Casi

In questa sezione del Sito vengono inserite alcune casistiche osservate nel percorso Cronogenetico. I nomi delle persone sono di fantasia e non corrispondono ai veri nomi degli assistiti, questo per motivi di privacy. Tuttavia è illuminante osservare l'emozione pulita e leggere il cambiamento attivato, sia nelle esperienze dirette raccontate dalla persona, sia nel più esplicito corrispettivo onirico.

Prenota la tua TIME LINE riempiendo il form qui a fianco e fissa nel Centro a te più vicino !

La Decisione Limitante Mentale come DIFESA !

Oggi vi vogliamo segnalare una esperienza che riguarda la parte avanzata della Cronogenetica, quella in cui ci si avventura nei meandri della MENTE e nell’incantesimo del suo richiamo. Dopo i fuochi d’artificio della Pulizia Emozionale di Base che finalmente permette alla persona di eliminare le EMOZIONI ALTRUI, ora finalmente si gioca in casa e siamo costretti a riconoscere le parti di noi che non ci piacciono o dalle quali ci siamo allontanati.

E’ il momento dei Traumi e dei Conflitti, delle Fobie e degli Eventi Emozionali Significanti e ciascuno scopre che cosa lo ha segnato e fatto diverso dagli altri. Le emozioni sono un campo comune a tutti e tutti le riconoscono nella propria prospettiva ; ma quando si accetta di entrare nel Percorso successivo non c’è niente di uguale e soprattutto non si può tornare indietro e dobbiamo proseguire fino alla Ristrutturazione della LINEA TEMPORALE.

Ma il livello in assoluto PIU’ INDIVIDUALE che abbiamo, lo ritroviamo nel piano mentale, dove andremo a scoprire le Decisioni Limitanti che hanno creato in noi un mondo immaginario parallelo dove abbiamo tentato – senza riuscirci – di risolvere le problematiche incontrate nella nostra esistenza.
La DECISIONE LIMITANTE è la paura di provare emozioni che trasforma l’impulso primario dell’azione nella fuga in un mondo immaginario e parallelo. E’ vero che la mente risolve per breve tempo la situazione quando l’intervento è insostenibile, ma poi l’affermazione lapidaria che ci siamo creati si trasforma in MORALE ASSOLUTA che non permette replica e chiude il cancello delle possibilità.

LE DECISIONI LIMITANTI DI ANTONIETTA
Antonietta ha fatto un bellissimo percorso che le ha permesso di liberarsi da una persona sua amica in cui era caduta in totale dipendenza. Ovviamente questo non sarebbe accaduto se non ci fossero state condizioni precise e precedenti nella sua famiglia. Nella sua cultura familiare la donna non viene tanto appoggiata e non viene sviluppato il suo potenziale: sono i maschi che devono andare avanti e portare i soldi a casa, le donne piacciono solo se umili e domestiche.

Così figlia di ingegnere e sorella di un altro ingegnere Antonietta non ha titoli di studio altrettanto elevati per cimentarsi in un confronto, ha però la passione per il canto ed è davvero brava nell’insegnarlo. Tuttavia l’autostima personale in questa famiglia non si è potuta sviluppare.
Ecco la sfilza di decisioni limitanti che possono far comprendere la sua situazione di esiliata in casa propria:

DECISIONE LIMITANTE SESSUALE
“Mamma mia se lo sanno loro!” La parola detta è “VIOLENZA !”Antonietta comincia con una decisione limitante specificamente sessuale che non si riferisce alla sua esistenza, ma alla vita di sua nonna paterna che nella visualizzazione è stata messa incinta dal nonno paterno nella casa dei genitori di lei, nel bellissimo salotto arancione e rosso, approfittando del suo essere tranquilla e che lei si fidava di lui. E’ stata una violenza che non poteva essere divulgata. La famiglia della nonna paterna era benestante e di origini austriache e le femmine avevano tutte la passione per il pianoforte (cosa che ha ereditato Antonietta con il suo canto).
La decisione limitante si riferisce al fatto di venire scoperta dai suoi genitori che non avrebbero assolutamente apprezzato la cosa. Il bambino è nato di 7 mesi ed è rimasto figlio unico, diventando poi un bravissimo ingegnere edile. I suoi genitori si sono sposati molto tempo dopo, quando il figlio aveva ben 20 anni. Occorre mascherare sempre la violenza subita per non creare scandalo. Il senso di colpa della nonna paterna si riferisce alla differenza di status sociale tra lei ed il nonno paterno che è stato abbandonato dalla propria madre ed allevato dagli zii. Il senso di colpa di aver subito l’abbandono della propria madre, viene reiterato nell’evento della “violenza” a quella che sarà molto tempo dopo sua moglie.
Questa la condizione limitante che non permette di viversi con tranquillità la propria sessualità, per il timore che qualcuno si “approfitti” di noi.
Nel sogno successivo Antonietta rivede il suo ex-marito e sogna di riprendersi i propri effetti personali, i vestiti e i mobili che ha lasciato nella casa. L’ex-marito e con la nuova compagna ed Antonietta non può fare a meno di criticare e soprattutto si riprende il copriletto che ha l’odore del lino sardo.

Antonietta è riuscita a fare il passo che sua nonna non era riuscita a fare: abbandonare l’uomo che aveva approfittato di lei e riprendersi il suo copriletto (senza dover continuare a mascherare quello che era successo agli occhi del mondo)

DECISIONE LIMITANTE UNIVERSALE
“Sempre a me le cose più difficili!” Parola detta “Farsi accettare!”. Qui si passa addirittura alla trisavola femmina del lato materno. Le donne da quest’altro lato generazionale sono abituate a sobbarcarsi anche i compiti più gravosi nel desiderio di compiacere il maschile. Non sopportano il rifiuto e si imbarcano in situazioni molto pesanti. Questa trisavola ha poi fatto una figlia bellissima (si chiamava Narcisa) che a sua volta ha generato un’altra figlia anche lei molto affascinante. Nonostante la bellezza e quindi la possibilità di farsi servire e riverire dal maschile, queste donne hanno continuato (per quella decisione limitante) a sobbarcarsi pesi che non competevano loro. La successiva decisione limitante è proprio di nonna Narcisa.

