In questa sezione del Sito vengono inserite alcune casistiche osservate nel percorso Cronogenetico. I nomi delle persone sono di fantasia e non corrispondono ai veri nomi degli assistiti, questo per motivi di privacy. Tuttavia è illuminante osservare l'emozione pulita e leggere il cambiamento attivato, sia nelle esperienze dirette raccontate dalla persona, sia nel più esplicito corrispettivo onirico.
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ELVIRA 30 anni LA RABBIA DI ELVIRA (30 anni) HA CAUSA RADICE NELLA VITA DELLA NONNA PATERNA E CHE HA DISTURBATO LE PREFERENZE SESSUALI DI ELVIRA.
1) "Arriva un mms con cui si annuncia un mio compagno di classe, faccia da pretino. Ci ritroviamo tutti qui, insieme agli amici. Mi guardo intonro e vedo dei grossi pezzi di pietra marmorea; ci sono luci soffuse e cupe. Il ragazzo dell' MMS lo sento dietro di me. Alazo lo sguardo e leggo la scritta: "OBITORIO" e so che lì c'ero già stata, era accanto al cimitero. C'è la sensazione di un suicidio. " SECONDO SOGNO: 2)
"Sono da Armani jeans a x comprare in anticipo il regalo di compleanno al mio ragazzo. Ci sono 2 banconi, uno a dx e l'altro di fronte. Il negozio è davero così: a quello di sx sta appoggiata una giovane ragazza molto elegante, indossa un tailleur bianco molto sexy ma classico. anche i capelli sono molto belli, biondo cenere, lunghi fino alle spalle, la riga è di lato. La pettinatura è precisa ma un po' retrò (direi anni 40'/50').
Guarda verso di me attraverso gli occhiali da sole, forse guarda fuori dal negozio, nel negozio io sono l'unica cliente. Mi serve un commesso gentile ma nn particolarm bello, mi parla di una festa per quella stessa sera x la quale tt sono in fermento. Prende la maglia che ho scelto e si allontana. Al bancone di dx c'è lo stesso commesso ed altri ragazzi, uno è molto simile al commesso, un po' più vecchio, potrebbero essere fratelli penso, ma è di spalle e non si gira. In realtà nn mi interessa più di tanto lui quanto quello vicino: rasta, nn altissimo ma con un viso molto molto bello, sguardo sicuro di sè e della propria immagine, di quelli che nn danno tanta confidenza. E' proprio bello!! penso. mi piace e ci guardiamo x un po'.
Dal nulla appare una commessa sulla 30ina x dirmi che la mia maglietta è pronta. Ma dai!! ce l'abbiamo fatta, entro notte! incredibile!!- Le dico io x sottolineare l'attesa infinita. Ora siamo alla cassa con questo enorme sacchetto chiuso, lei si distrae e io prendo il sacchetto, ma nn ho pagato! e penso..erano 110 euro,col cavolo che te lo dico!! Esco contenta del guadagno, anche la bionda esce con me. (ero entrata nel negozio col sole, dentro la lunga attesa aveva fatto rabbuiare, quando esco il sole è forte.) "Ci prendiamo un caffè' ?" - le chiedo, e ci dirigiamo dove abito io. Inizio a realizzare come è vestita -come una d'altri tempi- e penso "Che cavolo ci fa vestita così questa?! che xsona è? Dev'essere molto costoso questo completo, sembra Armani dal tessuto... dev'essere cliente fissa.. ecco xkè era in confidenza con la commessa.. la bionda ha i tacchi,io le mie solite infradito di gomma, le mie braghette jeans arrotolate e una maglietta nera-che nn è realm mia-un po' larga,un po' sfigata, come fosse un prestito". Mi sento a casa, ma non è il mio quartiere sembra una vietta di mare, tipo Spagna./Messico. Ci sono dei localini ambo i lati con i tavolini fuori, io riesco a vedere solo i locali di dx, nn vedo mai il lato sx, ma so che c'è.
