Casi

In questa sezione del Sito vengono inserite alcune casistiche osservate nel percorso Cronogenetico. I nomi delle persone sono di fantasia e non corrispondono ai veri nomi degli assistiti, questo per motivi di privacy. Tuttavia è illuminante osservare l'emozione pulita e leggere il cambiamento attivato, sia nelle esperienze dirette raccontate dalla persona, sia nel più esplicito corrispettivo onirico.

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VITTORIA - 38 anni - AMAREZZA

EMOZIONE NEGATIVA = AMAREZZA     280°/360°
Causa Radice = Dopo la nascita a 17 anni di età
Parola = CONGUAGLIO
Scambio con virtù o bontà =     TENEREZZA  460°/360°

Vittoria si è tolta finalmente il busto a 17 anni di età. Lo  ha dovuto tenere per molti anni a causa della scoliosi.

Ecco i sogni effettuati nelle tre notti successive:

Primo sogno) Mi sono sognata nella casa della mia infanzia: c’era un uomo nella mia cameretta, era morto e dentro una bara, ma era stato collocato al contrario con la testa al posto dei piedi. Sentivo la presenza di un uomo anziano che voleva suicidarsi, perché aveva perso al gioco.

Secondo sogno)  Sono nella mia cameretta nella casa di quando abitavo con i miei genitori. C’è un CAVALLO NERO accucciato sulla mia scrivania. Il mio sguardo si posa sull’enorme ano dell’animale e mi preoccupo perché potrebbe defecare da un momento all’altro. Così avviene, io non mi muovo, arriva mia madre con uno straccio per pulire ed invece di raccogliere lo sterco sembra piuttosto che lo spanda ovunque, trascinandolo in giro.
C’è una mia amica morta che nel sogno mi consegna un diario per il suo ex compagno. So che questa amica è passata al primo stadio della conoscenza e si appresta ad entrare nei prossimi due. Mi dice che devo portare un messaggio al suo uomo: “Dì a Corrado che deve seppellire la sua vergogna e donarla alla Dea Diana , seppellirla sotto il mausoleo dedicato alla dea!”

Terzo sogno) Ho sognato che dovevo partire e scegliere di utilizzare la valigia NERA di mia madre, molto comoda e capiente oppure una valigia VERDE. Alla fine scelgo la mia valigia verde con le ruote. Mi sveglio contenta.

Quarto sogno) Sogno una pelle di serpente poi vedo un uomo nudo che assomiglia molto all’attore Patrick Swayze. E’ molto disinvolto ed a suo agio, mentre cammina tra la gente. Una voce fuori campo ci informa che a lui piace trascorrere nudo la maggior parte del suo tempo. A questo punto il mio sguardo si posa  sul suo pene, come uno zoom. Mi accorgo che non è circonciso. Il sogno si sposta: sono con miei amici che mi invitano ad andare con loro. Io però declino l’offerta e rimango a colorare il mio disegno con dei pennarelli ed evidenziatori.

Nei giorni successivi ho chiesto all’inconscio di darmi una indicazione per cambiare la mia vita in meglio e mi sogno un atto psicomagico come ALEJANDRO JODOROWSKY
Quinto sogno) Questo atto psicomagico mi viene spiegato in questo modo: devo elencare tutti gli aspetti che mi caratterizzano (le cose per le quali  io sono io) e poi scrivere a fianco di queste capacità tutto ciò che mi ha permesso di arrivare lì. Cioè tutte le scelte che ho operato e che mi hanno portato ad essere ciò che mi caratterizza.
Devo poi compilare delle lettere di completamento verso questi aspetti , dove ringrazio. Queste lettere le devo seppellire in un tumulo sacro, tra le pietre, ma non sotto terra. Ci sono amuleti e gingilli. Il posto ideale per fare questo è un eremo. Posso anche ridurle in poltiglia, bagnandole e passandole in una specie di tritacarne, ma le devo macinare al contrario, in senso anti-orario, proprio per far tornare indietro il tempo.