DECISIONE LIMITANTE DI NON-IMPOSSIBILITA’
“Sono costretta a non dirglielo!” La parola detta è “PAURA”. Decisione limitante collegata alla parte materna; è della bisnonna Narcisa, madre della madre della madre di Antonietta. L’omertà del femminile dipende dalla bellezza e dall’avvenenza che attraggono verso Narcisa molti spasimanti. La bisnonna ha paura di essere scoperta dal suo partner e mal interpretata. Così il silenzio viene scelto come “male minore” nel rapporto con il proprio uomo. Questo sarà fonte nelle generazioni successive di sofferenze profonde. Si continuano ad accettare i pesi che non ci spettano per trovare un minimo recupero nella propria bellezza ed attrazione che tuttavia ci costringe a chiudere definitivamente la comunicazione con il proprio partner..

DECISIONE LIMITANTE DI RIPETIZIONI O CIRCOLI VIZIOSI
“Non la uso perché tanto è inutile !” E’ una decisione limitante che Antonietta ha preso a 16 anni. La parola detta è “Offesa!”. Lei si ricorda che suo padre la costringeva ad imparare Ragioneria, cosa che lei detestava, e lui continuamente la insultava per le sue difficoltà di comprensione.
Ovviamente è l’intelligenza ciò che Antonietta ha deciso di non usare in presenza del maschile, perché il padre non l’ha adeguatamente sostenuta nella sua giovinezza.

DECISIONE LIMITANTE SPECIALE “AVERE PRINCIPI”
“Come li ha fatti tutti quei quattrini ?” Parola detta: “Stronzo!”. La causa radice è a otto anni quando Antonietta abitava in un villaggio costruito per i dipendenti di una grossa multinazionale in cui lavorava suo padre. All’interno della comunità di lavoro del padre c’erano molte persone che facevano carriera semplicemente adulando il capo e questa era una cosa che il padre di Antonietta detestava. Questo fare scontroso del padre ha avuto pesanti ripercussioni sulla sua carriera lavorativa, anche i suoi figli sono stati inseriti in sezioni scolastiche più svantaggiate e la decisione limitante esplicitata sembra proprio essere una frase detta dal padre e ripetuta dalla bimba Antonietta in terza elementare.
Qui sta il nucleo del problema di Antonietta con il denaro. Quell’episodio ha instillato nell’inconscio di lei la certezza che i soldi si fanno grazie ad azioni poco lecite. Una persona che fa i soldi non può essere degna di fiducia e va comunque e sempre disprezzata, proprio come faceva suo padre. Un altro insegnamento che questa decisione limitante comporta è l’accettazione che se si vogliono fare i soldi bisogna escogitare qualcosa di poco pulito ai danni di qualcun altro.
E qui la decisione limitante mentale ritorna a chiudersi con quella iniziale della nonna paterna che era stata violata da suo nonno che forse avrà pensato anche lui della famiglia austriaca : “Come li avranno fatti tutti quei soldi ?” Ultima decisione limitante di Antonietta è dei suoi 10 anni.


DECISIONE LIMITANTE DI RIPETIZIONI O CIRCOLI VIZIOSI
Mi sono sentita usata!” La parola detta: “Approfittarsi!” Ecco cosa ci racconta: “Ero in V elementare e dovevo fare la Prima Comunione. Andavo alla chiesa di Don Sirio che era un prete molto burbero. Ad un certo punto la mamma mi ritirò da quell’oratorio per andarmi ad iscrivere nella chiesa più lontana di Don Emilio. Non ho mai chiesto il vero motivo di questa cosa, ma mi sono sentita usata, come se facessi parte di una intermediazione, che fossi da ponte per qualcosa. Più tardi ricordo che mia madre ripeteva sempre che Don Sirio era molto bello e che era davvero un bell’uomo. Io nella mia adolescenza ho sempre nascostamente pensato che mia madre mi avesse concepito con un altro uomo e che io non fossi la figlia di mio padre”
Anche in questa decisione limitante c’è la conferma che le femmine del lato materno di Antonietta sono sempre attratte da altri uomini rispetto ai propri partner e che anche se non consumano il tradimento, di fatto il loro pensiero viene distratto altrove e questo chiude la comunicazione con il proprio maschile. Antonietta si sente usata, quasi fosse il luogo sul quale si giocano desideri e messaggi segreti altrui. Come se il suo corpo diventasse di fatto il tramite di un amore impossibile. La bambina “sente” benissimo una frequenza poco pulita, nonostante lei si stia preparando a qualcosa di sacro come il suo ingresso nella comunità più adulta attraverso il Rito della Comunione.

Cosa dire ancora sulle decisioni limitanti ? Quando arrivano così da lontano siamo completamente in balìa della nostra mente che giudica inesorabilmente le cose ed uccide sul nascere il germoglio di qualsiasi novità. Antonietta ha fatto un duro lavoro di eliminazione di questi blocchi profondi, ha dovuto però abbracciare la propria parte “brutta” , i pensieri sporchi, le pulsioni non confessabili.

Se riuscite a vedere potete accorgervi che le problematiche di un clan si fanno sempre felicemente a sposare con quelle dell’altro. Il richiamo è sempre molto forte e le problematiche si attraggono in maniera complementare. 

Qui il maschile violentatore, nasce dall’abbandono di un femminile. 

Il maschio che non assolve il suo ruolo e rilascia il peso dei suoi compiti più pesanti sulle spalle di una donna, costringerà la femmina a trovare un recupero nel piacere della propria attrazione. E questo piacere come desiderio inconscio corrisposto, porterà la comunicazione con il proprio partner a cessare completamente e trasformare la relazione nell’omertà più assoluta

Nel tentativo di un recupero si utilizza addirittura la propria figlia per raggiungere un amore impossibile.

Maschile e Femminile che lottano tra loro finiscono per combattere contro i propri figli: Antonietta si sente offesa dal padre che non aiuta la sua intelligenza a svilupparsi, ma si sente anche usata dalla madre che si approfitta di lei per realizzare un sogno impossibile.
I bambini purtroppo sono leali ai propri genitori ed accettano ciò che non si può accettare !

