L'omertà e la colpa spesso abitano nel nostro albero generazionale

Ci sono esperienze particolari nel “generazionale” che vengono ripetute semplicemente perché l’omertà e la paura sono più grandi del desiderio di affrontare e guardare in faccia l’evento che ha generato il problema.

Carla è la quarta figlia, nella sua famiglia di origine, ed è madre di Alfonso. Secondo la sequenza generazionale è collegata alla bisnonna materna che si chiama Serena (madre della madre della madre).

Carla è molto apprensiva nei confronti di suo figlio Alfonso, che oggi ha 11 anni. Fin da quando il bambino aveva pochi mesi Carla ha sempre un'eccessiva paura che si possa strozzare con il cibo.

Ecco cosa ci dice: “Ho sempre avuto timore che Alfonso potesse avere degli spasmi, che potesse rimanere strozzato dal cibo e stavo costantemente con una mano sopra di lui quando mangiava. Ho sempre avuto angoscia di questo nei confronti del bambino”.
“E pensare che prima della sua nascita non avevo mai avuto queste paturnie. Anzi ho fatto sempre di tutto e di più, andavo in motorino fino all’VIII mese di gravidanza senza preoccuparmi di nulla e sono anche stata in Sudamerica durante quel periodo. Appena nato il bambino si sono attivate in me queste paure.”

Quando con la CRONOGENETICA andiamo a pulire il suo senso di colpa, scopriamo che la causa radice è proprio nella vita di sua nonna Serena. Carla chiede a sua madre qualche delucidazione sulla vita di questa nonna e così viene a sapere che la bisnonna Serena era proprietaria di un negozio. A causa di questo suo lavoro i suoi bambini non venivano seguiti come lei avrebbe voluto, perché il lavoro del negozio l’assorbiva molto.

A questa nonna era morta la primogenita per incuria, la piccola bambina si era strozzata con la polenta e non erano riusciti a salvarla. Questo evento imprime l’emozione del senso di colpa in tutte le femmine delle generazioni successive, fino a Carla. E con il senso di colpa, anche l’angoscia che i propri bambini possano morire strozzati dal cibo.

Lo scambio dell’emozione negativa avviene in Carla con la virtù della COMMOZIONE, come se la bisnonna si fosse sentita così in colpa da non aver avuto neanche lacrime per piangere la sua bambina e questo trattenimento emozionale fosse stato lasciato in eredità alle donne delle successive generazioni.

Carla scopre così la causa radice del suo timore e senso di colpa nei confronti di suo figlio Alfonso e addirittura sua madre la mette a conoscenza che anche un altro cugino ha perso il proprio figlio nello stesso identico modo come la bisnonna Serena.

Il mese dopo la pulizia del senso di colpa, Carla è molto scossa e ci racconta quello che è avvenuto.

“Sono successe cose pesanti, sono rimasta scioccata nella sfera affettiva. Alfonso ha iniziato a contestarmi in maniera quasi violenta. Ha espresso nei miei confronti tutta la sua rabbia. Mi diceva di avere malesseri fisici e che non voleva andare a scuola. Io gli ho chiesto se aveva qualche problema a scuola e lui mi ha risposto: “Il mio problema non te lo posso dire, perché di te non mi fido!” Gli ho risposto “Guarda che ti porto dallo psicologo!” Al che lui mi ha risposto: “Il problema è che io ti odio ! Il mio problema sei tu ! Da 10 anni!” ha preso la mazza da baseball e me la voleva dare addosso…. Mi è cascato il mondo in quel momento anche se ho permesso alla sua rabbia di sfogarsi… E dopo ho pianto, ho pianto tanto, come non mi era mai successo in tutta la mia vita!. Non era mai successo che lui reagisse così ..... ed ha solo 11 anni.”

A Carla abbiamo fatto comprendere come – per quanto pesante ed inconsulta la reazione di Alfonso – la pulizia emozionale del senso di colpa della bisnonna, avesse sciolto e liberato la reazione del bambino, prigioniero di una antica coazione a ripetere di angoscia ed inutile protezione di un materno che si era trovato in colpa.

Finalmente il pianto di Carla la rende più fragile e umana e permette anche alla bisnonna Serena di piangere quelle lacrime che non erano riuscite ad uscire, quando la sua primogenita era morta. Sciolta la problematica generazionale anche la relazione tra madre e figlio si è profondamente modificata e, piano piano si è potuta ricostruire una nuova reciproca fiducia.




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