Abbiamo già visto come i primogeniti abbiano una funzione squisitamente biologica di proseguire la famiglia di origine; i secondogeniti hanno invece la funzione di mettere in lizza la famiglia con il livello sociale, per poter essere riconosciuti e rispettati in un ambito più vasto. Primi e secondi figli si interfacciano con gli elementi portanti e anche con le problematiche di ciascuno dei due clan: in qualche modo sono costretti a seguire l’alveo del fiume, anche quando l’acqua tracima e inonda le campagne circostanti.

I terzi figli cercano invece di portare la famiglia a primeggiare tra le altre. Il maschio utilizzando i gomiti, cercando di farsi largo tra gli altri con irruenza e potenza, la femmina invece, attivando la sua più elevata visione e capacità di percepire la continuità. Entrambi esprimono il desiderio, proprio perché sono terzi, di voler essere i primi!

I terzi figli sono molto più liberi dei primi due, perché sono collegati caratterialmente ad una generazione più antica, quella dei bisnonni, dalla quale derivano la loro iniziale leggerezza e saggezza. Il primo impulso di un terzo figlio è quello dell’anarchia: “I miei fratelli più grandi seguono le regole del clan, ma io sono libero da qualsiasi condizionamento e agisco come voglio”. Sono subito pronti ad andarsene via per il mondo ed esprimere al meglio le proprie capacità individuali. Il maschio ha l’aspetto della potenza e della determinazione: “Io posso tutto e niente mi ferma!” Sono persone che entrano con facilità in sfida con gli altri e, anche se perdono, hanno sempre la percezione di aver vinto loro.

IL TERZOGENITO MASCHIO

Il terzo figlio maschio è collegato al color ruggine nella CROMOLOGIA. Ha una modalità di vivere la realtà molto sfuggevole, non si esprime mai con affermazioni nette, ma ama lasciarsi aperte più opzioni anche se contraddittorie. A livello della parola non lo puoi prendere in fallo. Di tutto quello che accade non è mai colpa sua e comunque lui sa fare al meglio sempre tutto. Possiede una enorme forza di volontà e quello che vuole dovrebbe riuscire sempre a realizzarlo, se non si perdesse dietro mille obbiettivi spesso non sintonici tra loro.

Il terzogenito maschio rappresenta per l’albero il “RISCATTO DEL MATERNO”. Lui vorrebbe che sua madre fosse sempre contenta e soddisfatta del suo operato. Non si tratta del desiderio di renderla felice, quanto della ricerca che lei sia soddisfatta e contenta di avere un figlio come lui, rispetto alla delusione che gli altri fratelli sono stati. Lui viene per aiutare le femmine della famiglia. Se il terzo figlio è maschio ed è l’ultimo della famiglia, significa che il paterno ha un problema (spesso di dipendenza) e che lui arriva per riscattare la madre della sua condizione di sudditanza e di lei si occuperà tutta la vita.

LA TERZOGENITA FEMMINA

La terza figlia femmina corrisponde ad un Azzurro Cielo in Cromologia. Qui c’è visione del tempo e della continuità. Questa figlia ha ben chiaro cosa viene prima e cosa viene dopo nel tempo e nella gerarchia generazionale. Lei si avverte come una principessa ed è colei che in famiglia si può permettere di dire tutto al proprio padre: il legame con lui è molto profondo e lei conosce le “parole giuste” per colpirlo nel segno. Se il terzo maschio è il riscatto della madre, la terza femmina è la coscienza negativa del padre.

La terzogenita si pensa superiore per la sua visione, grazie alla quale si domanda sempre: “Qual è il metodo migliore per ottenere ciò che voglio?” E riesce comunque a trovare tutti gli escamotage giusti per raggiungere il risultato.

Nei primi anni di vita la terzogenita è davvero la figlia più leggera ed allegra della fratria; amata dai genitori e da tutti, e tale rimane fino all’adolescenza. E nell’incontro con le persone estranee alla famiglia che i terzogeniti diventano prepotenti e determinati, proprio perché non si aspettano il rifiuto ed il mancato riconoscimento esterno, che invece è normale all’interno della famiglia. Così attivano la forza della volontà e la perspicacia dell’intelligenza.

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