Gioconda e l'imprenditore

Questa è una storia molto particolare perché Gioconda è la moglie di un imprenditore che si è fatto da solo e che ha una bella azienda che costruisce imbarcazioni. Ha due giovani figli maschi con i quali ha uno splendido rapporto, ma è sempre molto apprensiva per il suo bisogno di proteggerli da tutto e da tutti.

Nell’analisi cromologica iniziale di GIOCONDA constatiamo un bellissimo equilibrio emisferico ed una spiccata dote auditiva. La sua Time Line è molto vicina a quella della REGINA, con il tipico copricapo di protezione, la mantellina regale ed i filatteri che scendono sul davanti fino all’altezza delle ginocchia.

La sua anima è rosa confetto: un perfetto materno; la struttura di un femminile idealizzato e super-protetto dai suoi tre maschi, dai suoi tre cavalieri. Lei si sente un po’ chiusa e bloccata nel suo ruolo di Grande Madre, Regina infinitamente amata. Il primo chakra è semiaperto, come anche il quarto. Il quinto chakra è CHIUSO, segnale di un forte conflitto in atto collegato al femminile. L’aspetto del materno è in lei sempre in contraddizione con quello attrattivo.

La madre e la femmina in lei hanno difficoltà a dialogare tra loro, sebbene il secondo chakra (quello sessuale) sia tranquillamente aperto. Le necessità dell’attrazione, devono essere sempre imbrigliate, in qualche modo, dalle necessità del materno che non ha altra modalità di richiamo, se non quella di utilizzare l’elemento “morale”.

Gioconda viene a fare l’analisi della Time Line ed ecco cosa sogna quella stessa notte:

“Andavo con Alessandro e Ivano (i miei 2 figli) in un tunnel buio, su una scala mobile che sembrava anch’essa una galleria e perdevo prima Alessandro e poi anche Ivano in quel buco della scala mobile. Me li sono visti scomparire dalla mia vista ed ero molto disperata. Non ho avuto il coraggio di affacciarmi su quel vuoto nero per andarmeli a riprendere, perché sapevo che sarei morta anch’io. Allora ho deciso di andare a dirlo al loro padre. Ma mi accorgo che mio marito, il loro padre, giace con una donna molto sexy a letto: “Smetti di fare sta’ roba!” gli dico urlando. Ma la donna si struscia ancora di più a lui e non lo vuole lasciare in pace. Lo vedevo assolutamente indifferente rispetto alla tragedia che si era consumata sotto i miei occhi, dei suoi due figli sembrava non avesse interesse e mi sono svegliata madida di sudore e piena di paura.”

Gioconda sa che i suoi figli che hanno 23 e 19 anni, stanno per entrare in quel tunnel buio che è la vita adulta in cui esiste quel “buco nero e pericoloso” che è l’energia sessuale. E’ vero che per salire al piano di sopra con la scala mobile e quindi per evolvere ad uno stadio superiore è necessario entrare in quel vortice. Gioconda è angosciata, perché quell’energia vitale e sessuale rappresenta per lei la morte della relazione con quei suoi bimbi ormai cresciuti: sa che sarà lei a portarglieli via. Lei non ha neppure il coraggio di affacciarsi sopra quel “luogo pericoloso” perché anche lei potrebbe morire. A questo punto Gioconda chiede aiuto al marito perché intervenga, ma anche lui è tranquillamente occupato ed immerso in quell’energia attrattiva e sensuale e non se ne preoccupa minimamente. Gioconda mette subito a tema la sua problematica di timore della sessualità e vorrebbe che fosse il paterno ad insegnare questa "necessità vitale" ai suoi figli maschi, lei non se ne sente all'altezza.

Quando GIOCONDA torna da noi dopo un mese, il suo inconscio vuole pulire il senso di colpa che è la sua EMOZIONE D’IMPRINTING. Con questa emozione iniziale, l’inconscio ci fa comprendere quanto sia difficile per Gioconda dire di “no” davanti a qualsiasi richiesta che le viene rivolta.

LA RICONCILIAZIONE CON LA MADRE CHE ABBANDONA SUA FIGLIA.

SENSO DI COLPA La causa radice appartiene alla Bisnonna materna (madre di nonna GIOIA)
Parola detta = NASCITA
SCAMBIO = Grazia
Ecco i sogni di GIOCONDA dopo la pulizia del Senso di Colpa:

Sogno:”Ero in campagna con degli amici, ero molto felice ed allegra e giocavamo tutti a tombola. Ricordo che ogni cartella costava 6 euro. Io estraevo i numeri che erano particolarmente strani, di plastica, con delle code tagliate. Dopo 2 giocate mi alzo perché eravamo su di un bellissimo prato. Con la mano strappo dalla terra il muschio e dico a tutti: “Chi vuole questa bellissima erba ? E’ molto particolare come vedete!” Ma nessuno mi risponde. Nel sogno mi dico: “Se a loro non interessa niente, allora me la metto vicino, vicino a me!” Poi tra le persone che giocavano a tombola, c’era anche un dottore che non conoscevo. La sua figura mi attrae, perché era bello, alto con un viso simpatico … ma anche lui poi non mi rivolge parola e mi sono svegliata.”

Il sogno riguarda l’esperienza vissuta dalla Bisnonna di Gioconda dove si è generato il senso di colpa. E’ come se Gioconda sognasse al posto di sua nonna e le azioni che lei fa sono quelle compiute in un tempo antico. E’ un ritratto piacevole di convivialità e condivisione tra amici, ed il gioco della tombola riguarda l’aspetto della “fortuna” e del “rischio”, sfidare il filo delle probabilità e possibilità. Il numero sei del costo della cartella rappresenta la vita tranquilla ed anche la persona che non ama la competizione, fa più per gli altri che per se stessa e rischia spesso di essere sfruttata. La bisnonna di Gioconda estrae i numeri, le possibilità per gli altri, ma per lei – quelle stesse occasioni - hanno la coda tagliata e non ne può usufruire; forse perché appartiene ad un ceto sociale diverso. Ad un certo punto l’inconscio ci spiega cosa vuol dire “giocare a tombola in un prato”, potrebbe anche significare aver dato amore a qualcuno, senza essere stata ricambiata. La “mano di Gioconda” strappa dalla terra il muschio ed interroga i presenti riguardo al frutto di quell’amore”. Nessuno le risponde, neppure quel dottore alto e bello, che probabilmente è il padre del bambino. E così, solo per un poco, avvicina a sé il frutto di quell’amore per poi doversene liberare.