Commento:
I sogni sono collegati agli eventi dei 17 anni. Vittoria ha dovuto portare un busto per molto tempo nel periodo della sua adolescenza.
"Ho tolto il busto proprio a 17 anni.  Per la scogliosi. Aspettavo di  togliermi il busto perché poi doveva accadere un grosso cambiamento nella mia esistenza; che non si è palesato. E l’amarezza è proprio collegata all’aspettativa delusa. "

Ma anche da bambina avevo questi pensieri: stavo in casa di mia nonna, ero molto felice e serena e stavo pettinando una bambola e d’un tratto mi sono detta: “Madonna che cosa brutta; questo bellissimo momento che sto vivendo prima o poi finirà!” E poi infatti è finita.

La parola CONGUAGLIO sembra collegata ad una specie di pareggio dei conti, il desiderio di recuperare quello che avevo perso in quegli anni di adolescenza quando portavo il busto. Pretendevo che la vita in qualche modo mi ripagasse di ciò che non era successo fino ai 17 anni.
La mia vergogna di quando portavo il busto non c'era più e volevo in qualche modo far “vergognare il maschile” per l’aspettativa di una cosa che poi non è venuta. Col busto mi vergognavo perché non potevo vestirmi come volevo.  “Vedrai dopo come potrò davvero vestirmi ! Mi ripetevo. Diventerò una ragazza bellissima ed attraente !”

C’è un livello dell’aspettativa delusa della ragazza che è stata buttata sull’aspetto conoscitivo. Lo studio, il diventare brava a scuola… mentre l’aspettativa vera era quella di incontrare il ragazzetto, l’amore vero. In quel momento è stato triturato quel desiderio di poter esprimere la vera aspettativa:  trovare il vero amore, il ragazzo che mi amasse davvero. Questa cosa non è successa: e tutto è stato messo sull’aspetto intellettivo e mentale della conoscenza, tradendo quel segreto desiderio. La ragazza che voleva esprimere la sensualità e sessualità è morta, seppellendo la sua vergogna. (come dice il sogno)

A questo punto Vittoria interviene e dice: “E’ vero, da quel momento in poi ho avuto una serie infinita di avventure. Forse è quello che fa vergognare gli uomini, perché da quell’evento in poi li ho un po’ usati."
L’aspettativa tradita diventa amarezza e l’amarezza una dipendenza affettiva, che viene mascherata dal potere di Diana, che ha l’elmo in testa e che utilizza solo e soltanto il lato razionale e mentale nella relazione

Il sogno lo esprime con un linguaggio molto bello e poetico: “Hai messo la vergogna sotto il simulacro ed il mausoleo della dea Diana. Sei diventata cacciatrice, andandoti a prendere il tuo “recupero” con gli uomini.

Sogno della valigia nera e verde:
vuoi usare le capacità di tua madre, comode e capienti, ma nere perché anche lei ha utilizzato quell’aspetto un po’ pesante e predatorio nei confronti del maschile; o vuoi invece riprendere in mano la tua personale capacità attrattiva ed utilizzare questa nella relazione con l’altro sesso? (valigia verde)
Mentre prima dei 17 anni Vittoria era una persona che utilizzava più le sue doti femminili e di attrazione; dopo quell’evento di delusione che corrisponde alla mancanza di sostegno da parte del busto  che le viene finalmente tolto; la Sua modalità di visione cambia. Vittoria diventa una donna amara che utilizza il peso del pensiero nella relazione affettiva trasformando gli incontri con il maschile in avventure fugaci.

La sensualità che Vittoria aveva in adolescenza il Suo inconscio la recupera nel lato artistico del disegno. I maschi Le chiedono di andare con loro ma Lei preferisce restare a pitturare con i pennarelli.