La bionda cammina alla mia sx. finalmente ci sediamo all'interno dell'ultimo bar in fondo a questa via chiusa. è modern-chich, ma informale; la bionda si alza e va di là a parlare cn la titolare, io cazzeggio, ma dopo qke minuto sento ridere e il mio nome, questo desta la mia attenzione. cerco di origliare senza essere vista..sono proprio lì dietro ma il muro gira e nn c'è la porta! parlottano e ridacchiano e basta..e dal momento che nn è il mio tipo e che nn ci sono che io mi alzo e me ne vado.
Casa mia è in fondo a qta via, scelgo la vietta dietro ove si affacciano tt i retro locali, e camminando saluto molti cuochi srilankesi e camerieri.C'è un uomo-non bello- ricorda un attore romano con le guance cadenti, un po' sfigato da film comico anni 80'. E' tra l'euforico contagioso e il triste, cerca qno/qsa ed indossa un completo bianco. Salgo in questa macchina bianca (vecchia, anni 60', anche lui sembra uscito dagli anni 60'). Salgo cm passeggera, ma qdo arriviamo sono io alla guida. Lo porto in un locale in fondo a questa via e fermo la macchina esattamente davanti all'entrata.(forse nn si poteva nemmeno passarci con la macchina x quella via..nn c'erano altre macchine). io di questa via vedo sempre e solo lo stesso lato di prima, che tornando è diventato il lato sx. Le porte del locale sono a vetri sopra e bianche sotto con dei lunghi maniglioni dorati. dentro c'è una festa con tanta gente "in maschera"(?) -festa d'altri tempi- gente che balla e ride. Non appena arriviamo l'uomo scende xkè vede chi stava cercando: da dentro il locale un uomo alla Gomez., con capello cerato e baffetto, tait garofano e tanto di bastone esce sulla porta.si avvicinano, Gomez mette il garofano in bocca e ballano il tango. io sono molto felice xkè l'uomo è contento adesso e anche se nn mi ringrazia nè si cura di me nn m'importa.penso di andare a casa con la sua macchina, nn si arrabbierà, e ingrano la retro e poi mi sveglio. è finito così questo sogno pazzecamente lungo e assurdo!! mi ha lasciato un senso di soddisfazione quasi..tipo "anche questa è fatta"/" finalmente"... COMMENTO: E' il secondo sogno della RABBIA che ha come origine la nonna paterna. La parola detta:"Ti voglio bene!" e lo scambio "FILANTROPIA". E' l'amore per l'essere umano che nasce quando nel generazionale ci sono stati episodi molto pesanti contro gli umani. Ti voglio bene è all'essere umano in genere. Elvira nel primo sogno enuclea un problema di omicidio o suicidio che è nella causa radice della RABBIA e che deve trasformarsi per forza in FILANTROPIA Nel secondo la problematica di rabbia si sposta sul livello sessuale che è il luogo dove la causa radice rimbalza. Il vedere soltanto il lato destro individua l'incapacità per Elvira ad attingere alla propria energia sessuale e a riconoscerla presente. Le sue donne del sogno sono retrò, appartengono ad un mondo di bellezza antica e si respira un'aria fuori moda di artisti collegati al "buon tempo andato" . La ricerca che Elvira tenta è di contattare il proprio lato femminile, che non VEDE, ma che SA che c'è. E' la mancanza del PADRE che non le permette questa integrazione: parla infatti del Cirque du Soleil, che è la rappresentazione del PADRE che l'inconscio le propone. Del suo SOLE a cui anelava è rimasto un circo di ballerini colorati d'oro, d'argento e bianco. Qual'è la sessualità di Elvira ? Dorata come il sole, lunare come l'argento o bianca - senza scelta e senza decisione ? Anche l'uomo in fondo al sogno, sebbene sia un maschio, indossa un abito bianco e si lascia portar via da un altro uomo. Elvira gli prende in prestito la sua macchina e mette (come sempre) la retromarcia per muoversi nella vita e nella sessualità. Etero, omo o bi- ? Questo dubbio emerge quando prendiamo in prestito l'energia sessuale di qualcuno/a per andarcela a vivere e a giocare con un altro/a, così permettiamo al nostro corpo - come una marionetta da circo - di essere impossessato da attrazioni che non sono le nostre. Ma questa non è FILANTROPIA ma indeterminatezza sensuale e sessuale. Questa di Elvira è la storia che racconta come un episodio di RABBIA connesso con fatti tragici precisi connessi alla nonna paterna siano stati vissuti da suo padre (che ha vissuto anche lui la RABBIA della MADRE) con enormi difficoltà e si siano trasformate nella nipote (appunto in Elvira) in problemi connessi alla propria identità sessuale che l'inconscio sta ancora tentando di integrare. |