Altro sogno: “Sogno di perdere tutti i miei capelli e così decido di mettermi una parrucca.”

E’ sempre collegato al “sentire della bisnonna” che per abbandonare la bambina, nata da una relazione "proibita" ha dovuto recidere da sé tutte le proprie emozioni (perdere i capelli) e mettersi addosso una maschera di modi gentili e socialmente accettati (parrucca).  Ma la conferma dell’interpretazione del sogno ce la dà proprio Gioconda nel suo racconto:

“In questo mese sono stata insieme a mia madre a portare il fiore bianco sulla tomba della bisnonna materna, madre di nonna Gioia. Ma la tomba non si conosce. La mamma mi ha raccontato che la nonna Gioia era orfana, anzi era stata abbandonata dalla madre. Io vengo a conoscenza di questo evento solo adesso, la mamma non me ne aveva mai parlato. Non posso tornare indietro e non posso conoscere neppure il nome di quella bisnonna. Quando siamo usciti dal cimitero mi è venuta voglia di baciare ed abbracciare mia madre, solo a quel punto mi sono accorta di non averlo mai fatto. Ho ritrovato l’affetto per mia madre, che pensavo di aver ormai perso. E’ stata per me una liberazione significativa.”

LA RICONCILIAZIONE
TRA SENIOR E JUNIOR

I sogni successivi di Gioconda non riguardano l’evento radice, ma proprio il modo con cui quell’emozione negativa “lavora” nella vita di lei. E riguarda ovviamente il senso di colpa nei confronti dei propri figli. Quando nella propria storia familiare ci sono episodi di abbandono, in particolare di una madre che lascia ad altri la propria figlia, il sentimento di apprensione per la discendenza nelle mamme successive è davvero pesante.

L’inconscio di Gioconda lega a sé a doppia mandata i suoi due maschi che non possono avere che due comportamenti obbligati nei confronti delle femmine: o diventare latin lover e sciupa femmine oppure viversi il totale terrore di un rapporto sessuale. Entrambi i comportamenti sono conseguenti alla paura di profanare l’Amore Puro per il Materno.

Altro sogno di Gioconda del mese: “Sogno di avere un rapporto sessuale con mio figlio Ivano il più piccolo (20 anni). Non sono affatto imbarazzata nel sogno e lo faccio tranquillamente anche davanti a mio marito, suo padre. Per terra però mi accorgo che c’erano tanti capelli e tanta polvere. Mio marito sorridendo mi dice: “Non ti preoccupare, finisci quello che devi fare e non ti curare dei capelli e dello sporco!"

Ultimo sogno: “Sogno tre serpenti che stavano dentro una macchina. Forse la mia. Mi fanno schifo, allora li ho presi con le mani e li ho infilati dentro un sacco di juta e li ho lasciati in macchina. Dopo un po’ si sono liquefatti. E mi sono svegliata felice”

Gioconda scioglie l’Edipo per i propri figli, ed accetta – finalmente – di essere anche FEMMINA oltre che MADRE. Fare l’amore con il proprio figlio davanti al padre è la cruda ma dolcissima immagine che l’inconscio elargisce al materno che ha sciolto il suo senso di colpa e che si è riconciliato con il proprio femminile, liberando i suoi tre maschi, il marito e i due figli; dalla paura delle emozioni (i capelli per terra) e dallo schifo per la sessualità. Il serpente che è l’aspetto pericoloso dell’attrazione è stato infilato in un sacco di juta, ma lasciato dentro la macchina di Gioconda (dentro la sua sessualità), così la maschera terribile e paurosa del sesso viene sciolta e liquefatta. 

Appena sciolto l’Edipo, la latente battaglia tra i tre cavalieri che vogliono conquistare la loro DAMA viene meno e così possono riconciliarsi il figlio più piccolo ed il marito di Gioconda. Ma sentiamolo dalle parole di Gioconda:

“In questo mese è successo un altro evento fantastico, mio figlio Ivano ha deciso di andare a lavorare con suo padre nella ditta che costruisce barche. Fino ad oggi lui non ha mai voluto andare in ditta ed esaudire le aspettative del padre, anzi, quasi per dispetto, era qualche tempo che si era messo a lavorare sottoposto presso altri ed anche con umili mansioni, piuttosto che varcare i cancelli della ditta.

Il padre era molto dispiaciuto per questa sua scelta, ma non sapeva come intervenire. Come per incanto, dopo la pulizia del mio senso di colpa, Ivano ha deciso da solo di andare a lavorare con il padre. Io quasi non ci credo. “

La Cronogenetica risolve le problematiche irrisolte tra Senior e Junior e permette – soprattutto nei delicati momenti di passaggio generazionale – di sciogliere blocchi e nodi emozionali che risiedono molto indietro nella vita dei due clan di appartenenza.

Riconciliarsi con gli ANTENATI permette all’Azienda di trovare nuova linfa e continuare l’avventura della propria esistenza sul mercato.

PIA: Sottomissione ed AUDACIA

Parliamo di Pia e del suo bellissimo sogno di riconciliazione con la sua antenata. Pia ha pulito l'emozione della paura la scorsa seduta. La paura aveva la sua causa radice nella seconda generazione materna, nella Vita di nonna Caterina (madre della madre).