Ultimo sogno: Se attraverso l’atto psicomagico vuoi far cambiare in meglio la tua vita, allora devi tornare a recuperare il tuo antico elemento di attrazione, devi ridurre in poltiglia le difese razionali e tritarle in senso antiorario per tornare indietro nel tempo. Ed in questo l’inconscio ben comprende il linguaggio della tecnica di Time Line. 

CATERINA - 50 anni - RABBIA

Emozione negativa RABBIA  = 400°/360°
prima della nascita    = 2° gen.  Materna  Nonna materna
PAROLA = CEDERE
SCAMBIO = INTRAPRENDENZA     300°/360°

Questa rabbia riguarda la mamma della mamma di CATERINA che ha vissuto nella storia della sua famiglia un grosso trauma di abbandono rispetto ad un figlio che non è stato riconosciuto. La nonna TILDE era di buona famiglia fiorentina ed era sposa di  un avvocato fiorentino dal quale aveva avuto 3 figli, la prima delle quali è la mamma di CATERINA.

Questa nonna aveva un atelier a Firenze e si innamorò di un bellissimo uomo che vendeva le sete più belle di Firenze. Restò incinta verso i quarant'anni e decise di portare a termine la gravidanza contro il parere della propria famiglia. Fu un vero scandalo dell'epoca, ma lei decise ugualmente di far nascere il bambino che non venne riconosciuto né dal marito di Tilde che nel frattempo era morto, né dal padre naturale.

LA RABBIA che vive Caterina appartiene alla nonna Tilde. La parola che è stata detta nella seduta è stata: "CEDERE!"  e si riferisce proprio alla necessità a cui nonna Tilde dovette assoggettarsi per cedere ad un altra famiglia l'accudimento di quel bambino amato ma non desiderato.

Ecco i sogni di CATERINA:

1° sogno) Ero insieme a mia madre nella nostra casa di montagna. Era arrivata la mia macchina nuova fiammante e mia madre mi dice che aveva dato le chiavi dell’auto ad un mio vecchio spasimante per fargli fare una prova. Ed io mi arrabbio tantissimo, "Perché gli hai dato la chiave ? " Passa del tempo  e l'uomo che ha preso la macchina non torna. Se ne è andato via con la mia macchina...

2° sogno) E’ il mio compleanno e mi arriva come un regalo, una scatola rettangolare. L’apro ed esce fuori un serpente. E’ un boa costrictor che improvvisamente si snoda e viene intorno a me e mi avvolge nelle sue spire. Si arrotola attorno a me e la sua testa è proprio davanti alla mia faccia.

Sono vicina al frigo e mi ricordo che lì dentro c’è del latte; so che con il latte posso risolvere tutto. Non so come riesco ad aprire il frigo, ma ce la faccio e dentro era già preparata una ciotola con il latte. Il serpente la vede e comincia a bere e piano piano si srotola, mi libera e va via.

3° sogno) Sogno che ballo insieme ad un serpente. Ondeggio nell'aria con lui. Ho ribrezzo ma non paura. Il mio sogno continua con il mio ballo con il serpente.

Commento: Il primo sogno ripropone la proprietà del materno sulla propria sessualità. E' la madre che decide a chi far provare la nuova auto fiammante e così dà le chiavi al vecchio spasimante. La sessualità è sotto il rigido controllo della verifica familiare, del beneplacito materno. Forse anche la madre della nonna TILDE che non voleva la nascita del piccolo bimbo nato fuori del matrimonio. Il sogno recupera anche quegli eventi antichi.

Il secondo sogno con una immagine ancora più evidente mette in relazione l'eterno combattimento tra l'aspetto passionale sessuale di Caterina e di tutte le sue antenate femmina con l'aspetto materno. C'è una battaglia tra le due forze senza esclusione di colpi.  Il serpente che bene rappresenta le spire del desiderio e della passione che incanta ed immobilizza CATERINA, rendendola senza volontà, non riesce tuttavia ad avere la meglio.

