In questa sezione del Sito vengono inserite alcune casistiche osservate nel percorso Cronogenetico. I nomi delle persone sono di fantasia e non corrispondono ai veri nomi degli assistiti, questo per motivi di privacy. Tuttavia è illuminante osservare l'emozione pulita e leggere il cambiamento attivato, sia nelle esperienze dirette raccontate dalla persona, sia nel più esplicito corrispettivo onirico.
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VITTORIA - 38 anni - AMAREZZA
Commento: La parola CONGUAGLIO sembra collegata ad una specie di pareggio dei conti, il desiderio di recuperare quello che avevo perso in quegli anni di adolescenza quando portavo il busto. Pretendevo che la vita in qualche modo mi ripagasse di ciò che non era successo fino ai 17 anni. Ultimo sogno: Se attraverso l’atto psicomagico vuoi far cambiare in meglio la tua vita, allora devi tornare a recuperare il tuo antico elemento di attrazione, devi ridurre in poltiglia le difese razionali e tritarle in senso antiorario per tornare indietro nel tempo. Ed in questo l’inconscio ben comprende il linguaggio della tecnica di Time Line. |
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CATERINA - 50 anni - RABBIA
Questa nonna aveva un atelier a Firenze e si innamorò di un bellissimo uomo che vendeva le sete più belle di Firenze. Restò incinta verso i quarant'anni e decise di portare a termine la gravidanza contro il parere della propria famiglia. Fu un vero scandalo dell'epoca, ma lei decise ugualmente di far nascere il bambino che non venne riconosciuto né dal marito di Tilde che nel frattempo era morto, né dal padre naturale. LA RABBIA che vive Caterina appartiene alla nonna Tilde. La parola che è stata detta nella seduta è stata: "CEDERE!" e si riferisce proprio alla necessità a cui nonna Tilde dovette assoggettarsi per cedere ad un altra famiglia l'accudimento di quel bambino amato ma non desiderato.
Ecco i sogni di CATERINA: 1° sogno) Ero insieme a mia madre nella nostra casa di montagna. Era arrivata la mia macchina nuova fiammante e mia madre mi dice che aveva dato le chiavi dell’auto ad un mio vecchio spasimante per fargli fare una prova. Ed io mi arrabbio tantissimo, "Perché gli hai dato la chiave ? " Passa del tempo e l'uomo che ha preso la macchina non torna. Se ne è andato via con la mia macchina... 2° sogno) E’ il mio compleanno e mi arriva come un regalo, una scatola rettangolare. L’apro ed esce fuori un serpente. E’ un boa costrictor che improvvisamente si snoda e viene intorno a me e mi avvolge nelle sue spire. Si arrotola attorno a me e la sua testa è proprio davanti alla mia faccia. Sono vicina al frigo e mi ricordo che lì dentro c’è del latte; so che con il latte posso risolvere tutto. Non so come riesco ad aprire il frigo, ma ce la faccio e dentro era già preparata una ciotola con il latte. Il serpente la vede e comincia a bere e piano piano si srotola, mi libera e va via. 3° sogno) Sogno che ballo insieme ad un serpente. Ondeggio nell'aria con lui. Ho ribrezzo ma non paura. Il mio sogno continua con il mio ballo con il serpente. Commento: Il primo sogno ripropone la proprietà del materno sulla propria sessualità. E' la madre che decide a chi far provare la nuova auto fiammante e così dà le chiavi al vecchio spasimante. La sessualità è sotto il rigido controllo della verifica familiare, del beneplacito materno. Forse anche la madre della nonna TILDE che non voleva la nascita del piccolo bimbo nato fuori del matrimonio. Il sogno recupera anche quegli eventi antichi. Il secondo sogno con una immagine ancora più evidente mette in relazione l'eterno combattimento tra l'aspetto passionale sessuale di Caterina e di tutte le sue antenate femmina con l'aspetto materno. C'è una battaglia tra le due forze senza esclusione di colpi. Il serpente che bene rappresenta le spire del desiderio e della passione che incanta ed immobilizza CATERINA, rendendola senza volontà, non riesce tuttavia ad avere la meglio. CATERINA sa che può vincere la tentazione, deve solo richiamare la sua parte più fredda e glaciale (il frigo) perché dentro c'è la trappola del latte che ammansirà il serpente. La ciotola del latte è il richiamo al potere del materno che vince sempre e spezza il potere del desiderio sessuale. Tutte le femmine per almeno tre generazioni hanno cercato di respingere gli attacchi del desiderio con l'aumentare a dismisura il proprio spirito materno (utilizzandolo magari anche con i propri partner) Infine, come una redenzione, il terzo sogno di Caterina che accetta di ballare con il serpente !!!! |
