In questa sezione del Sito vengono inserite alcune casistiche osservate nel percorso Cronogenetico. I nomi delle persone sono di fantasia e non corrispondono ai veri nomi degli assistiti, questo per motivi di privacy. Tuttavia è illuminante osservare l'emozione pulita e leggere il cambiamento attivato, sia nelle esperienze dirette raccontate dalla persona, sia nel più esplicito corrispettivo onirico.
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Anna Morena 46 Anni Ecco il caso di questa settimana che riguarda un Livello Base di cronogenetica emozionale connesso a ben 5 su 6 CAUSE RADICI GENERAZIONALI. Vivere la vita con le emozioni di un altro... è proprio il caso di dirlo.
Mentre AnnaMorena nasce la sua mamma prova paura perché è da sola, la nonna non c'è più e l’unica persona che poteva sostenerla era la suocera ma quel giorno deve partecipare ad un funerale e non è presente quando la nuora partorisce.
La scena cambia sono dalla parrucchiera e mentre sono lì assisto alla nascita di una bambina, la prendo in braccio: “tu non potevi nascere mezz’ora dopo così mi tingevo i capelli”. Sono nel mio cortile con mia cugina mettiamo a posto le piante: “si sente dall’odore che e’ entrato un cane!” invece ci rendiamo conto che era stato un orso nel frattempo arrivano anche i miei cugini e dopo poco arriva anche l’orso – ma è buono- cerchiamo di entrare in casa e la mia mamma ci lancia le chiavi dalla finestra e noi entriamo in casa SALVI ma spaventati."
AnnaMorena ricorda perfettamente l’evento: era con il nonno paterno le aveva comprato il gelato e mentre attraversava la strada le era caduto di mano. SOGNO DOPO IL SENSO DI COLPA
L’evento è accaduto nella vita della sua nonna materna
L’evento si riferisce al nonno paterno SOGNI DOPO L’AMAREZZA La scena cambia, mi hanno tolto tutti gli organi interni e sono morta, mi ha avvolto una luce bella e mi hanno messo a giocare con dei bambini. Poi mi hanno rispedito in vita, mi rendo conto che non ho più lo stomaco. “il lavoro te lo portano a casa” mi dice mia madre."
La tristezza si riferisce alla nonna quando la sua unica figlia femmina le dice che vuole farsi suora la prende malissimo, addirittura la rincorre con una scopa e la considera una vera ingiustizia del cielo.
AnnaMorena ha tutte le cause radici collegate al GENERAZIONALE, escluso il SENSO DI COLPA che è l'unica emozione Proprietaria. Non è raro trovare una persona che vive tutte le sue emozioni EREDITATE DA ALTRI ! |
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ATTILIO 49 anni
Ancora dopo due giorni: Commento: entrambi i sogni individuano la realtà del trauma e della violenza subita dalla nonna. In un momento di calma e di bellezza (mare come una tavola piatta) d’improvviso è come essere attirati dalla tragedia (la tempesta che ci risucchia). Nel secondo sogno emerge come “il fare finta di niente” non protegge dal pericolo e che sarebbe stato bello che fosse arrivato in soccorso un padre grande e imponente a scacciare “i cattivi”. Ma questo non è accaduto. Il sogno ripara a quell'attesa infranta. TRISTEZZA (Vergogna) Ecco il sogno di ATTILIO: Commento: Attilio dopo aver raccontato il sogno aggiunge che la sua compagna ha un atteggiamento molto possessivo nei confronti della figlia che ha 12 anni, ma che è molto più “matura” della sua età e che freme per “diventare grande”. Questa puntualizzazione ci fa comprendere come l’evento traumatico della violenza si era già manifestato nella vita della bisnonna materna, ma che in lei la vergogna era stata superiore alla paura e questo trauma aveva fatto “seccare” la sua vita di relazione e anche la sua affettività, facendola “deviare” verso la spiritualità e una modalità di abnegazione e spirito di sacrificio. Molto probabilmente anche lei aveva sviluppato una specie di possessività nei confronti delle figlie femmina che voleva in qualche modo “salvare” dal ripetersi di quell’esperienza, che purtroppo si è puntualmente ripresentata nella vita di sua figlia (nonna Assunta). Anche in Attilio agisce questo doppio impulso: lasciare libera sua figlia dall’apprensione di sua madre, temere anche che sia troppo giovane per affrontare i “pericoli” del mondo. SENSO DI COLPA "Non ho fatto sogni dopo la pulizia del Senso di colpa, ma mi sono accorto di aver modificato il mio comportamento. Quando sono in gruppo faccio sempre fatica a relazionarmi e ad esprimere le mie opinioni, mentre nell’ultimo incontro dell’associazione di cui faccio parte mi sono sorpreso ad alzare la mano ed esprimere la mia tesi. Sono stato audace e sono riuscito a dire la