CATERINA sa che può vincere la tentazione, deve solo richiamare la sua parte più fredda e glaciale (il frigo) perché dentro c'è la trappola del latte che ammansirà il serpente. La ciotola del latte è il richiamo al potere del materno che vince sempre e spezza il potere del desiderio sessuale. Tutte le femmine per almeno tre generazioni hanno cercato di respingere gli attacchi del desiderio con l'aumentare a dismisura il proprio spirito materno (utilizzandolo magari anche con i propri partner)

Infine, come una redenzione, il terzo sogno di Caterina che accetta di ballare con il serpente !!!!
Non c'è più paura, solo ribrezzo. Occorre abituarsi a questo aspetto "animale" del proprio desiderio.

ELISABETTA - 45 anni - SENSO DI COLPA
Tolto il SENSO DI COLPA 320°/360°
che ha come causa radiece un evento accaduto a 10 anni
La parola detta è ACQUA
e lo scambio effettuato è con FIEREZZA 310°/360°


Elisabetta all'inizio non riesce ad individuare quale sia il suo senso di colpa... Solo dopo che ha raccontato il sogno che ha fatto la stessa notte dopo la seduta riesce a stento a ricordare che intorno ai 10 anni ha avuto le sue prime mestruazioni e poi racconta che in quel periodo lei si è stupita del fatto che avesse potuto essere oggetto delle attenzioni e dei complimenti di un uomo. Niente di particolare, solo che sua madre si era molto preoccupata di questa cosa, mentre a lei aveva invece divertito.

Ma il sogno è troppo bello:

"Ero insieme ad un uomo e stavamo cercando due donne, eravmo molto intenzionati a trovarle. Loro lasciavano segni evidenti ed eclatanti del loro passaggio, ma ugualmente non riuscivamo mai a trovarle.

Una di queste due donne era una FOTOGRAFA e l'altra una ANTROPOLOGA. E come sensazione nel sogno era che dovessere essere entrambe pericolose e cattive. Soprattutto l''Antropologa voleva convincere le persone ad effettuare un rito particolare che si sarebbe rivolto contro alla gente. Dopo che le abbiamo cercate io mi fermo in un posto, sapevo che prima o poi sarebbero passate di lì. L'uomo che era insieme a me continua la sua ricerca, ma a me sembra che lui stia GIRANDO A VUOTO e che forse non abbia alcuna intenzione di incontrarle.

La scena cambia d'improvviso ed ora mi trovo a casa mia. Entro e nell'ingresso ci sono 3 grosse vipere. C'era il mio compagno in casa che si muoveva ignaro del pericolo ed io cercavo disperatamente di avvisarlo e di parlargli ma non riuscivo ad emettere alcun suono e la voce non mi veniva. Ad un certo punto lui, senza accorgersene, calpesta quelle vipere e con il suo peso le schiaccia e le divide a metà. Ma da ciascun troncone rinasceva una nuova vipera più attiva e mobile della precedente. Poi si sono nascoste ed io mi chiedevo con terrore: "Come faccio ad abitare in una casa che nasconde delle cose così velenose ?"

 

VERONICA - 53 anni - RABBIA
 

EMOZIONE NEGATIVA = RABBIA    320°/360°
Prima della nascita. Terza generazione materna. Bisnonna GIUSEPPA, madre di Vasco padre della madre.
PAROLA = GRUPPO - FILO
SCAMBIO = GAGLIARDIA    300°/360°