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Riccardo (44) e Leontina (39) Percorso Cronogenetico effettuato da due fratelli in contemporanea. RICCARDO Primo figlio maschio e LEONTINA quarta figlia femmina. Sono molto interessanti gli intrecci anche se ciascuno ha ereditato problematiche differenti, ma complementari. E' alquanto palese che lavorando su più persone la storia di quella genìa possa emergere in misura più chiara e possa mostrare le problematiche essenziali dei due fiumi generazionali In questo caso si evidenzia innanzitutto l'antenato dove si assommano le cause radici numericamente consistenti in questo caso si tratta del nonno paterno ALCIDE che ha la causa radice del senso di colpa e della paura di LEONTINA ed in più La decisione Limitante mentale (Circolo vizioso) di Riccardo che recita: "Nonostante tutto ce la faremo!" Ci sono due eventi molto importanti nell'esperienza generazionale. Dal lato paterno la presenza di maschi che non sono mai coscienti della gravità delle azioni che compiono, ma sono azioni connesse con l'abuso anche sessuale all'interno della stessa famiglia e con i propri figli. E' un aspetto connesso con la dominazione del femminile ma anche dei figli in genere. Riccardo è connesso con l'altro nonno (quello materno) MARCELLO in cui non ci sono queste problematiche di offesa, tanto è vero che la seconda decisione limitante mentale riguarda questo nonno che protesta: "Ma cosa ho fatto di male perché mi succede tutto questo ?" . Quindi c'è un ingiusto "ritorno" anche qui per cose di cui non si è coscienti. Anche Riccardo nella sua esistenza ha ben chiaro di "subire" cose che non si è "meritato" . Tuttavia su di lui grava il peso del peccato generazionale di abuso del suo fiume paterno. Che si tratti di abuso lo rivelano i sogni ed anche lui stesso quando afferma: "Tutte le donne con cui sono stato e che ho avuto non hanno fatto bambini con me e non li hanno avuti neppure dopo di me!" Questa è una precisa coscienza transgenerazionale di abuso. I bimbi non vengono. In più ci viene detto che l'antenato paterno ha subito una grossa crisi quando una parte dei figli maschi hanno deciso di separarsi dalla famiglia e di farsi dare dal giudice un nuovo cognome. Ovviamente un nuovo cognome viene concesso solo in presenza di fatti molto gravi e probabilmente è stato il modo per evitare una denuncia ignominiosa, quella di separare definitivamente le proprie strade sancendo l'evento di divisione con il cambiamento del COGNOME di FAMIGLIA. Quando Riccardo fa la pulizia della decisione limitante mentale che sancisce quell'evento nella vita del nonno paterno ecco quello che visualizza: “Da direzioni diverse arrivavano parenti e fratelli che decidevano di dividere le proprie strade. Lui, il nonno, non voleva - ma poi si è rassegnato e tutti sono andati via di nuovo in direzioni differenti”. Dopo la parola detta dal nonno: "Non è possibile!" la successiva frase mentale per l'incapacità emotiva di sostenere l'evento è stata: “Nonostante tutto ce la faremo!” Davanti però alla perdita totale di comunanza, forse era meglio accettare il dolore infinito della separazione, sancito da una scelta così pesante anche a livello sociale. Dall'altro lato generazionale (quello materno) le informazioni ce le fornisce Leontina. Leontina è la quarta figlia di 5 fratelli e pulisce subito la Rabbia che viene da lontano, proprio dalla sua bisnonna INES (madre della madre di sua madre) alla quale lei è connessa secondo il nostro albero genealogico. Anche in questo clan c'è un grosso evento di ABBANDONO e riguarda una decisione presa dai fratelli della bisnonna di abbandonare la terra di origine nel senese e di spostarsi in un altro territorio. Al posto di quell’antica felicità di appartenere a quel luogo si è introdotta la rabbia, forte e sottile di dover vivere "stranieri" in un altro posto, anche se sempre a lavorare la terra. L’inconscio chiede come antidoto alla rabbia la passione per il lavoro che è l’unico modo per “farsi accettare” nella nuova condizione, e tra persone sconosciute. In più c'è un altro elemento molto importante. La famiglia della madre Giocasta era al servizio della famiglia del padre di Riccardo e Leontina. C'è dunque nell'incontro dei due fiumi generazionali una La famiglia materna abbandona la terra propria e va a coltivare la terra di altri e proprio perché sono dei grandi lavoratori la fa anche fruttare al di là del normale e del consueto. Questa