mia. Non ho soltanto ascoltato, ma ho anche parlato davanti a 30/40 persone. So che la determinazione mi porta ad ottimi risultati!” RABBIA “In effetti il nonno Angelo era un po’ rabbioso e non gli si stava vicino. E’ vero se penso a ciò che mi fa arrabbiare, mi fanno arrabbiare le donne ! Proprio come a lui.” Lo scambio è l’amabilità ! L’antidoto per la rabbia è proprio cercare di “farsi amare da tutti!” “Mi ricordo che giocavo a pallone e mi piaceva anche molto. In quel periodo eravamo stati convocati per fare dei provini, in cui ci avrebbero scelto per alcune squadre di calcio. Non mi hanno fatto provare e ci sono rimasto molto male! Rimanevo sempre un passo indietro !" Lo scambio richiesto dall’inconscio è il CORAGGIO, che in quel frangente è mancato! ANSIA
“Mi ricordo che frequentavo a quell’epoca una ragazzina molto carina di cui ero innamorato. Era un po’ più piccola di me e suo padre non voleva assolutamente che ci parlassimo! L’ansia era sempre collegata al fatto che non dovevamo farci vedere.” ECCO L’ANALISI CROMOLOGICA di ATTILIO
Commento: Attilio vuole concentrarsi nei suoi obiettivi, elimina il viola perché ormai è stato acquisito . Sta ovviamente molto meglio, privandosi delle preoccupazioni ossessive del materno (25° rosa confetto) ed entrando nel lilla 35°) che è il colore dell’energia più fruibile Chakras
Commento: Attilio grazie alla Cronogenetica ha aperto il primo ed il secondo chakras. Ha acquisito una nuova presenza di sé, sciogliendo anche le problematiche connesse all’aspetto attrattivo. |
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GIUDITTA 39 anni
Tutta la problematica della Paura e dell'AMAREZZA è collegata al problema del territorio e della casa degli antenati. Sembra che le donne conservino la memoria di eventi che costringono a forza la famiglia ad abbandonare la casa d'infanzia. Molti elementi della famiglia sono artisti che nelle varie generazioni sono espatriati ed entrati in una specie di diaspora, andando per il mondo a fare fortuna. E poi sono tornati alla casa delle radici. Anche il sogno ci avvisa di questa problematica SOGNO DOPO LA PAURA
SOGNO DOPO LA RABBIA
Il sogno esprime la causa radice
Alla fine del percorso Giuditta ha cambiato il tono della sua voce e la recitazione ne ha ricavato un beneficio. E’ molto più centrata nel suo lavoro. Adesso percepisce le energie che non le sono in sintonia scegliendo così le sue amicizie con più attenzione. |
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ROMINA 50 anni RABBIA = (670°/360°)
Romina ci racconta quello che è successo nel mese: "C’è stato un notevole calo dell’”aggressività” che ha lasciato il posto ad una amarezza terribile. Al primo incontro Romina riferisce che sua madre non l’ha mai seguita da piccola e che addirittura ha patito la fame e che continuava a piangere finché non crollava per la stanchezza. Sua madre non le ha mai saputo dire chi era suo padre: “forse un militare”e dopo di lei ha partorito altri 5 o 6 bambini (ma il conto non si conosce con precisione). La situazione era molto grave e la sua famiglia era stata segnalata ai servizi sociali del tempo che intervenirono trovando un degrado indescrivibile. L'episodio della rabbia risale ai 3 anni e mezzo quando Romina venne tolta alla madre ed affidata ad una zia presso la quale divenne anzi tempo una piccola domestica. Lo zio le aveva costruito un particolare sgabello di legno sul quale si arrampicava per poter arrivare al lavello della cucina per lavare i piatti della nuova famiglia. La zia continuamente le ricordava che doveva essere riconoscente e grata se lei l’aveva presa con sé. AMAREZZA = (660°/360°) Sogno: Eravamo io e mio figlio in un bosco, davanti ad una casupola conciata male dove incontravamo mia nipote. Tutto si svolgeva nella penombra, ma lei non era affatto timorosa. (Mia nipote proprio in questi giorni ha dato alla luce una bellissima bambina). Nel sogno vedo il viso di mia nipote, molto grande e luminoso mentre tutto il suo corpo era fasciato. Constato che lei dovrà dormire in questa casa diroccata in mezzo al bosco e non voglio che questo accada. Allora mi rivolgo a mio figlio e gli dico: “Accompagno tua cugina a casa e poi ritorno per dormire con te in questa casa diroccata!”Mentre accompagno Simona verso casa, attraversiamo un bosco di lecci dove c’è un’ombra molto scura. Il bosco mi dà piena conferma che quello che ho visto e provato è una intuizione profonda, una certezza rispetto a mia nipote. Posso davvero avere fiducia in quella casa (anche se diroccata), sia in me, sia nelle possibilità di mia