La parola detta è SOTTOMISSIONE

e lo scambio : AUDACIA

E' strano come possano stare insieme queste due parole che sembrerebbero assolutamente inconciliabili tra loro. Eppure nella vita di Pia questo aspetto di dualità è molto rimarcato, una immagine di calma e dolcezza anche se - ovviamente - la sua prima emozione di imprinting che l'inconscio voleva eliminare - è stata proprio la RABBIA (sempre di un'altra sua bisnonna paterna - parola: Accondiscendenza e Scambio: INTUITO). La gestione delle opposizioni è proprio il leit motiv di Pia.

Ma il motivo vero che rende le femmine della sua famiglia assolutamente altalenanti nelle proprie emozioni, passando dall'auto-annichilimento alla fierezza ed audacia più impensabili è proprio l'amore per i figli. E' un richiamo biologico assoluto che fa passare in secondo piano tutte le altre problematiche di felicità personale ed affettiva. Dai sogni che Pia ci riporta comprendiamo come dei valori così grandi ed assoluti che vigevano tra le montagne venete dello scorso secolo, possano ancora oggi bloccare il perseguimento di un del tutto legittimo diritto alla felicità.

"Avevo conosciuto un uomo. Lo vedo nel sogno e lo abbraccio da dietro. Mi trovo davanti una donna che aveva tre grossi punti neri proprio in mezzo alla fronte. Io, piano, piano con la mia pazienza, gliel'ho tolti senza lasciare traccia. Alla fine non si vedeva nulla, ho fatto un ottimo lavoro. Questo uomo che avevo abbracciato mi assiste."

E' interessante notare come quest'uomo sia un incontro reale di Pia delle ultime settimane, ma lei non ha il coraggio di guardarlo in faccia mentre lo abbraccia. La donna è proprio sua nonna Caterina a cui - con pazienza - si mette a togliere questi punti neri di tre diverse dimensioni, sulla sua fronte.

"Mi regalano un bicchiere antico. Era un bellissimo calice, era una calice antico che faceva parte di un servito di tre unici pezzi, ma me ne viene regalato uno. Poi vogliono vendermi un servizio di bicchieri rossi , ma non li compro. Pago al proprietario 50 euro per il calice. Ma il proprietario mi ritorna i soldi: "No, no, non devi pagare, ti avevo detto che questo è un regalo !"

Anche qui torna il numero tre, con una certa insistenza. La coppa ed il calice è davvero qualcosa di spirituale e di prezioso, assomiglia al Santo Graal, al Figlio di Dio. Quel calice che viene regalato a Pia è proprio il suo Unico Figlio Maschio. Dopo la pulizia della paura, comprendiamo l'origine di questa emozione.

La nonna Caterina aveva avuto ben 17 figli, con amore e dedizione, ma anche con taciuta sottomissione, eppure lei ha sempre vissuto la propria condizione con un sentimento di AUDACIA.

Proprio come un soldato obbediente ai propri superiori, ma oltremodo coraggioso ed audace nell'affrontare i propri compiti e doveri. Più che il senso di colpa,quello che sconvolge Caterina è proprio la PAURA perché tre di questi figli le erano morti. Uno a 5 anni, un altro ancora più piccolino, ed un terzo appena nato. Proprio come le differenti dimensioni dei tre punti neri, sulla fronte della donna.

Questo dolore è rimasto impresso indelebilmente nella mente di questa donna tanto da diventare qualcosa di fisico - i tre enormi "punti neri" (tra l'altro nonna Caterina è morta a 80 anni per un tumore allo stomaco, come se il pensiero della perdita di quei tre figli, non potesse essere digerita).

L'inconscio restituisce la giustiza che Pia ha compiuto verso sua nonna, operando con la Cronogenetica, quella pulizia emozionale. E la nonna accetta di essere "ripulita" dalla propria nipote, con una operazione fisica, così da togliere lo sporco che si è annidato dentro la sua pelle. La Cronogenetica nel suo dialogo con l'inconscio profondo e generazionale, compie questi piccoli miracoli chirurgici, riallineando l'Amore che pulsa profondo dentro i fiumi generazionali.

Così i tre brufoli, ripugnanti a vedersi, del primo sogno, diventano nel secondo tre bellissimi calici di cristallo di un servito antico. Fanno parte di un unico pezzo, sacro e prezioso come l'Amore che ci arriva dai nostri Avi. Caterina ha avuto 17 figli, la mamma di Pia, ne ha avuto tre, Pia soltanto uno.

E' proprio questo che vuole indicare il sogno. Solo un calice, viene regalato a Pia, anche se era destinata ad averne di più. Il servito di bicchieri rossi (ci sono ancora cose del passato da sistemare e da risolvere) le viene infatti proposto in sogno, ma lei non lo vuole acquistare, vuole però pagare per il suo unico figlio. Ma l'Amore Generazionale, proprietario del Dono della Figliolanza, ribadisce il suo dono anche un pò risentito verso Pia che insiste nel voler pagare il dono che le è stato fatto.

E' difficile per Pia accettare gratuitamente qualcosa da qualcuno, soprattutto se maschio, vuole subito sdebitarsi e togliersi dall'impaccio di sentirsi in difetto rispetto all'altrui generosità. Ma come si può chiedere di pagare un dono ??? Un dono può essere soltanto accettato con gratitudine e goduto come tale !

Nonna Caterina è molto contenta del rito effettuato, che ha sciolto oggettivamente nella struttura del clan, quella paura antica di "pagare" per i propri figli. E pensa che anche sua nipote consideri una gioia e una benedizione avere tanti figli. Ma dopo il rifiuto di Pia, nonna capisce e trova un altro modo per sdebitarsi in relazione all'odierno "sentire" di Pia. Ecco il sogno del passaggio:

"Mi ritrovo con il mio ex-fidanzato che sta con la sua nuova fidanzata in una casa e mi accorgo che ha una borsa di pomodori rossi. Lui li dà a me, ma visto che a me non servono, io li regalo a mia volta ad un'altra famiglia. Vado a casa di questa nuova famiglia. Ma dentro non trovo nessuno e lascio sul tavolo la borsa con i pomodori. "

I pomodori rossi servono per fare un bel sugo, d'amore e di passione. L'ex fidanzato dona questa busta a Pia, ma lei sembra non sapere apprezzare di nuovo il dono. C'è qualche parte di Pia che non vuole essere riconoscente a nessuno ? Che vuole fare da sé, che non ha bisogni di alcun tipo ? Che sa bastare a se stessa ? Perché si ostina a voler pagare l'amore che è gratis ? O a regalarlo altrove senza goderlo per sé ?

