Prenota la tua Chronoline (Timeline) riempiendo il form qui a fianco e fissa nel Centro a te più vicino !
PNL (Neuro-Linguistica)

La Programmazione Neurolinguistica è una metodologia sviluppata da Richard Bandler e dal linguista John Grinder nei primi anni 70.
Si tratta di una tecnica di dialogo con l'inconscio capace di facilitare il cambiamento perchè è il frutto dell'integrazione tra psicologia, linguistica, cibernetica e teoria dei sistemi.
La Programmazione neuro linguistica è usata negli studi sulla comunicazione umana, nell'educazione, nell'apprendimento, negoziazione, vendita, leadership, team-building, coaching pnl, ed infine per l’incremento di una buona autostima, etc.
Le tecniche di NLP (Neuro-linguistic Programming) trovano spazi d'applicazione anche nei processi decisionali e creativi, dove si voglia indurre un cambiamento, ad esempio nello sport o in psicoterapia.

PER INIZIARE PUOI FISSARE LA PRIMA SEDUTA DI ANALISI DELLA TUA CHRONOLINE (Time Line Analysis)
Telefona subito al cell. 334 3983434 e fissa l'incontro.Oppure per richiedere via email l'analisi della Time Line
riempi il modulo http://www.cronogenetica.it/form_ext.asp

Leggi il nostro libro
Grilli-Nieddu, Cronogenetica, Edizioni Mediterranee Roma, 2012
http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__cronogenetica.php

Iscriviti alla Newsletter http://newsletter.trenet.it/newsletter/show_subscribe/3/it

Approfondisci sui nostri siti:
www.cronogenetica.it e www.timeline.name

Seguici su facebook
www.facebook.com/cronogenetica.it



Che cosa è il Tempo secondo la PNL?

 

La PNL (Neurolinguistic Programming – NLP in inglese) approfondisce e risolve la comprensione del TEMPO.
Come sperimentiamo il Tempo ? Come lo formalizziamo soggettivamente ? La maggior parte delle persone pensa che gli eventi del futuro si avvicinano a noi, si manifestano nel nostro presente per poi perdersi definitivamente nel passato; ma la filosofia sa da sempre che la “spazializzazione” del tempo è un errore.  Il tempo non può essere rappresentato come la quarta dimensione dello spazio, anche se tutti noi siamo tentati di descrivere il tempo con locuzioni e metafore spaziali. Semplicemente il tempo è una categoria NON-SPAZIALE dentro cui le cose si modificano: percepire il flusso temporale significa avere coscienza del cambiamento delle cose.
Eppure anche se la scienza e la filosofia ci avvisano di questo “inganno”, la nozione spaziale del tempo è radicata nell’esperienza della temporalità del genere umano. Dunque come è possibile ricordare gli eventi cronologicamente?
Il primo a parlare di archiviazione lineare dei ricordi fu lo psicologo americano William James nel 1890, ma sull’argomento del tempo la meditazione degli esseri umani è davvero infinita !
I Greci e tutti gli abitanti dell’Ellade denominarono il TEMPO con la parola CHRONOS che deriva da un’antica radice indoeropea “gher”, che identifica il concetto di delimitare, rinchiudere, recintare e così collegarono il concetto di tempo con lo spazio, uno spazio inteso come qualcosa che possiede in sé molte potenzialità (il Chaos). Se Chronos delimita la realtà, significa che essa lo supera da ogni lato; il medesimo pensiero lo ebbero i latini che crearono la parola tempus.
Anche “tempus” deriva dal greco antico e la sua radice “tem” deriva da “temno” che significa “tagliare”,“dividere”, “conchiudere”; confermando il concetto di limite, di parte delimitata della realtà. L’idea della limitazione si è conservata fino ai nostri giorni nella coscienza comune delle persone, come se il tempo potesse in qualche modo separarci dall’eternità dell’esistenza.

