metodo.
L’accesso avviene sempre
attraverso una prima seduta di lettura.
Non è un colloquio conoscitivo,
né una consulenza orientativa.
È già lavoro pieno.
Le modalità
della Prima Seduta sono descritte
qui.
Questa scelta ha una funzione precisa:
permettere a chi arriva
di verificare direttamente,
nel corpo e nella propria storia,
se il metodo è pertinente oppure no,
senza impegni successivi
e senza obblighi di continuità.
Non crediamo che una spiegazione,
una promessa o una pagina di vendita
possano sostituire l’esperienza reale
di una lettura fatta sul proprio tempo.
Dopo la prima seduta, se il lavoro prosegue,
le modalità vengono chiarite
in modo diretto e trasparente,
in base a ciò che è emerso.
Se non prosegue, nulla resta in sospeso.
Qui non si compra un percorso.
Si accede a una soglia.
di chi ha avuto accesso
al tempo genealogico?
Sì. Esistono testimonianze pubbliche
del lavoro svolto.
Non sono presentate come prove,
né come garanzie di risultato.
Chi parla non racconta
“come è cambiato”,
ma cosa è diventato leggibile
della propria storia:
ripetizioni, snodi genealogici,
punti di arresto che prima
venivano vissuti come problemi personali.
Non sono narrazioni edificanti,
né racconti motivazionali.
Non mostrano un prima e un dopo.
Mostrano una struttura che, una volta vista,
non può più essere ignorata.
Le testimonianze
non servono a convincere.
Servono a far percepire
il tipo di sguardo con cui il lavoro opera.
Se cerchi storie di guarigione,
riscatto o trasformazione personale,
non le troverai.
Se invece vuoi capire
che tipo di lettura avviene
quando si entra nel tempo genealogico,
allora possono essere utili.
Non sostituiscono l’esperienza
diretta.
Non anticipano ciò che accadrà a
te.
Indicano solo il campo
in cui il lavoro si muove.
alla mia struttura Temporale?
Il lavoro inizia sempre
da una prima seduta individuale.
Non è un colloquio informativo
e non è una valutazione preliminare.
È già una lettura operativa.
Questa seduta
è l’unico punto di accesso al metodo.
Non esistono iscrizioni,
percorsi introduttivi o fasi preparatorie.
La sua funzione è semplice e precisa:
permettere di verificare,
attraverso un’esperienza reale,
se la lettura cronogenetica è pertinente
rispetto alla tua storia oppure no.
Senza impegni successivi
e senza continuità implicita.
Non raccogliamo domande generiche
e non inviamo materiali orientativi.
Il metodo non si comprende prima.
Si incontra.
Le modalità
della Prima Seduta sono descritte
qui.
Dopo quella soglia, se il lavoro prosegue,
ogni passaggio viene chiarito
in base a ciò che è emerso.
Se non prosegue, nulla resta aperto.
Qui non si “inizia un percorso”.
Si entra in un punto del tempo.
La Cronogenetica
non è una competenza da acquisire
né una tecnica da apprendere.
Non esiste un accesso formativo
separato
dall’esperienza personale.
Nessuno diventa operatore
senza aver prima attraversato,
nel proprio corpo e nella propria storia,
il lavoro fino in fondo.
Non per una questione etica
o di autorizzazione,
ma per un motivo strutturale:
non si può leggere il tempo degli altri
restando ciechi sul proprio.
Qui non si trasmette un sapere.
Si assume una posizione.
Diventare operatore significa
aver visto crollare le proprie spiegazioni,
le proprie identità funzionali e
le proprie compensazioni genealogiche.
Significa aver pagato
il costo reale del metodo,
senza scorciatoie teoriche.
Per questo non accettiamo
candidature spontanee,
richieste di formazione
o domande di accesso “per interesse”.
Non esistono corsi aperti,
né certificazioni ottenibili per studio
o affinità intellettuale.
L’eventuale accesso alla formazione
avviene solo dopo un lungo
lavoro personale già svolto,
ed è sempre una
conseguenza,
mai un obiettivo.
