E’ l’emozione del risveglio della coscienza e si manifesta nell’unico modo possibile: in una violenta ribellione. “Nonostante abbia accettato di vivere nel ricatto paterno (paura) e mi sia prodigato nel soddisfare tutti i bisogni di mia madre (senso di colpa), loro continuano a negarmi l’appartenenza. La mia sensibilità rimasta inascoltata ed inesaudita per troppi anni, ora è esplosa in pura rabbia.”

Qui troviamo problematiche connesse con il mancato riconoscimento, con la carenza assoluta di tutela, con il conflitto latente e perenne con il genitore di sesso opposto. L’esito finale è l’incapacità di poter gestire i propri figli.

La rabbia, in Cronogenetica, la spieghiamo come il rifiuto a percepire il messaggio inconscio che ci lega al nostro clan; ed è in risposta a questa cesura che il clan nega l’appartenenza. La rabbia è il rifiuto dell’intuizione, per andare a cercare la verità solo con strumenti razionali e mentali. Quando il RIBELLE tratta l’informazione inconscia e la percezione, non come dono di cui ringraziare, ma come un peso da azzerare o negare, viene condotto a crearsi una sua propria morale in perenne conflitto con quella del proprio clan.

Proprio per questo possiamo affermare che la negata appartenenza è l’effetto e non l’origine della rabbia. La rabbia emerge quando hai preso coscienza dell’errore di valutazione, perché non hai seguito la PRIMA IMPRESSIONE che ti era arrivata dal tuo intuito, ma hai preferito farti “interpretare” quel segnale dalla tua mente.

Ogni ribelle è un intuitivo puro, ma non lo sa e ascrive alla ragione il merito di ciò che comprende; e pensa altresì che tutti abbiano ricevuto quella medesima informazione. Si arrabbiano quando vedono che nessuno si muove; ma non comprendono che solo chi ha ricevuto il dono dell’intuizione ha il diritto e il dovere di agire!

Ogni ribellione vuole abbattere la forma del mondo precedente ritenuta ingiusta, ma poi, proprio perché interrompe il legame ed il flusso comunicativo inconscio con chi ci ha preceduto, rischia di costruire una nuova regola morale, forse molto più pericolosa e lesiva delle libertà del singolo.

La Morale è il surrogato di colui al quale è stato in qualche modo negato il riconoscimento.

Ecco le motivazioni della rabbia che sono emerse nella nostra analisi:

  1. la rabbia è innanzitutto per il non riconoscimento del proprio valore
  2. per il mancato riconoscimento da parte del genitore di sesso opposto
  3. per non essere stata tutelata dai propri genitori in qualche frangente
  4. per la costrizione alla genitorializzazione nei confronti di padre e madre
  5. per il non riconoscimento affettivo paterno o del proprio partner
  6. per la non accettazione delle proprie regole,
  7. per non riuscire ad essere di esempio per i propri figli,
  8. perché la relazione con i propri figli è assolutamente ingestibile
  9. per l’impossibilità di trovare una donna amabile e dolce come la madre

 

Benefici della Cronogenetica per la Rabbia

Il sentimento di rabbia è collegato all’impossibilità di esprimere liberamente ciò che si vuole o si pensa. La persona tende a chiudersi in se stessa fino al momento in cui esplode; ma questa esplosione genera sempre in lei una reazione esagerata rispetto al nonnulla che l’ha innescata.

La persona che ha l’imprinting primario di RABBIA vive l’esistenza come distanza voluta dalla propria corretta percezione. La rabbia è la più dura alienazione dal nostro proprio “sentire”. La pulizia della RABBIA in CRONOGENETICA comporta il riallineamento della persona agli eventi che giornalmente vive, permettendole di cogliere in essi il reale valore percepito, senza più l’inquinamento cangiante ed esagerato di passate esperienze.

Ecco cosa si dice della Rabbia nel libro “Un corso in miracoli”: [1]

“La sofferenza ed il sacrificio sono i doni con i quali l’Ego vuole benedire tutte le unioni. OGNI VOLTA CHE SEI ARRABBIATO ha una relazione speciale con l’EGO: la rabbia è infatti la SUA BENEDIZIONE! In una relazione così “benedetta” da paura e solitudine ciascuno cerca sollievo dalla propria colpa accrescendo quella dell’altro, come se questo potesse diminuire la colpa in lui. Ogni forma di rabbia non è nient’altro che un tentativo di far sentire colpevole qualcuno. L’Ego ne ha bisogno e finché ti identifichi con l’Ego subirai l’attrazione della colpa!”

 

[1] Foundation for Inner Peace, Un corso in miracoli, Armenia, 1999

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