Quale è stato il mio percorso con la Cronogenetica ?
Ad aprile di quest’anno decido di iniziare il percorso della Cronogenetica, non solo perché mi incuriosisce, ma anche perché spero che mi aiuti a liberarmi dai pensieri ricorrenti, che mi assalgono prevalentemente la notte, legati quasi tutti ad episodi della vita con mio marito, episodi per cui mi sento in colpa e mi rimprovero Sostanzialmente non riesco a perdonare me stessa di essere come sono stata Mi rimprovero anche di non riuscire, nel presente, ad uscire da una serie di comportamenti obbligati e di scontri che hanno fatto sì che io e mio marito, già diversissimi come caratteri e come interessi, ci si sia in questi ultimi anni molto allontanati, pur insistendo a restare insieme.
Arrivata in fondo a questo percorso (non senza fatica), per mettere un qualche ordine e trovare un filo logico in quello che si è mosso dentro di me, ho dovuto in effetti scrivere, perché in tal modo ho potuto considerare, e scegliere fra tutti i sogni che ho fatto , non solo fra quelli vicini alle sedute di Cronogenetica.
Il risultato è che constato che mi ci è voluta una vita per arrivare a capire che io confondo quello che mi nutre da quello che mi avvelena, e distinguo male cosa posso accettare, e cosa devo rifiutare, per il mio benessere. Riconoscere questa confusione mi ha permesso di vomitare quello che mi avvelenava.
Constato anche, e soprattutto, che sono riuscita, incredibilmente, a fare quello che provavo da tanto tempo! Sono arrivata a “stanare” quella figura, il demone, che mi ha perseguitato per quasi tutta la vita. Sapevo che era collegato a mia madre, e forse anche al cibo e all’affetto, ma, nonostante tanto lavoro, non riuscivo mai ad individuarlo chiaramente. Mi pareva un’impresa impossibile, tant’è che, per non sentirmi troppo impotente, a volte pensavo che, se la teoria del karma è vera, dovevo proprio scontare qualcosa in questa vita, altre volte pensavo che forse questa cosa mi era stato passata dalle donne della mia famiglia e che quindi da sola non ce l’avrei mai fatta. Il lavoro con la Cronogenetica ha confermato che era proprio così , da mia nonna a mia madre era arrivato fino a me
Dopo “aver dato da mangiare” a questo “demone” ho provato un grande senso di libertà, e anche di incredulità.
Nei giorni dopo, a casa, poco a poco il filo dei conflitti obbligati con mio marito è come se si stesse sfilacciando, non mi pare di fare niente di particolare, ma è certo che è cambiato a qualcosa. A livello sottile. E mi pare anche di poter prendere le distanze da mio figlio che combina pasticci sentimentali e che ci ha messo questo ultimo mese duramente alla prova. Mi sono dissociata tranquillamente (più o meno), e senza sensi di colpa, dalle sue richieste e dalle sue scelte, dire di no non è più legato alla sottrazione del cibo e dell’affetto e quindi posso vivere ugualmente, senza panico e angoscia.
Non so che succederà nel futuro, i rapporti che ho costruito sulla base della mia confusione, non sono i più adatti a “nutrirmi”e credo di non avere la forza di scioglierli ma adesso almeno le cose sono più chiare e posso vedere una via positiva.
Jacopella Manfredini - Lucca