Chi chiede di diventare operatore
prima di aver attraversato il proprio tempo,
sta già mostrando
di non aver compreso il metodo.
E questo, qui, è un criterio sufficiente.
La Cronogenetica
non ha bisogno di operatori in più.
Ha bisogno di persone
che non parlino
di ciò che non hanno attraversato.
CONTATTI
Non tutti arrivano qui per
caso.
E non tutti dovrebbero scrivere.
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FAQ – Domande Frequenti
Hai dubbi o domande? Qui trovi le risposte essenziali sulla Cronogenetica.
-
La Cronogenetica non è un metodo per stare meglio, né un percorso di crescita personale.
È una lettura strutturale del tempo che attraversa una vita.Parte da un presupposto semplice e radicale: ciò che vivi oggi non nasce oggi.
Molti eventi, blocchi, ripetizioni e impasse non sono il risultato di scelte sbagliate o mancanze personali,
ma l’effetto coerente di una storia biologica e genealogica che continua ad agire.
-
La Cronogenetica legge questa continuità.
Non interpreta simbolicamente, non motiva, non promette cambiamenti.
Individua dove, nel tempo reale dell’albero familiare e nelle età biologiche,
una funzione si è interrotta o si è irrigidita,
e come quella frattura continua a ripresentarsi sotto forme diverse.Il lavoro utilizza dati concreti: genealogia, sogni, età chiave, ripetizioni di destino.
Non per spiegare il passato, ma per mostrare la struttura che governa il presente. -
Non serve a “liberarsi” da qualcosa.
Serve a riconoscere ciò che non è mai stato scelto, ma solo ereditato.
E a smettere di pagarlo nel corpo, nelle relazioni e nelle decisioni.La Cronogenetica aiuta solo in un senso preciso:
rende leggibile ciò che fino a quel momento
era vissuto come confusione, colpa o destino personale.Non offre una via d’uscita.
-
Offre una posizione nel tempo.
- La Cronogenetica non è adatta a chi cerca soluzioni,
miglioramenti o rassicurazioni.
È adatta solo a chi ha riconosciuto una cosa precisa: che nella propria vita qualcosa si ripete,
indipendentemente dall’impegno, dalla volontà o dalla comprensione mentale.
Non lavora su problemi isolati. Lavora su strutture che insistono nel tempo.
- È indicata per chi vede tornare gli stessi nodi sotto forme
diverse:
nelle relazioni, nel corpo, nelle scelte, nei momenti decisivi.
Non perché “non ha ancora capito”, ma perché sta pagando una continuità che non ha scelto.
Non richiede competenze, né percorsi precedenti. Non richiede neppure “motivazione”.
Richiede una sola disponibilità reale:
accettare di guardare ciò che non dipende dal carattere, dalla volontà o dalla consapevolezza personale.
- La Cronogenetica non si adatta alla persona.
È la persona che, se resta, deve adattarsi alla lettura di una struttura più grande della propria storia individuale.
Non segue il tuo tempo interiore. Legge il tempo che ti attraversa.
- Se cerchi un percorso che accompagna, sostiene o personalizza,
non è questo.
- Se senti che la tua vita obbedisce a una logica che non sei
riuscito a interrompere, allora il campo è questo.
Qui non si promette nulla. Si rende leggibile ciò che finora ha agito senza nome.
La Cronogenetica non è un pacchetto standard e
non ha un “costo” definibile in anticipo.
Il lavoro non viene venduto come percorso chiuso, perché non segue
una progressione prestabilita né una durata prevista.
Ogni intervento è una lettura mirata di una struttura
specifica:
genealogica, temporale, biologica.
La profondità del lavoro non si decide prima, ma emerge da
ciò che si presenta.
Per questo non proponiamo listini pubblici né formule
preconfezionate.
Sarebbe incoerente con il metodo.
- L’accesso avviene sempre attraverso una prima seduta di
lettura.
Non è un colloquio conoscitivo, né una consulenza orientativa. È già lavoro pieno.