L’inganno della Nominalizzazione

Per addentrarci dentro la problematica temporale così come viene approfondita dalla PNL e dalla Timeline Therapy potremo cominciare col dire che il TEMPO ha un problema di fondo: nel nostro linguaggio viene definito con un nome. Ora qualsiasi sostantivo è grammaticalmente utilizzato per identificare un oggetto, così anche noi pensiamo al tempo “come se fosse una cosa”.
Questo ci avverte che il tempo ha subito una NOMINALIZZAZIONE,  perché ciò che designiamo con il “nome” TEMPO non è niente che si possa toccare, vedere, udire, odorare o gustare. Il primo livello logico di cui possiamo parlare è “l’accadere puro e semplice degli eventi”, mentre la consapevolezza delle cose che cambiano si trasforma nel nostro pensiero nella certezza che esista un “flusso temporale”.
Il primo a capire che il concetto di tempo e spazio fosse da ascrivere esclusivamente alla soggettività umana fu Immanuel Kant, tanto che li classificò come delle categorie a priori della mente umana, perché il “tempo” non possiede alcun referente esterno oggettivo.
Nella PNL, quando ci troviamo di fronte a qualcosa che è stato NOMINALIZZATO, siamo sempre sicuri che la nostra mappa non è stata ben formata. Il tempo non si riferisce ad una cosa, pertanto quando ne parliamo, lo confondiamo sempre con un oggetto. Diamo per scontato che là fuori esista davvero, indipendentemente dalla nostra “mente” che lo ha invece creato.
Il tempo è solo un’astrazione che utilizziamo per vivere: non esiste nella realtà, ma solo nella nostra coscienza, come convinzioni, valori, sensazioni: l’unica esperienza che possiamo fare del tempo è che “le cose cambiano”  oppure che “si sta facendo tardi...” Siamo così intrisi di tempo e temporalità, che non potremo esistere se non come “creature temporali”, siamo dentro il tempo eppure concettualizziamo le cose al di là del tempo...
Korzybski nel 1921 ha definito la specie umana come quella che “collega il tempo”, non solo, potremo dire che “viaggiamo nel tempo” continuamente. Compiamo dei veri e propri viaggi temporali lungo le nostre personali  time-line e rischiamo anche di permanere in luoghi che non sono collegati al qui ed ora e vivere un’intera esistenza nella nostalgia.
Spesso esistono traumi del nostro passato che continuano senza sosta a proiettare nella nostra mente immagini, suoni, parole e sensazioni di dolore che tormentano la nostra coscienza, costringendo la nostra vita ad una sofferenza continua.



“In Time” e “Through Time”

Ricorda un evento, anche banale, accaduto sei mesi fa; attendi che il tuo corpo te lo mostri, non cercare nella tua memoria, semplicemente fai emergere il ricordo e visualizzalo, ascoltalo, percepiscilo con concentrazione. Presta particolare attenzione alla DIREZIONE DALLA QUALE l’immagine di quel ricordo ti arriva. Potrebbe essere dentro la tua testa, oppure fuori. Potrebbe essere in una delle infinite direzioni dello spazio o in un altro luogo del tuo corpo, ed ora puoi indicare la direzione con la mano. Se fai la medesima cosa con il futuro, pensando di immaginare qualcosa che potrebbe accadere tra sei mesi, vedrai l’immagine di questa memoria provenire da un altro luogo.
Ora puoi tracciare la Linea temporale e puoi subito comprendere se la tua modalità di vivere il tempo sia codificata dentro o fuori di te.  Se la linea temporale resta fuori del tuo corpo e non lo tocca in alcuno dei suoi punti e riesci comunque a vederla tutta e nessuna parte resta nascosta dietro di te, significa che la tua strutturazione temporale è di tipo anglo-europeo. La PNL chiama questa linea through time che vuol dire attraverso il tempo. Noi possiamo definirla semplicemente “fuori del tempo”.
Se al contrario, le immagini, i suoni e le sensazioni si collocano dietro il vostro campo visivo o si muovono dentro di voi, all’interno del vostro corpo, significa che la vostra modalità di vivere il tempo è simile a quella del mondo arabo. La PNL chiama questa linea “in time”, “dentro il tempo”, perché almeno una porzione della linea resta dentro il corpo o dietro il campo visivo della persona.
Le persone “in time” vivono nelle cose che accadono, completamente assorbite nel loro vissuto, senza alcuna consapevolezza concettuale del “tempo”.  Sono persone che si associano sempre all’esperienza che vivono, così che “sentono” il loro passato come se continuasse ad accadere adesso. E’ una persona che vive nel presente, apprezza l’attimo fuggente e se lo gode. Non ama concludere immediatamente le cose e vuole tenere aperte tutte le strade. Sono persone che ricevono il beneficio maggiore dalla Cronogenetica perché possono imparare come dissociarsi dalle vecchie ferite.
Le culture “In Time” hanno molti problemi ad adattarsi alle culture occidentali industrializzate, perché vivono la loro esistenza in un grande ed unico ORA; non hanno il senso dell’urgenza e non hanno bisogno eccessivo di portare a termine le cose. Questo può essere una benedizione, ma anche una sciagura in determinate situazioni.  L’appuntamento per vedersi, in queste culture, implica un semplice punto di riferimento e non una impellenza da osservare al secondo
Le persone “through time”sono più collegate alla parte mentale della comprensione temporale, sanno mettere in relazione le cose che stanno accadendo con quelle passate e anche con quelle che accadranno, sanno prendere le distanze dal proprio vissuto. Hanno sempre una grossa coscienza temporale ed una latente tendenza al giudizio, attribuiscono al tempo molto valore e vogliono sempre arrivare in orario. Sono degli ottimi organizzatori, ma hanno grosse difficoltà a viversi il presente
Le culture “through time”, come la nostra occidentale, vivono il tempo come un blocco,  orientato verso il futuro e ricco di scadenze da onorare. E’ una grossa fonte di potere per raggiungere determinati obiettivi, ma è anche una terribile maledizione.



<--
Time Line cinestesica o In Time


Time Line visiva oThrough time  -->


Cronogenetica è proprietà di New R.E.A.L. di Mario Grilli (P.Iva 01909810978) e di Crisalide di Domenica Nieddu (P.Iva 01992460970)

SEOWEBMASTER.IT
Copyright © 2013