unione dei due fiumi ii dominati e di abusatori dentifica la grande fatica di Riccardo e Leontina a trovare il proprio posto nella vita. Riccardo è stato succube della droga e molti anni li ha passati in comunità dove è anche diventato un responsabile. Leontina ha una struttura emozionale sempre disponibile alla sottomissione. Come in cerca di qualcuno o qualcosa che si impossessi della sua energia. Leontina vive ancora con padre e madre nella casa dell'infanzia, come con quasi tutti gli altri fratelli che non ce l'hanno fatta ad andare via da quel rifugio. Riccardo ha dentro di sé un aspetto di violenza repressa che ogni tanto emerge ed anche un lato di sottomisione, quasi da domestico, ed unisce in sé i due lati delle sue famiglie di origine. La violenza emerge dopo che si è violentato ed ha accettato di fare come dicono gli altri, come dicono le sue compagne ... e non si è garantito il proprio territorio che per lui è vitale. Il problema del territorio, invece di andarselo a conquistare, pretende che gli venga garantito da una femmina. Leontina deve prendere in mano la propria esistenza ed incontrare semplicemente una persona tranquilla che possa godere della sua stupenda energia senza innescare i soliti cliché dell'abuso sul femminile. Comprendere questi elementi nel nostro generazionale scioglie il loro oscuro e nascosto agire a livello inconscio. RICCARDO (44 anni)
Riccardo ha effettuato anche le decisioni limitanti:
Riccardo è stato in comunità di recupero ed è diventato un responsabile all’interno. In quel luogo dove ha abitato tanti anni aveva delle persone sotto di lui. Si è sempre sentito di dare di più per quelli che erano sotto di lui, mentre i superiori – a cui doveva riferire – si lavavano semplicemente le mani per gli eventi pesanti che potevano succedere. “Ho corso di più di quello che potevo!” Riccardo ha uno strano percorso crono genetico. Le sue cause radici emozionali sono 3 al momento della nascita (con una grossa confusione delle emozioni che si accavallano e intrecciano) e 3 tra i 22 ed i 31 anni. Come se dopo i 12 anni e mezzo (decisione limitante sessuale) avesse chiuso tutti i boccaporti e si fosse consegnato al non-sentire della dipendenza. Quando si parla di senso di colpa lui ricorda altri eventi più distanti di quelli che indica l’inconscio. Lui ricorda che in terza media all’esame non aveva risposto ai professori ed aveva fatto scena muta. Un altro momento di “senso di colpa e vergogna” è stato quando in casa era squillato il telefono “ed io sono corso ad avvertire mio padre che volevano. Ho trovato mio padre e mia madre che stavano facendo l’amore e loro si sono molto vergognati. La loro vergogna mi ha dato il senso di colpa. Non mi guardavano più negli occhi i giorni successivi e mi hanno fatto sentire ancora più in colpa” Un terzo momento di senso di colpa è che ero andato all’alberghiero come interno e dormivo anche al convito della scuola, ma nonostante fossi in prima superiore avevo ancora problemi di enuresi notturna. Ho dovuto ritirarmi dalla scuola per questo problema che sembrava non arrestarsi mai. Dopo la paura Dopo la tristezza Chakras - prima e dopo il percorso cronogenetico
Cromologia
Leontina (39 anni)
DOPO IL SENSO DI COLPA
Mi hanno educata a stare ferma e zitta da bambina ed ho sempre paura di dare noia. Sto facendo un corso di counseling ma non ne sono entusiasta. Non è quello che voglio. Forse voglio prendere il diploma dello psicopedagogico ? Lavorare con i bambini. Volevo fare counseling, ma mi hanno detto che gli psicologi ti mettono i bastoni tra le ruote e non insegnano niente di utile. DOPO LA PAURA Chakras prima e dopo la cronogenetica di BASE
Cromologia
I problemi che Leontina aveva con la sessualità si sono sciolti , anche la sua stabilità emotiva è molto cambiata. E’ più forte e disponibile a lottare. Prima cercava sempre qualcuno che si impossessasse della sua energia. Ora finalmente la trattiene e la tiene per sé |
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ANNA - 29 anni Anna (29 anni)
Anna riferisce al primo incontro di essere la quinta figlia dopo quattro aborti. Nel primo incontro pulisce la rabbia che risulta essere nella quinta generazione materna. E’ consapevole di provare nella vita costantemente questa emozione, l’espressione della sua rabbia non è mai in sintonia con quello che le accade e spesso, le sue reazioni, sono decisamente troppo violente rapportate all’evento.
