VERONICA - 53 anni - RABBIA

 

EMOZIONE NEGATIVA = RABBIA    320°/360°
Prima della nascita. Terza generazione materna. Bisnonna GIUSEPPA, madre di Vasco padre della madre.
PAROLA = GRUPPO - FILO
SCAMBIO = GAGLIARDIA    300°/360°

 
DOPO LA RABBIA

Primo Sogno: Ho una linea sequenziale. Ci sono tanti vasi comunicanti. Sono in un gruppo ed eravamo lì perché c’era qualcosa che dobbiamo portare avanti. Io esco un attimo, perché dovevo fare la pipì. Mi fanno passare sul retro, “guarda gira lì!”   C’erano tante stanze consequenziali come se fossero una serie di vasi comunicanti… Eravamo lì perché c’era qualcosa da fare, da riprenderci qualcosa che ci apparteneva. Passiamo da una stanza all'a’tra. Chiedo alla conduttrice “Dove posso andare ?” Lei mi dice “accomodati lì dietro !” e mi indica un posto dietro alle stanze. C’è un grande e lungo corridoio pulito, e guardo nell’ultima stanza. “guarda laggiù !” mi dice la conduttrice. Io le obbedisco ed entro nell’ultima stanza; ci sono come dei fili rossi, come quando ci sono dei lavori in corso per non permettere di oltrepassare il punto. Questi fili rossi stavano a dire che lì oltre non c’era da andare; avevo già visto tutto quello che c’era da vedere. Io con mia sorpresa non ho sentito nulla che mi ricordasse il “divieto”; anche perché nella mia vita il divieto lo sempre vissuto con difficoltà – ma lì non c’era niente che obbligasse; indicava semplicemente che non bisognava andare oltre, bisognava accettare quello che si era raggiunto, perché avevamo visto tutto.

COMMENTO : Un sogno bellissimo collegato al concetto del divieto e del limite. La rabbia è forse spesso collegata al bisogno di superare continuamente i propri limiti, in un sforzo da Sisifo in cui spesso crolliamo. In realtà quei fili rossi indicano non una insufficienza od una mancanza, ma un semplice limite ! Non si può andare oltre ! Occorre accettare il limite per sapere DOVE CI TROVIAMO ! Il limite non è una mutilazione, ma un semplice confine, è l’orizzonte che ci dà la nostra posizione sotto il cielo. Non siamo TODOPODEROSI, abbiamo un limite ed è ciò che ci rende umani.

Secondo sogno:
Ci sono varie figure di donne, si passa da una all’altra – ci sono dei passaggi regolari di donna. Io prendo la macchina per tornare a casa, sono contenta e la strada è scorrevole. Davanti a me c’è una macchina che d’improvviso sterza verso sinistra in una strada secondaria. Io invece proseguo. Ad un certo punto la macchina dietro di mi suona il clacson ed io dico “ma cosa vorra?” M’accorgo solo allora che la strada davanti a me finisce con una frana. Quelli dietro mi dicono: “il suono del clacson era un avvertimento !” Ora resto incastrata, per uscire devo lasciare la macchina lì, nel cantiere di lavoro dove sono molti operai, e prendere una galleria che stanno scavando proprio lì a fianco. Devo entrare lì dentro, ci sono tanti scavi, e seguo quel percorso per ritornare nella strada che avevo abbandonato. Ho sbagliato a non accorgermi della deviazione ed ora devo fare tutto questo percorso. Nel seguire questo percorso sono abbastanza tranquilla, la galleria era tutta buia, ma non mi sentivo preoccupata. Sapevo che sarei riuscita ad uscire nuovamente. Davanti a me nella galleria c’è anche un uomo che cammina, probabilmente ha fatto lo stesso mio errore. Intanto gli operai hanno finito il turno di lavoro e comunque mi dicono: “Te sai che hai sbagliato, ma comunque prosegui pure fino in fondo a questa galleria !” Vedo ora l’uomo, e davanti all’uomo anche un ragazzo. La mia immagine finale è che prima entra il ragazzo, poi l’uomo ed infine io… Mi sembra come di tornare dentro l’utero.

COMMENTO: Non ascoltare le intuizioni che svoltano a sinistra, significa aspettare sempre che la parte razionale ci scriva un CARTELLO con l'indicazione del pericolo; ma non è sempre possibile. Incapaci di leggere i segni che la vita ci manda è normale ritrovarci sul ciglio di una frana.... Allora bisogna lasciare lì la nostra macchina, la nostra capacità attrattiva, la nostra sicurezza e mettersi a ritrovare il cammino fin dentro la buia galleria. Nel buio dell'utero possono rifare pace le forze che sembrano distanti: l'amore per il figlio, l'amore per il maschio adulto.



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