EDUCARE: SMETTERE DI OSTACOLARE CIÒ CHE È GIÀ IN ATTO
EDUCARE: SMETTERE DI OSTACOLARE CIÒ CHE È GIÀ IN ATTO
Educare non significa riempire, né far emergere qualità nascoste.
Significa non interferire con una funzione biologica già attiva.
L’etimologia di educare viene spesso citata come e-ducere, “condurre fuori”. Ma ciò che viene condotto fuori non è un potenziale vago o una virtù morale. È una risposta biologica che si è già formata a partire da una mancanza nell’albero genealogico.
Nel Metodo dell’Editing Generazionale, il Talento non è un dono da coltivare.
È un organo funzionale.
Non nasce perché qualcuno è bravo o speciale, ma perché in un punto della genealogia è mancato qualcosa di essenziale. Il corpo dell’albero ha compensato. Il Talento è quella compensazione riuscita. Non chiede di essere allenato. Chiede di non essere bloccato.
Per questo educare non è “tirare fuori il meglio”.
È non deviare la funzione.
Quando un bambino viene educato a diventare ciò che non è, il Talento non scompare. Si deforma. Quando viene moralizzato, si irrigidisce. Quando viene idealizzato, si carica di obbligo. In tutti questi casi non manca l’educazione: c’è troppa educazione nel punto sbagliato.
L’educazione non affina il Talento.
Lo libera dal pagamento.
Un Talento bloccato non è immaturo. È ancora legato all’emozione negativa che l’ha generato. Ogni tentativo di “renderlo virtuoso” lo ancora di più alla mancanza originaria. Per questo il lavoro non consiste nel guidare, accompagnare o sostenere, ma nel ricollocare l’origine.
Quando l’emozione genealogica viene restituita al suo tempo, il Talento smette di funzionare come difesa. Non deve più dimostrare nulla, né compensare. Può essere usato oppure no, senza urgenza.
In questo senso, educare non riguarda l’infanzia soltanto.
Riguarda ogni età in cui qualcuno interferisce con una funzione biologica credendo di migliorarla.
Un bambino non va completato.
Un adolescente non va orientato.
Un adulto non va reso consapevole.
Va lasciato uscire dal vincolo genealogico che lo costringe a usare il Talento come risposta obbligata.
Educare, allora, non è condurre fuori.
È togliere di mezzo ciò che impedisce a una funzione già presente di operare liberamente.
Il resto accade da sé.
Senza allenamento.
Senza virtù.
Senza ideali.