Semplicemente perché il suo maschile non le sa garantire un territorio ed un nido. E' questa la paura antica che esiste nel lato materno del suo clan. Le donne sono sfiduciate nei confronti dei maschi e devono credere soltanto alle proprie forze, senza contare su nessuno, sopratutto per la crescita dei propri figli.

Proprio per questo, nel sogno, Pia trasporta questa passione e questo amore (i pomodori rossi) nella casa di un'altra famiglia... una casa che sembra ancora disabitata e vuota. E' il dono di nonna Caterina che la rassicura e la benedice con la premonizione di una futura imminente relazione affettiva.

E' tutto così incredibilmente legato dentro il generazionale che
sembra quasi impossibile che sciogliere la paura dell'antenata possa farci incontrare la nostra Anima Gemella. 

ALESSIO: la Decisione Limitante Mentale

DECISIONE LIMITANTE MENTALE  DI ALESSIO

Carissima/o [nome] questa newsletter riguarda una testimonianza della seconda parte della Cronogenetica (quella dopo le emozioni) che riguarda nello specifico la pulizia di una DECISIONE LIMITANTE MENTALE.

Alessio ha appena eliminato la decisione limitante mentale UNIVERSALE che recita: "NON SONO LA CAUSA DEL TUO MALESSERE, ANCHE SE PENSI CHE NON SONO STATO IN GRADO DI SODDISFARTI !" E' una decisione la cui causa radice è accaduta a 19-20 anni e riguarda il rapporto di Alessio con sua madre, una bravissima insegnante da tutti stimata. Questa Decisione limitante si è trasformata in difficoltà di gestire l'aspetto sessuale.

Questa è la storia di Alessio che ha dei problemi sessuali collegati all'eccitazione. Ha scelto la propria compagna più grande di lui, ma con modalità ed atteggiamenti molto giovanili e quasi da fanciulla. Per eccitarsi deve prima vedere immagini di nudo femminile, altrimenti il rapporto diventa problematico. La parte visiva o voyeristica ha sempre avuto il sopravvento nella relazione.

Alessio è figlio di una maestra molto esigente che si aspettava grandi cose da lui, mentre Alessio non hai mai avuto grande interesse per la scuola e per lo studio. Anzi la sua carenza di attenzione a scuola ha prodotto non pochi problemi nella relazione con sua madre che lo voleva all'altezza della situazione.

Alessio non ha mai potuto soddisfare l'aspettativa del materno sempre molto elevata nei suoi confronti. A 19-20 è successo un evento: Alessio che portava anche degli occhiali pesanti perché gli mancavano 7 decimi da un occhio a causa di una specie di cateratta, si è deciso di fare una operazione che gli ha permesso di sistemare la sua vista. Da quel momento ha potuto togliersi gli occhiali: "Sono finalmente partito nella vita, e da quel momento mi sono sentito più forte !"

La decisione limitante viene rivolta verso la madre che utilizzava i suoi malesseri per ricattare Alessio, magari con la buona intenzione di spronarlo nello studio. Grazie al "recupero della vista" e quindi alla possibilità di togliersi la goffaggine degli occhiali, Alessio guadagna la sua indipendenza, ma paga quella DECISIONE LIMITANTE (anche "giusta" se vogliamo) con una seria problematica sessuale. Da quel momento si dovrà sempre difendere dall'esigenza femminile di essere soddisfatta anche nell'atto sessuale e di prendere le distanze dal  malessere della sua compagna, di qualsiasi genere si tratti.

Il malessere emozionale o fisico della donna viene sempre letto da Alessio come una minaccia, come una richiesta infinita che lui non sarà mai in grado di soddisfare. Ha già deciso prima, con questa decisione limitante che in causa radice aveva avuto la funzione di liberarlo e staccarlo da sua madre, che lui fallirà il suo compito di essere colui che soddisfa il desiderio della femmina.

Questo è un esempio molto significativo dello spostamento semantico di una DECISIONE LIMITANTE che viene attivata per "risolvere un problema" , ma siccome non ha utilizzato l'energia dell'EMOZIONE, ma soltanto quella della MENTE, il risultato nel tempo si trasforma in un ulteriore BLOCCO di AZIONE.

Ecco cosa dice Alessio: "Dopo la pulizia della decisione limitante mentale, mi sono sentito molto più libero e meno dipendente da questa cosa"

SOGNI: "Sono di fronte alla casa di una pizzeria, voglio pagare, il pizzaiolo inizia a farmi il conto poi lo passa a sua figlia, che prima fa un conto ad un altro cliente e riscuote e poi passa a me, sbaglia il calcolo "E' troppo alto!" io protesto, lei lo riconteggia più volte senza successo. Capisco che non ce la fa, così lo passa a suo padre che infine mi fa il conto giusto."

Che dire di questo bellissimo sogno ? La figlia del pizzaiolo (la femmina) normalmente con altri clienti riesce a fare il conto giusto, ma non con Alessio. Con lui il calcolo è sempre troppo elevato, o almeno la richiesta del femminile è per Alessio sempre al di là del consentito e del lecito. Deve sempre appoggiarsi al potere del maschile inteso come PATRIARCALE per riuscire a far tornare i conti.