Le modalità della Prima Seduta sono descritte qui.
Questa scelta ha una funzione precisa:
permettere a chi arriva di verificare direttamente, nel corpo e
nella propria storia,
se il metodo è pertinente oppure no, senza impegni
successivi e senza obblighi di continuità.
Non crediamo che una spiegazione, una promessa o una pagina di
vendita
possano sostituire l’esperienza reale di una lettura fatta sul
proprio tempo.
Dopo la prima seduta, se il lavoro prosegue,
le modalità vengono chiarite in modo diretto e trasparente, in base
a ciò che è emerso.
Se non prosegue, nulla resta in sospeso.
Qui non si compra un percorso. Si accede a una soglia.
Sì. Esistono testimonianze pubbliche del lavoro svolto.
Non sono presentate come prove, né come garanzie di risultato.
Chi parla non racconta “come è cambiato”, ma
cosa è diventato leggibile della propria storia:
ripetizioni, snodi genealogici, punti di arresto che prima venivano
vissuti come problemi personali.
Non sono narrazioni edificanti, né racconti motivazionali.
Non mostrano un prima e un dopo.
Mostrano una struttura che, una volta vista, non può più essere
ignorata.
Le testimonianze non servono a convincere.
Servono a far percepire il tipo di sguardo con cui il lavoro
opera.
Se cerchi storie di guarigione, riscatto o trasformazione
personale, non le troverai.
Se invece vuoi capire che tipo di lettura avviene
quando si entra nel tempo genealogico, allora possono essere
utili.
Non sostituiscono l’esperienza diretta.
Non anticipano ciò che accadrà a te.
Indicano solo il campo in cui il lavoro si muove.
Il lavoro inizia sempre da una prima seduta individuale.
Non è un colloquio informativo e non è una valutazione
preliminare.
È già una lettura operativa.
- Questa seduta è l’unico punto di accesso al
metodo.
Non esistono iscrizioni, percorsi introduttivi o fasi preparatorie.
La sua funzione è semplice e precisa:
permettere di verificare, attraverso un’esperienza reale,
se la lettura cronogenetica è pertinente rispetto alla tua storia
oppure no.
Senza impegni successivi e senza continuità implicita.
- Non raccogliamo domande generiche e non inviamo materiali
orientativi.
Il metodo non si comprende prima.
Si incontra.
Le modalità della Prima Seduta sono descritte qui.
Dopo quella soglia, se il lavoro prosegue, ogni passaggio viene
chiarito in base a ciò che è emerso.
Se non prosegue, nulla resta aperto.
Qui non si “inizia un percorso”.
Si entra in un punto del tempo.
La Cronogenetica non è una competenza da
acquisire né una tecnica da apprendere.
Non esiste un accesso formativo separato dall’esperienza
personale.
Nessuno diventa operatore senza aver prima attraversato, nel
proprio corpo e nella propria storia, il lavoro fino in fondo.
Non per una questione etica o di autorizzazione, ma per un motivo
strutturale:
non si può leggere il tempo degli altri restando ciechi sul
proprio.
Qui non si trasmette un sapere. Si assume una posizione.
Diventare operatore significa aver visto crollare le proprie
spiegazioni,
le proprie identità funzionali e le proprie compensazioni
genealogiche.
Significa aver pagato il costo reale del metodo, senza scorciatoie
teoriche.
Per questo non accettiamo candidature spontanee,
richieste di formazione o domande di accesso “per
interesse”.
Non esistono corsi aperti, né certificazioni ottenibili per studio
o affinità intellettuale.
L’eventuale accesso alla formazione avviene solo dopo un lungo
lavoro personale già svolto,
ed è sempre una
conseguenza, mai un obiettivo.
Chi chiede di diventare operatore prima di aver attraversato il
proprio tempo,
sta già mostrando di non aver compreso il metodo.
E questo, qui, è un criterio sufficiente.
La Cronogenetica non ha bisogno di operatori in più.
Ha bisogno di persone che non parlino di ciò che non hanno
attraversato.