nipote. E’ come una segreta alleanza tra donne che conoscono il miracolo della vita e possono farne parte. Ovviamente l'Amarezza era della madre che ha vissuto la propria esistenza in un mare di problematiche esistenziali. Il sogno fa pace con il materno, con il potere della generazione e con la gioia di vedere una nuova bambina venire al mondo... TRISTEZZA = (330°/360°) L’Episodio dei 6 anni ricordato è questo: Romina si trova dalla nonna con la madre adottiva (nonché sua zia). Nel garage della nonna c’erano tante tavole di compensato che fermavano una piccola grata che nascondeva un piccolo pertugio. "Io quel giorno mi sono nascosta là dietro. Ho ancora il ricordo, nonostante fossi piccola, della sensazione di TOTALITA’ che ho vissuto in quel mio nascondiglio. Sapevo che nessuno mi avrebbe trovata e sono rimasta lì molte ore. Lì sarei potuta morire di tristezza, sapevo di non avere alcun collegamento con alcuno. Lì ho vissuto e riconosciuto la mia UNICITA’. Poi dopo molto tempo IO HO DECISO DI USCIRE. Quello è stato il mio imprinting. Ancora oggi nel rapporto con gli uomini mi ritorna sempre quella situazione e rivivo la solitudine assoluta che ho vissuto dietro quella grata. Un minimo gesto di rifiuto da parte del maschile mi allontanava immediatamente dal legame affettivo e mi fa sempre ripiombare lì, dentro quel pertugio, dietro a quella grata...." SENSO DI COLPA ..= (260°/360°) Episodio degli 11 anni. La madre adottiva di Romina era in ospedale e la bambina doveva svolgere tutti i lavori domestici, doveva fare tutto lei, per il patrigno e per i 2 fratellastri maschi. Al mattino Romina andava anche a scuola e poi doveva andare di corsa in ospedale a trovare la matrigna. Romina al capezzale di lei non sapeva cosa dire e stava sempre in silenzio. Un giorno la madre adottiva le dice arrabbiata: “Tu sei una mummia, non sei capace di volere bene a nessuno!”. Ricorda Romina: "Quella frase che ancora ricordo come una stilettata, mi ha reso totalmente impotente rispetto all’idea di poter riuscire a fare qualcosa. Mi ha regalato il senso della mia impotenza e del “non essere all’altezza”. Fino ad allora era vero proprio il contrario: avevo fatto il massimo per quella donna, proprio con l’idea di poterla vedere contenta (volevo essere riconosciuta)." PAURA = (460°/360°) Ecco cosa visualizza Romina durante la seduta: “Vedo un paesaggio con il sole. Avverto una sensazione di tradimento, ma non poteva che essere così. Qualcuno ci ha rimesso la vita ed è morto per una leggerezza."
Romina non saprà mai chi è suo padre e sua madre non ha mai avuto la forza di occuparsi di lei, né dei suoi numerosi fratelli, perché in verità non era in grado neppure di badare a sé stessa. Romina viene messa prima in collegio e poi adottata da parenti che ogni giorno le ricordano quanto sono stati misericordiosi con lei e quanto lei si debba sentire in dovere di ripagare quel debito aiutando la nuova mamma nei lavori di casa. Romina uscirà di casa molto presto per sposarsi, ma il matrimonio non va molto avanti e lei resterà sola dopo pochi anni e con un figlio da crescere. Durante la Cronogenetica il rapporto con il proprio figlio migliora notevolmente e Romina metterà a fuoco il suo conflitto originario con l’essere umano di sesso maschile che lei considera sempre “irresponsabile” (come il gesto di suo padre che non si è fatto carico del frutto dell’amore con sua madre). E’ questo il motivo che compromette sul nascere ogni rapporto con il maschile che inevitabilmente viene costretto a ripetere le proprie incapacità di rendersi finalmente responsabile per le proprie azioni. |
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Guglielmo 60 anni Guglielmo tre mogli/tre figli
“Sull’amarezza ho visualizzato la relazione fasulla di mia madre e mio padre e mi ricordo che mia madre sapeva benissimo che lui lo tradiva.” Questa emozione è ovviamente della madre che cerca di proteggere la nuova creatura da un padre che è già completamente indirizzato verso altre donne e verso altre relazioni
La paura di Guglielmo è collegata alla morte della propria mamma. “Mia madre è morta quando io avevo 15 anni. L’anno prima, mentre mia madre era in stato interessante di mio fratello, mio padre la convinse a portare avanti la gravidanza e a permettere a lui di prendere il suo posto di infermiere all’ospedale. “
Nella tristezza non c’è alcun ricordo e nessuna visualizzazione. La tristezza è molto antica e soprattutto la necessità di trovare il colpevole delle cose che non vanno nella sua esistenza. E' un leit motiv della vita di Guglielmo.
