Per ultima la TRISTEZZA che rappresenta l’emozione dell’intelligenza che ha già effettuato la sua scelta nel mondo, ma il cui risultato non è stato poi così positivo. La tristezza è nella coscienza che ogni scelta ha un limite, e che occorre fare il lutto su quello che abbiamo perso e che non possiamo più recuperare.

La tristezza è il blocco generato dal risultato di una scelta sbagliata, ma non mi posso per questo fermare al mio primo errore. E’ dunque l’emozione più adulta tra le cinque che abbiamo affrontato e quella più realistica. Se in ogni scelta c’è un limite e l’intelligenza riesce a riconoscerlo e a scovarlo, la sfiducia che ne deriva è altrettanto paralizzante.

La persona “triste” resta bloccata perché l’intelligenza riconosce che la propria condizione è il frutto delle proprie scelte passate, ma essendo troppo pesante accettarlo, tutto si risolve nell’individuazione del problema, e soprattutto del “colpevole”.

L’intelligenza non può fare a meno di scoprire “cosa c’è che non va”, ma dall’esterno questa dote viene vissuta come un’accusa costante e pesante. Il compito dell’intelligenza non è quello di individuare l’anello debole della catena per poter puntare il dito, quanto quello di aumentare il numero delle proprie scelte, per trovare la soluzione.

La soluzione NON STA MAI nell’INDIVIDUAZIONE del PROBLEMA, ma nel continuare ad attivare l’azione e nuove scelte disponibili.

Questo è il percorso evolutivo delle cinque emozioni che fa emergere la necessità della scelta come unica via di uscita da ogni emozione negativa.

Alcuni motivi di tristezza:

  1. Non trovare nessuno di cui innamorarsi
  2. Non avere figli e rimanere inadeguato ed incompleto
  3. Non essere la prediletta
  4. Non essere stata riconosciuta dal padre
  5. Non essere riuscita a salvare il matrimonio sul quale si contava
  6. Non riuscire a fermare il tempo che passa
  7. Incapacità di amare e di essere amata
  8. Tristezza per la superficialità ed il pressappochismo del mondo
  9. Incapacità di rintracciare nell’affettività di una donna la gioia che gli procurava la madre

 

Benefici della Cronogenetica per la Tristezza

La persona in un momento di crisi si ricollega automaticamente ad alcuni eventi che nel passato gli hanno procurato molta tristezza. Questa emozione prevale su tutte le altre impedendo alla persona di vivere in modo preciso e tranquillo la sua esistenza. La TRISTEZZA spinge la persona a trovare sempre qualcuno o qualcosa da incolpare nel disperato tentativo di alleviare il dolore, quando in realtà questo atteggiamento non fa che alimentarlo.

La persona che ha come imprinting primario la TRISTEZZA vuole ridare vita ad emozioni morte e fallite per sentirsi ancora vivo. Nel profondo del suo cuore pensa che la vita sia solo sofferenza e ricerca continuamente stati d’animo simili per il bisogno di una sedicente “vitalità” in verità non bene compresa.

La pulizia in CRONOGENETICA della tristezza comporta un nuovo modo di vedere e percepire gli eventi passati e futuri. La tristezza fa parte della vita, ma occorre trovare in sé la forza per prendere da lei le distanze, senza lasciarsi coinvolgere in maniera totale da questo sentimento.

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