Altro sogno: "Vedo in casa mia cugina Patrizia che stranamente si muove male. Le chiedo di suo padre e mi dice che è fuori in macchina, vado fuori a salutarlo. E' in macchina con la zia e ci salutiamo con affetto, lui è giù di morale, è il fratello di mio padre, ed ha realmente molti problemi di salute. Lo vedo al posto di guida anche se non può guidare per problemi al cuore. Scende si ferma a parlare con degli hippy che erano fuori, poi si allontana verso una strada di case ed alberi, io resto con la zia e le chiedo se lui sa di avere un tumore, la zia mi dice di si e che è stato meglio per lei dirglielo"

Il femminile si muove male, ma è il maschile ad avere i problemi di salute. Anche se lo fanno sedere al posto di guida, il maschile ha sempre problemi di cuore e non può guidare. L'inconscio di Alessio si identifica con lo zio che non ha il potere maschile adeguato per guidare la relazione con il femminile. Con una madre/compagna castrante come la sua, Alessio ha imparato subito che non gli è permesso gestire la relazione perché non è in grado di soddisfare sessualmente la sua donna. E come lo zio, Alessio scende dalla macchina (dalla sua sessualità) e si incammina a piedi dopo aver parlato con degli hippies (fate l'amore e non la guerra ha qui il significato della rinuncia al proprio maschile, alla propria aggressività). L'esito di questa rinuncia è il conflitto con la propria partner che può soltanto portare al tumore.

Altro sogno: "Nel sogno mi arriva la notizia che la mia compagna o mia madre sta male. Corro da lei faccio, ma faccio una manovra brusca in macchina e la polizia mi ferma e mi chiede i documenti. Sono proprio sotto casa, ma loro non sentono ragioni e mi trattengono. Solo dopo capiscono la gravità. Il sogno salta ad un'altra immagine: vedo una vetrinetta (è forse quella di mia madre ?) che rischia di cascare e chiedo alla mia compagna (o ad una donna che è lì) "Non mi lasciare, aiutami altrimenti casca tutto!" Nel sogno avverto la ricerca di un nuovo equilibrio.

La confusione tra compagna e madre nel sogno è la conferma di come la causa radice riguardi il materno, ma poi si sia estesa anche alla relazione con la partner. Alessio non riesce proprio ad avere misericordia per il femminile, la sua modalità sessuale è a volte brutale ed aggressiva e deve lui stesso autopunirsi con l'arrivo della polizia. E' l'antica violenza rivolta contro la madre che lo voleva intelligente e bravo. Ora sa che deve salvare quella vetrinetta sacra (il rapporto con sua madre) ma che ancora non può che chiedere aiuto che alla sua compagna !!! Anche da questo sogno si evince come il rapporto sessuale con la propria compagna continua ancora oggi a puntellare l'immagine di sua madre.


Altro sogno :"Arrivo in macchina in un posto in campagna che non conosco, arrivo a piedi per un sentiero dove sono rocce scure e vi cammino con molta abilità, costeggio un fiume poi salgo ed arrivo su un grande masso, vedo una spiaggia con un bel lago. Sto ascoltando l'IPOD : "Fa male!" dice una voce. "No, se lo ascolti piano!". Trovo una tavola bianca, è proprio una tavola per il surf, ci monto sopra ed arrivo in una piscina. Il vento fa spostare la tavola che recupero e riporto a riva. A questo punto del sogno arrivano un gruppo di donne vestite di nero in processione. Sono davanti al lago, entrano in piccolo porto circondato da un porticato e da canne, e sempre in processione arrivano ad una specie di altare, sul quale c’è una Madonna che viene adorata. Mi avvicino incuriosito, sono tante le persone che arrivano per questo pellegrinaggio. Scendo una scala stretta c’è anche un presepe, entro in questo spazio sacro dove c’è la Madonna. Sulle pareti ci sono delle scritture che non sono state ancora tradotte, sembra una scrittura all’incontrario, sul muro d’ingresso c’è un drago orientale. Dalla porta dove c’è la Madonna escono vassoi con panini e cibo per i pellegrini. E' tardi e voglio andare via, ma la tavola bianca è sparita. Chiedo ad una donna che pulisce i bagni se ha visto la mia tavola da surf, lei dice che l’ha data a uno o tre ragazzi che capisco essere dei ladri. Le chiedo "Perché, gliel'hai data, come faccio adesso a tornare indietro ?" Lei è sprovveduta e non sa cosa rispondere.

Questo sogno è magnifico, quasi da manuale. C'è ancora la violenza repressa nella sessualità (l'IPOD il cui suono elevato fa male !) che poi si trasforma nella decisione di utilizzare questa bellissima tavola bianca da surf. E' il modo un pò onanistico e solitario per Alessio di sfogare la pulsione sessuale. Sulla tavola da surf non si può andare in due, ma almeno è tranquillo di non rivolgere contro nessuno la sua violenza repressa ! Poi c'è il rito di riconciliazione con il materno, finalmente la Madre non più intesa come Colei che non è mai placata e soddisfatta, ma la Madonna che viene pregata ed adorata e che procura il cibo ed i panini per i pellegrini. Finalmente un materno che soddisfa il bisogno. Dopo la riconciliazione tra il Materno ed il Dragone orientale: simbolo per eccellenza della battaglia eterna tra il Femminile e la Pulsione Sessuale, spuntano anche delle scritte all'incontrario, occorre leggerle come in un specchio per comprenderne il significato. Alessio sa che deve interpretare in un modo nuovo la sua relazione con il femminile. Alla fine anche il bisogno di Alessio di tornare a soddisfare le proprie pulsioni sessuali in maniera solitaria (leggi masturbazione) viene interrotto perché la tavola da surf è stata rubata da dei ragazzi. Ovviamente la soddisfazione sessuale dovrà assumere contorni più adulti per Alessio, anche se questo comporta un pò di rimpianto per il passato. La femmina che da Madonna è tornata ad essere la domestica che pulisce i bagni, non sa cosa rispondere alla pervicacia con cui Alessio vuole ritornare alle vecchie dinamiche.

Alessio ha comunque messo a fuoco il problema in quel mese ed ha parlato con la sua compagna: "Ci siamo incontrati con la mia compagna ed io ho tirato fuori questo discorso delle sue aspettative di soddisfacimento sessuale che ultimamente non vengono attese da me. Ci siamo chiariti però non mi sono sentito né aggredito né in colpa. La notte faccio questo sogno:

"Entro in una scuola ed incontro la mia insegnante d’inglese (ai tempi della scuola ero innamorato di lei) e le chiedo dove devo andare, io e la mia donna eravamo gli insegnanti di sostegno di un ragazzo autistico con i suoi modi simpatici. Il ragazzo mi dice: "Spostati!". La mia compagna ha il compito di fargli un bel massaggio, mentre io gli insegno a mettere a posto gli oggetti sugli scaffali, finisce l’ora ed io termino il lavoro che lui non aveva finito."