Il fratello più piccolo era stato completamente abbandonato a se stesso e Guglielmo che aveva 9 anni doveva occuparsi anche di lui e portarselo dietro nei suoi giochi. Gli amici chiamavano suo fratello “zainetto” perché Guglielmo lo portava sempre sulle sue spalle. C'è un altro fratellino morto prematuramente che Guglielmo continuerà a portare sulle spalle per tutta la sua vita. Più della mancanza della madre è la fatica di sostenere i fratelli.
Quando è morta mia madre avevo 15 anni. Io e mio fratello siamo stati messi in collegio 2 anni dopo, perché mio padre aveva una nuova compagna ed altri figli da lei e non si voleva occupare più di noi.
Queste due decisioni limitanti appartengono alla madre e sono state passate tout court a Guglielmo. Il problema connesso a questa madre era molto pesante. Lei lavorava al posto del padre perché il padre non trovava mai lavoro. E anche alla nascita di Guglielmo lei aveva accettato di sostenere la famiglia sia a livello lavorativo che gestendo il bambino. Non c’è problema a sostenere questo doppio compito, basta che ci sia la forza. Lei era davvero innamorata di suo padre e ha fatto tutta questa grande fatica per amore.
Il conflitto di Guglielmo ha origine quando viene mandato in collegio a 17 anni. Riesce a stare con il padre 1 anno e mezzo dopo la morte della madre, ma poi viene mandato via. Qui il conflitto viene mascherato con l’alleanza che lui instaura con i propri compagni di sventura. Guglielmo mantiene sempre questa problematica nella sua esistenza: deve sempre cercare di costruire relazioni con gli altri in cui stipula una sorta di Alleanza che inevitabilmente viene infranta.
Il trauma accade molto tempo dopo, a 28 anni con la sua prima compagna e moglie. Anche lui- come il proprio padre, non riesce a mantenersi l'amore della sua compagna. Deve andar via e comincia a pellegrinare da una relazione all'altra in cerca di una ALLEANZA che non si instaura mai.
Guglielmo nella sua vita adulta ha avuto tre mogli e dalla relazione con ciascuna di loro ha avuto un figlio/a. Le prime due sono figlie femmine e quindi Guglielmo ha voluto rivivere il suo rapporto interrotto con il materno collegando a sua madre due bambine. L’ultimo figlio è invece un maschio. Tutti e tre sono dunque per lui PRIMI FIGLI e UNICI. Non rischia dunque di far vivere a nessuno dei suoi figli il trauma di avere un fratello sulle proprie spalle. Per Guglielmo il sesso è sempre collegato alla nascita; l’amore serve soltanto per GENERARE un figlio. Il sesso è comunicazione e generazione. LA CRONOGENETICA SCIOGLIE LA NECESSITA' DI RIPETERE GLI ERRORI DEI NOSTRI PADRI PER LEALTA' FAMILIARE ! |
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SOGNO DOPO LA PAURA
PAURA
AMAREZZA
Paura e Amarezza sono nella terza generazione materna
Romina inizia a fare Cronogenetica con molto entusiasmo. E’ una persona molto spirituale che ha trascorso buona parte della sua esistenza lavorando molto su di sé, dedicandosi alla meditazione e riconoscendo ed accettando il dolore della sua infanzia. Le emozioni negative più forti non hanno radice nel generazionale, quanto negli episodi della vita di Romina, che risulta essere molto tormentata.
Lui ricorda che era MOLTO GIOVANE e già verso i 9-10 anni era dovuto andare a lavorare per la propria famiglia. Aveva trovato a 17 anni un buon lavoro, una piccola fabbrica di guanti di pelle “e sono stato costretto a fare l’amore con “baffo di ferro!” che era la figlia del mio datore di lavoro. Il fratello me lo aveva quasi imposto. Lei era molto brutta, ma una brava ragazza.”
Questa decisione limitante sessuale ci racconta il desiderio di Guglielmo adolescente che perde sua madre e che ricorda di aver avuto un forte desiderio sessuale nei confronti di una donna molto più grande di lui, proprio in quello stesso anno. La decisione limitante si schernisce sull’interesse di lei, ma in verità il vero problema è di non essere ancora maturo per un simile rapporto.