Lei stessa infatti ci riferisce, di avere dei seri problemi di comunicazione anche con il personale che dirige. Nell’ambito affettivo Anna parla del suo desiderio di avere una famiglia propria di avere dei bambini, ma sembra che il fidanzato rimandi sempre a tempi migliori decisioni che ancora non si sente in grado di prendere. Dopo sei mesi Anna ci racconta che si è lasciata con il fidanzato, che continuava a rimandare la loro unione. Nel frattempo ha incontrato un nuovo partner e questa volta è lei che frena nella relazione; ma nello stesso tempo si dice molto felice del nuovo rapporto affettivo. Questa nuova persona, come lei, vuole mettere su famiglia ed avere dei figli ed è quindi in sintonia con i suoi progetti di vita. |
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CAMILLA - 44 anni - PAURA
Causa Radice= Prima generazione materna. Nella vita di sua Madre. La paura era collegata alla mamma che a 12 anni aveva perso il proprio padre
CAMILLA la volta successiva ci dice che di questo lavoro che sta facendo (la Cronogenetica) non ha grandi riscontri a livello cosciente. E poi subito dopo ci racconta questo sogno meraviglioso che per ottenerlo servirebbero 10 anni di analisi a due sedute settimanali. E’ molto interessante notare come la parte cosciente a volte non interviene minimamente nel cambiamento perché la causa radice è troppo indietro nel tempo e non ha alcun mezzo per manipolarla. Mentre la Cronogenetica sa gestire il dialogo con l’inconscio profondo e far emergere cose seppellite da molto tempo e molte generazioni. SOGNO:
“Ero al lavoro e facevo dei massaggi ad una signora che era nuda ed allegra. Mi raccontava tutti i fatti suoi. Mi diceva di essere una maestra d’asilo e anche molto superstiziosa. Sembrava, ad un primo sguardo, essere normale ed equilibrata, ma io sentivo che non lo era ! E così mi sento di dirle una cosa: “Gli adulti non riescono a volte a crescere perché hanno sempre dentro di loro le stesse paure che avevano da bambini!”