 
DOPO LA RABBIA

Primo Sogno: Ho una linea sequenziale. Ci sono tanti vasi comunicanti. Sono in un gruppo ed eravamo lì perché c’era qualcosa che dobbiamo portare avanti. Io esco un attimo, perché dovevo fare la pipì. Mi fanno passare sul retro, “guarda gira lì!”   C’erano tante stanze consequenziali come se fossero una serie di vasi comunicanti… Eravamo lì perché c’era qualcosa da fare, da riprenderci qualcosa che ci apparteneva. Passiamo da una stanza all'a’tra. Chiedo alla conduttrice “Dove posso andare ?” Lei mi dice “accomodati lì dietro !” e mi indica un posto dietro alle stanze. C’è un grande e lungo corridoio pulito, e guardo nell’ultima stanza. “guarda laggiù !” mi dice la conduttrice. Io le obbedisco ed entro nell’ultima stanza; ci sono come dei fili rossi, come quando ci sono dei lavori in corso per non permettere di oltrepassare il punto. Questi fili rossi stavano a dire che lì oltre non c’era da andare; avevo già visto tutto quello che c’era da vedere. Io con mia sorpresa non ho sentito nulla che mi ricordasse il “divieto”; anche perché nella mia vita il divieto lo sempre vissuto con difficoltà – ma lì non c’era niente che obbligasse; indicava semplicemente che non bisognava andare oltre, bisognava accettare quello che si era raggiunto, perché avevamo visto tutto.

COMMENTO : Un sogno bellissimo collegato al concetto del divieto e del limite. La rabbia è forse spesso collegata al bisogno di superare continuamente i propri limiti, in un sforzo da Sisifo in cui spesso crolliamo. In realtà quei fili rossi indicano non una insufficienza od una mancanza, ma un semplice limite ! Non si può andare oltre ! Occorre accettare il limite per sapere DOVE CI TROVIAMO ! Il limite non è una mutilazione, ma un semplice confine, è l’orizzonte che ci dà la nostra posizione sotto il cielo. Non siamo TODOPODEROSI, abbiamo un limite ed è ciò che ci rende umani.

Secondo sogno:
Ci sono varie figure di donne, si passa da una all’altra – ci sono dei passaggi regolari di donna. Io prendo la macchina per tornare a casa, sono contenta e la strada è scorrevole. Davanti a me c’è una macchina che d’improvviso sterza verso sinistra in una strada secondaria. Io invece proseguo. Ad un certo punto la macchina dietro di mi suona il clacson ed io dico “ma cosa vorra?” M’accorgo solo allora che la strada davanti a me finisce con una frana. Quelli dietro mi dicono: “il suono del clacson era un avvertimento !” Ora resto incastrata, per uscire devo lasciare la macchina lì, nel cantiere di lavoro dove sono molti operai, e prendere una galleria che stanno scavando proprio lì a fianco. Devo entrare lì dentro, ci sono tanti scavi, e seguo quel percorso per ritornare nella strada che avevo abbandonato. Ho sbagliato a non accorgermi della deviazione ed ora devo fare tutto questo percorso. Nel seguire questo percorso sono abbastanza tranquilla, la galleria era tutta buia, ma non mi sentivo preoccupata. Sapevo che sarei riuscita ad uscire nuovamente. Davanti a me nella galleria c’è anche un uomo che cammina, probabilmente ha fatto lo stesso mio errore. Intanto gli operai hanno finito il turno di lavoro e comunque mi dicono: “Te sai che hai sbagliato, ma comunque prosegui pure fino in fondo a questa galleria !” Vedo ora l’uomo, e davanti all’uomo anche un ragazzo. La mia immagine finale è che prima entra il ragazzo, poi l’uomo ed infine io… Mi sembra come di tornare dentro l’utero.