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ELISABETTA - 45 anni - SENSO DI COLPA
"Ero insieme ad un uomo e stavamo cercando due donne, eravmo molto intenzionati a trovarle. Loro lasciavano segni evidenti ed eclatanti del loro passaggio, ma ugualmente non riuscivamo mai a trovarle. Una di queste due donne era una FOTOGRAFA e l'altra una ANTROPOLOGA. E come sensazione nel sogno era che dovessere essere entrambe pericolose e cattive. Soprattutto l''Antropologa voleva convincere le persone ad effettuare un rito particolare che si sarebbe rivolto contro alla gente. Dopo che le abbiamo cercate io mi fermo in un posto, sapevo che prima o poi sarebbero passate di lì. L'uomo che era insieme a me continua la sua ricerca, ma a me sembra che lui stia GIRANDO A VUOTO e che forse non abbia alcuna intenzione di incontrarle. La scena cambia d'improvviso ed ora mi trovo a casa mia. Entro e nell'ingresso ci sono 3 grosse vipere. C'era il mio compagno in casa che si muoveva ignaro del pericolo ed io cercavo disperatamente di avvisarlo e di parlargli ma non riuscivo ad emettere alcun suono e la voce non mi veniva. Ad un certo punto lui, senza accorgersene, calpesta quelle vipere e con il suo peso le schiaccia e le divide a metà. Ma da ciascun troncone rinasceva una nuova vipera più attiva e mobile della precedente. Poi si sono nascoste ed io mi chiedevo con terrore: "Come faccio ad abitare in una casa che nasconde delle cose così velenose ?"
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VERONICA - 53 anni - RABBIA
DOPO LA RABBIAPrimo Sogno: Ho una linea sequenziale. Ci sono tanti vasi comunicanti. Sono in un gruppo ed eravamo lì perché c’era qualcosa che dobbiamo portare avanti. Io esco un attimo, perché dovevo fare la pipì. Mi fanno passare sul retro, “guarda gira lì!” C’erano tante stanze consequenziali come se fossero una serie di vasi comunicanti… Eravamo lì perché c’era qualcosa da fare, da riprenderci qualcosa che ci apparteneva. Passiamo da una stanza all'a’tra. Chiedo alla conduttrice “Dove posso andare ?” Lei mi dice “accomodati lì dietro !” e mi indica un posto dietro alle stanze. C’è un grande e lungo corridoio pulito, e guardo nell’ultima stanza. “guarda laggiù !” mi dice la conduttrice. Io le obbedisco ed entro nell’ultima stanza; ci sono come dei fili rossi, come quando ci sono dei lavori in corso per non permettere di oltrepassare il punto. Questi fili rossi stavano a dire che lì oltre non c’era da andare; avevo già visto tutto quello che c’era da vedere. Io con mia sorpresa non ho sentito nulla che mi ricordasse il “divieto”; anche perché nella mia vita il divieto lo sempre vissuto con difficoltà – ma lì non c’era niente che obbligasse; indicava semplicemente che non bisognava andare oltre, bisognava accettare quello che si era raggiunto, perché avevamo visto tutto. COMMENTO : Un sogno bellissimo collegato al concetto del divieto e del limite. La rabbia è forse spesso collegata al bisogno di superare continuamente i propri limiti, in un sforzo da Sisifo in cui spesso crolliamo. In realtà quei fili rossi indicano non una insufficienza od una mancanza, ma un semplice limite ! Non si può andare oltre ! Occorre accettare il limite per sapere DOVE CI TROVIAMO ! Il limite non è una mutilazione, ma un semplice confine, è l’orizzonte che ci dà la nostra posizione sotto il cielo. Non siamo TODOPODEROSI, abbiamo un limite ed è ciò che ci rende umani. Secondo sogno: Ci sono varie figure di donne, si passa da una all’altra – ci sono dei passaggi regolari di donna. Io prendo la macchina per tornare a casa, sono contenta e la strada è scorrevole. Davanti a me c’è una macchina che d’improvviso sterza verso sinistra in una strada secondaria. Io invece proseguo. Ad un certo punto la macchina dietro di mi suona il clacson ed io dico “ma cosa vorra?” M’accorgo solo allora che la strada davanti a me finisce con una frana. Quelli dietro mi dicono: “il suono del clacson era un avvertimento !” Ora resto incastrata, per uscire devo lasciare la macchina lì, nel cantiere di lavoro dove sono molti operai, e prendere una galleria che stanno scavando proprio lì a fianco. Devo