Il sogno cambia e mi ritrovo in una città a lavorare come impiegata e accompagno un cliente a cercare un documento in un archivio. “L’archivio” - gli spiego mentre camminiamo – “è fatto a vari livelli. Il livello più alto, è quello per i direttori, il livello intermedio è per gli impiegati, e quello più scomodo è nella parte sotterranea. Io lo so perché ci ho lavorato e conosco bene l’archivio.” Scendiamo sotto e mentre camminiamo ci accorgiamo che siamo in una specie di catacomba, c’è dell’acqua che scorre nei corridoi e ci sono anche topi che vogliono salire sulle gambe e sono abbastanza aggressivi.- Io però non ho paura di un posto così; so che è normale e non si può fare altro. La scena muta ancora e mi trovo in una piccola stazione di un paese antico: siamo io, mio fratello ed il mio compagno. E’ un luogo che sembra essersi fermato nel tempo … è una cosa che mi piace tanto perché è un posto molto antico. Vedo anche un grandissimo albero: è un melo e anche qui ci accorgiamo che è di una specie di mele di qualità molto vecchia. Ci incamminiamo verso il centro del paese, ci sono architetture vecchie con monumenti altissimi e solidi. Il sogno ha tre livelli di racconto: il primo ci dice che ci sono paure anche nei cuori adulti che mantengono i traumi avuti da bambini e che non permettono di “essere normali”. L’apparenza inganna. Il secondo livello scende negli inferi per ritrovare dei documenti smarriti, è un luogo terribile, ma Camilla non ha alcuna paura, sa bene che è così e che non si può far nulla per cambiare… La realtà va accettata. Il terzo livello scende fino al peccato d’origine, a quell’albero che ha mele di qualità molto antica. C’è un richiamo preciso al divieto dell’incesto che forse è stato profanato in qualche antica storia di famiglia. Ma c’è anche il femminile di Camilla che afferma il proprio diritto assoluto alla espressione di sé, contro tutte le regole del clan. Ci sono state regole infrante e molti degli antenati di Camilla hanno dovuto pagare per esse, astenendosi dalla sessualità, come se in questo modo si potesse riparare il torto. Dopo la pulizia della paura l’inconscio di CAMILLA esprime senza alcun timore il proprio diritto a soddisfare il proprio bisogno di sessualità. LA PAURA di CAMILLA è stata bene espressa dal suo inconscio: 1) Paura di non essere normali 2) Paura di non saper accettare la realtà 3) Paura della propria pulsione sessuale E’ la pazienza il vero antidoto della paura per l'inconscio di CAMILLA. |
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FRANCESCO - 35 anni - PAURA e AMAREZZA
Francesco nel momento della nascita ha ereditato l'amarezza della madre che era colpita nel suo affetto verso il padre morente e su quella amarezza si innesta il dramma della rottura del pube, che accade durante il parto. Le ossa riguardano il nostro essere collegati al clan, alle nostre origini. Un osso che si spezza richiama il dramma di quanto la nascita di suo figlio sia intrinsecamente legata alla morte del padre. L'amarezza si aggiunge alla paura. Queste due emozioni sono dunque inscindibilmente connesse in Francesco; quando arriva la paura istantaneamente arriva anche il "mal di vivere", il vuoto cosmico, l'amaro sapore esistenziale. Prima della Cronogenetica non possono essere distinte queste due emozioni in Francesco. Ed è proprio il CORRERE, il "non sapersi frenare" come dice l'inconscio, che determina l'esistenza di Francesco. Sbrigarsi a nascere (era nella mente di sua madre) per permettere a lei di andare ad abbracciare il padre morente. Questa ineluttabilità della corsa è il paradigma della vita stessa. Il primo sogno riguarda l'inconscio pensiero di avere causato il danno al materno. Non è senso di colpa però, ma un più profondo e straziante vuoto interiore. E' l'amarezza di non avere pensato a lei, di non averla potuta aiutare. Il femminile per Francesco diventa irraggiungibile anche se ti siede accanto, non puoi sostenere il suo sguardo perché è orrendamente sfigurato, nonostante il suo corpo è bellissimo e perfetto. Francesco è l'unico figlio che si è allontanato dalla famiglia; è andato a vivere lontano in un'altra città. E' sempre in cerca di un femminile idealizzato e bellissimo. L'amarezza genera sempre la necessità di rincorrere la bellezza. Induce in una profonda dipendenza affettiva che non riesce mai a riempire il proprio vuoto interiore. Secondo sogno Con la femmina accanto si attiva la corsa, si innesta la discesa e la velocità (anche se siamo in piano), si deve mostrare forza e determinazione, in verità insieme all'amarezza emerge prepotente la PAURA DI CADERE.
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All’incontro successivo Anna riferisce che dalla sera della prima seduta ha cominciato a piangere per una settimana e che sentiva le lacrime come una liberazione di qualcosa di antico che non le apparteneva. Il pianto era irrefrenabile e sconsolato e la sensazione era che nessuno avrebbe potuto aiutarla; ma con il passare dei giorni l’emozione si è sciolta e lei finalmente era tornata padrona delle proprie emozioni.
CAMILLA 44 anni PAURA
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