Filosofia e concezioni del tempo

 
“Cos'è il tempo? Chi saprebbe spiegarlo in forma piana e breve? [...]
se nessuno m'interroga, lo so; se volessi spiegarlo a chi m'interroga, non lo so”.
(Sant'Agostino, Le Confessioni, XI,14,17)

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IL TEMPO COME CAUSALITÀ

Ci sono molte concezioni del tempo. La più antica formula ce la propone Aristotele che intende il Tempo come l’ordine misurabile del movimento.

Questa concezione del tempo arriva fino a Newton che la pose a fondamento della sua Meccanica distinguendo in essa il Tempo Assoluto ed il Tempo Relativo: il primo fluisce uniformemente senza essere messo in relazione a niente e si chiama anche tempo di durata, il secondo è una misura sensibile ed esterna della durata mediante il movimento: tempo lineare.

Con Kant si arriva ad un passaggio fondamentale nella concezione moderna del tempo: la riduzione dell’ordine di successione all’ordine causale: anzi la successione temporale stessa viene fatta diventare “il criterio empirico unico dell’effetto in rapporto alla causalità della causa”

Questo è il filone che intende il tempo come oggettivo, in cui cioè la sua realtà empirica resta indubitabile.



IL TEMPO COME COSCIENZA

C’è una seconda concezione del tempo che considera il Tempo come intuizione del movimento. Per Hegel “il Tempo è il principio medesimo dell’Io=Io, della pura autocoscienza” anche se si tratta ancora di una coscienza astratta.
Questo secondo filone della concezione del tempo ha le sue origini in Plotino e anche in Sant’Agostino.
La concezione del tempo come intuizione del divenire porta in sé la riduzione del Tempo alla coscienza
“Non ci sono, propriamente parlando tre Tempi, il passato, il presente e il futuro, ma soltanto tre presenti: il presente del passato, il presente del presente e il presente del futuro” (Sant’Agostino).

Modernamente questo concetto è stato ripreso da Bergson quando parla del Tempo vissuto inteso come durata della coscienza e da Husserl nella sua fenomenologia.

Qui la corrente dell’esperienza conserva tutto nell’ora, nell’istante presente in una specie di eterno presente.




IL TEMPO COME POSSIBILITA’

Infine c’è una terza concezione del tempo esclusivamente moderna introdotta per la prima volta da Heidegger nel suo Essere e Tempo e che permette di ridurre il tempo alla struttura della possibilità.

Questo significa togliere il privilegio che le altre due concezioni danno al presente per consegnare al futuro un nuovo primato. Il Tempo è possibilità e progettazione.


La configurazione temporale, dopo la lezione della fisica relativista di Einstein, sposta il suo orizzonte dalla necessità alla possibilità.


Il Tempo non è più un ordine necessario, ma la possibilità di più ordini. Questo toglie la rigidità delle vecchie concezioni appiattite entrambe sulla giustificazione del presente.


Il passato comincia ad essere inteso come punto di partenza e fondamento delle possibilità a venire ed il futuro come opportunità di conservazione o mutamento del passato.



AVERE OBIETTIVI CON LA CRONOGENETICA

La Cronogenetica libera la confusione della linea temporale, ripristinando il flusso del tempo e restituendo al singolo la possibilità di ideare, formulare e installare sulla linea le proprie memorie del futuro, concepite come obiettivi.


Che cos’è un obiettivo ?

L’obiettivo è il motivo dell’azione
: è il “verso dove” si sta andando. L’obiettivo è la capacità d’immaginare in modo nitido e motivante quello che si vuole raggiungere nella vita, quasi fosse già reale !
Il percorso della Cronogenetica toglie il blocco della linea temporale, scioglie i circoli viziosi mentali e conduce la persona a riformulare gli obiettivi che possono essere:
1.      descritti sempre positivamente
2.      assolutamente ecologici ed etici: permettono la mia espansione e crescita senza limitare nessun altro essere vivente.
3.      sempre concreti e definiti, non possono confondersi con i “desideri” per lo più irrealizzabili. Il desiderio è per sua natura collegato alla stasi, allo stare fermi.



L'etimologia della parola desiderio ("de sideribus") ci rimanda al De bello Gallico: i desiderantes erano i soldati che stavano sotto le stelle ad aspettare quelli che dopo aver combattuto durante il giorno, non erano ancora tornati. Da qui il significato del verbo desiderare:
“stare sotto le stelle ed attendere”.
Dunque solo l’obiettivo fa muovere: etimologicamente parlando deriva da obiectum che indica una “cosa gettata e posta innanzi” , qualcosa di concreto che è stato posto sulla linea temporale e che devo andarmi a prendere !

Per questo un obiettivo non può riguardare il mantenimento della salute perché questa è una condizione “ovvia e normale” dell’essere vivente, non progettabile e soprattutto non riguarda il raggiungimento di uno stato emotivo che può essere recuperato istantaneamente in qualsiasi momento.




Cronogenetica è proprietà di New R.E.A.L. di Mario Grilli (P.Iva 01909810978) e di Crisalide di Domenica Nieddu (P.Iva 01992460970)



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