entrare lì dentro, ci sono tanti scavi, e seguo quel percorso per ritornare nella strada che avevo abbandonato. Ho sbagliato a non accorgermi della deviazione ed ora devo fare tutto questo percorso. Nel seguire questo percorso sono abbastanza tranquilla, la galleria era tutta buia, ma non mi sentivo preoccupata. Sapevo che sarei riuscita ad uscire nuovamente. Davanti a me nella galleria c’è anche un uomo che cammina, probabilmente ha fatto lo stesso mio errore. Intanto gli operai hanno finito il turno di lavoro e comunque mi dicono: “Te sai che hai sbagliato, ma comunque prosegui pure fino in fondo a questa galleria !” Vedo ora l’uomo, e davanti all’uomo anche un ragazzo. La mia immagine finale è che prima entra il ragazzo, poi l’uomo ed infine io… Mi sembra come di tornare dentro l’utero. COMMENTO: Non ascoltare le intuizioni che svoltano a sinistra, significa aspettare sempre che la parte razionale ci scriva un CARTELLO con l'indicazione del pericolo; ma non è sempre possibile. Incapaci di leggere i segni che la vita ci manda è normale ritrovarci sul ciglio di una frana.... Allora bisogna lasciare lì la nostra macchina, la nostra capacità attrattiva, la nostra sicurezza e mettersi a ritrovare il cammino fin dentro la buia galleria. Nel buio dell'utero possono rifare pace le forze che sembrano distanti: l'amore per il figlio, l'amore per il maschio adulto. |
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REBECCA - 48 anni - ANSIA
Al 4° giorno faccio questo sogno:
Ho sognato che era andata in gita con mio figlio Antonio, quando arriviamo in alto in un bellissimo posto di montagna mi accorgo di aver dimenticato delle cose a casa. Dico al bambino che dobbiamo tornare a casa, ma lui non vuole tornare indietro. C’è una casetta di legno sulla radura vicino al posto ed io gli dico di restare ad aspettarmi lì dentro. Torno indietro, ma d’improvviso giù a valle mi accorgo di un’onda gigantesca che sta per sommergere il piccolo paese. Ci sono persone che mi dicono di rifugiarmi in un luogo. In quel preciso istante suona il cellulare: è il padre di Antonio che mi dice “Voglio vedere il bambino!” Io gli dico subito che il bambino è nella casa di legno nel bosco e che sta bene, ma quaggiù c’è una specie di inondazione. Lui mi risponde: “Dalla voce mi sembri cambiata! Questo mi fa molto piacere!” Gli spiego dov’è il bambino e lui subito corre da lui. In quel momento mi sveglio tranquilla. ![]() Subito dopo rientro nello stesso sogno: Intanto l’acqua era defluita e così anch’io decido di cercare Antonio e di tornare da lui, con me ora c’è anche mia madre ed abbiamo la macchina. SI procede in alto e ci ritroviamo sull’altro versante del monte in una posizione più alta della casetta di legno. Io ho con me un cannocchiale e mi metto a guardare in direzione della casetta di legno. Sono molto felice perché vedo Antonio ed il suo babbo che giocano felici insieme sul prato davanti alla casa. Mi sono di nuovo risvegliata felice !
Commenti della vita reale. Nella vita reale il giorno successivo ho incontrato lo psicologo che segue il bambino e che mi ha chiesto se il bambino dorme ancora nel lettone con me…. Sì gli rispondo. Quando torno a casa parlo con mio figlio e gli spiego i motivi per i quali sarebbe meglio che lui tornasse nella sua cameretta: “Sai Antonio, la mamma ha bisogno dei suoi spazi e vuole ricominciare a dormire da sola. Magari ci mettiamo d’accordo e facciamo che una volta a settimana torni a dormire nel lettone…” E lui senza battere ciglio: “Sai mamma, ci ho pensato anch’io, solo io ci voglio stare tutta la settimana nel mio letto !”
Questa risposta mi ha del tutto spiazzato e non pensavo che fosse pronto a fare il passo. Addirittura l’altro giorno sono passata davanti a camera sua e lui si stava stirando in un modo strano allora gli ho detto : “Che hai fatto Antonio, ti sei fatto male ?”
“No, mamma, mi stavo godendo il mio letto!”
Appena sciolta l’ansia della mamma, l’ex marito le dice al telefono che la sua voce è cambiata
ed il bambino accetta subito di buon grado di tornare nella sua cameretta ! |
Vittoria si è tolta finalmente il busto a 17 anni di età. Lo ha dovuto tenere per molti anni a causa della scoliosi.
Questa rabbia riguarda la mamma della mamma di CATERINA che ha vissuto nella storia della sua famiglia un 
Ma il sogno è troppo bello:
DOPO LA RABBIA