COMMENTO: Non ascoltare le intuizioni che svoltano a sinistra, significa aspettare sempre che la parte razionale ci scriva un CARTELLO con l'indicazione del pericolo; ma non è sempre possibile. Incapaci di leggere i segni che la vita ci manda è normale ritrovarci sul ciglio di una frana.... Allora bisogna lasciare lì la nostra macchina, la nostra capacità attrattiva, la nostra sicurezza e mettersi a ritrovare il cammino fin dentro la buia galleria. Nel buio dell'utero possono rifare pace le forze che sembrano distanti: l'amore per il figlio, l'amore per il maschio adulto.
REBECCA - 48 anni - ANSIA
Pulizia dell'  ANSIA  360°/360°
Durante la nascita
PAROLA      ANTONIO (il nome di suo figlio)
Al 4° giorno faccio questo sogno:  
Ho sognato che era andata in gita con mio figlio Antonio, quando arriviamo in alto in un bellissimo posto di montagna mi accorgo di aver dimenticato delle cose a casa. Dico al bambino che dobbiamo tornare a casa, ma lui non vuole tornare indietro. C’è una casetta di legno sulla radura vicino al posto ed io gli dico di restare ad aspettarmi lì dentro. Torno indietro, ma d’improvviso giù a valle mi accorgo di un’onda gigantesca che sta per sommergere il piccolo paese. Ci sono persone che mi dicono di rifugiarmi in un luogo. In quel preciso istante suona il cellulare: è il padre di Antonio che mi dice “Voglio vedere il bambino!” Io gli dico subito che il bambino è nella casa di legno nel bosco e che sta bene, ma quaggiù c’è una specie di inondazione. Lui mi risponde: “Dalla voce mi sembri cambiata! Questo mi fa molto piacere!” Gli spiego dov’è il bambino e lui subito corre da lui.
In quel momento mi sveglio tranquilla.

Subito dopo rientro nello stesso sogno: Intanto l’acqua era defluita e così anch’io decido di cercare Antonio e di tornare da lui, con me ora c’è anche mia madre ed abbiamo la macchina. SI procede in alto e ci ritroviamo sull’altro versante del monte in una posizione più alta della casetta di legno. Io ho con me un cannocchiale e mi metto a guardare in direzione della casetta di legno. Sono molto felice perché vedo Antonio ed il suo babbo che giocano felici insieme sul prato davanti alla casa.
Mi sono di nuovo risvegliata felice !
 
Commenti della vita reale. Nella vita reale il giorno successivo ho incontrato lo psicologo che segue il bambino e che mi ha chiesto se il bambino dorme ancora nel lettone con me…. Sì gli rispondo. Quando torno a casa parlo con mio figlio e gli spiego i motivi per i quali sarebbe meglio che lui tornasse nella sua cameretta: “Sai Antonio, la mamma ha bisogno dei suoi spazi e vuole ricominciare a dormire da sola. Magari ci mettiamo d’accordo e facciamo che una volta a settimana torni a dormire nel lettone…” E lui senza battere ciglio: “Sai mamma, ci ho pensato anch’io, solo io ci voglio stare tutta la settimana nel mio letto !”
 
Questa risposta mi ha del tutto spiazzato e non pensavo che fosse pronto a fare il passo. Addirittura l’altro giorno sono passata davanti a camera sua e lui si stava stirando in un modo strano allora gli ho detto : “Che hai fatto Antonio, ti sei fatto male ?”
“No, mamma, mi stavo godendo il mio letto!”
 
Appena sciolta l’ansia della mamma, l’ex marito le dice al telefono che la sua voce è cambiata
ed il bambino accetta subito di buon grado di tornare nella sua cameretta !

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Metodologia:
Gli operatori che effettuano la Cronogenetica devono essere sempre in due, maschio e femmina, rappresentando non solo i due principi di polarità, ma soprattutto prendendo le veci dei due rispettivi clan di origine dell’assistito, paterno e materno. Molto spesso infatti la causa radice dell'Evento Emozionale risiede in un episodio della vita di un nostro antenato.

Chi è abilitato alla Cronogenetica:
Purtroppo
il professor Temogim Schreiber Perotti è venuto a mancare nel giugno del 2010, lasciando infranti i sogni di poter strutturare una Scuola di CRONOGENETICA. Gli unici operatori a livello mondiale restano il dott. Mario Grilli insieme a Domenica Nieddu.


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