Anche qui l'inconscio di Alessio tratteggia la sua dinamica di desiderio sessuale ancora collegata ad una struttura adolescenziale, quando ci si innamora della propria insegnante. Alessio rappresenta se stesso come un ragazzotto autistico dai modi simpatici, ma anche tanto svogliato e pigro. La parte autistica di Alessio riesce sempre ad ottenere dalla femmina il tanto agognato massaggino, mentre si rifiuta di riordinare le cose sugli scaffali. C'è anche qui una pervicace volontà a rimanere nella vecchia condizione, perché il guadagno secondario è troppo importante per Alessio: tanto troverà qualcuno che metterà a posto le cose al posto suo.

La ribellione profonda che c'è in Alessio è quella rivolta contro sua madre che chiedeva dei risultati all'interno di un determinato tempo. E' la richiesta di fare le cose dentro un tempo delimitato che manda "di fuori" Alessio. In questo sogno c'è un ulteriore scatto evolutivo. L'inconscio di Alessio lo rassicura sul fatto che non c'è più il principio voyeristico che permette l'eccitazione, anzi torna importante per Alessio il contatto fisico, il massaggio e la cinestesia nella relazione. Lo scatto di orgoglio di Alessio a 20 anni, che gli ha permesso di togliersi gli occhiali e allontanare sua madre, lo aveva costretto anche a vivere il piacere solo con il lato visivo. Ora finalmente Alessio si riappropria del corpo e della pelle e comprende che la distanza dal suo sentire era in verità la rabbia di ricevere un comando da eseguire in un tempo determinato a priori.

"Arrivo ad un certo punto che devo fare delle cose in quel tempo preciso e non posso più rimandare !" dice Alessio "fino a che le cose sono rimandabili, io sono disponibile a prendere sulle mie spalle tutto quello che volete, se invece insieme alle cose da fare mi date un tempo preciso, io mi ribello!" "Quello che mi viene in mente è mia madre che mi faceva fare i compiti e mi faceva il confronto con mio fratello, che era più veloce e più bravo. "

Così Alessio si è regalato un'infanzia "autistica" per contrastare il materno: "Non sono causa del tuo malessere, anche se pensi che non sono in grado di soddisfarti!"

"Spostati!" chiede il bambino autistico del sogno. Rimanda a quando sei più adulto la realizzazione della cosa che ti viene chiesta ! Lo farai domani Alessio !

La seconda decisione limitante che Alessio dovrà pulire è la seguente. DECISIONE LIMITANTE DI IMPOSSIBILITA': "In questo tempo preciso, alla fine devo farlo, sì !"

Il lavoro della CRONOGENETICA AVANZATA  consiste nel mediare tra il diritto della MENTE ad essere riconosciuta come la portatrice di una "soluzione immediata" che permette di non affrontare l'ostacolo e il diritto dell’EMOZIONE ad affrontare l'ostacolo attraverso un'AZIONE.

ELVIRA: Tristezza ed ansia

 
TRISTEZZA ED ANSIA DI ELVIRA


Elvira sta facendo la Cronogenetica insieme a sua figlia Roberta che ha partorito da poco un bellissimo bimbo. Il senso di colpa deriva dal lato materno e l'amarezza dal clan paterno. La tristezza appartiene ad un'evento della vita di Elvira e l'ansia ha la causa radice al momento della nascita e riguarda pertanto sua madre.

Elvira è una donna d'impatto che dice subito quello che pensa e che vuole, la sua linea temporale è quella del Guerriero; si aspetta sempre un attacco frontale ed è pronta a rispondere a qualsiasi sollecitazione. La sua intenzione profonda è quella di proteggere sua figlia nel momento delicato della nascita del primo figlio, il suo primo nipotino. Ma perché proteggerla dalla nonna ?

LA TRISTEZZA ha la causa radice a 9-10 anni per un episodio di una lite avvenuta in casa tra la propria mamma e la nonna materna. Dice Elvira: "dovevo andare a dormire dalla nonna, ma la mamma non voleva assolutamente che ci andassi e da quel momento si è un pò spezzato il rapporto con quella nonna, ma io ci sono rimasta tanto male!" La virtù dello scambio è "INTRAPRENDENZA" .

Elvira ha continuato la problematica generazionale di sua madre che era in lite costante con la nonna ed anche lei ha litigato ferocemente nella sua esistenza con il materno. La tristezza è ancora collegata al bisogno del materno di interrompere la comunicazione della propria figlia con la propria madre, nel disperato tentativo di "educarla meglio!" oppure di "proteggere la figlia dalla nonna !!!"

E' davvero assurdo per l'inconscio pensare che dobbiamo proteggere i nostri figli dai loro nonni !!! In verità il rapporto dei nonni con i propri nipoti è sempre privilegiato e fa emergere quelle affinità elettive che confermano il nipote nell'appartenenza al clan. Questa sintonia può ingelosire i genitori che non hanno ricevuto da piccoli così tante attenzioni.

Ecco i sogni di Elvira:
"Avevo i capelli tutti intrecciati e non riuscivo a districarli, li ho appuntati con due rametti di miseria a mò di spillone, mi sono ritrovata ad andare in bicicletta c’era l’alluvione e non volevo bagnarmi i piedi, la bicicletta aveva le ruote rugginose faceva rumore e pensavo di lasciarla al primo cassonetto. Davanti a me c’era una strada larga dove c’era tanta acqua pulita che passava sopra le griglie dei tombini; non sembrava alta ma c’era un uomo in mezzo alla strada che camminava e l’acqua gli arrivava al petto. Sembrava divertirsi e parlava con qualcuno che io non vedevo e gli diceva “guarda com’è alta l’acqua”. Con la bicicletta passavo dall’altro lato della strada dove non c’era acqua ma avevo paura che aumentasse all’improvviso. Poi partivo in auto per andare in un posto non ben decifrato, ma trovavo un blocco di persone che scioperavano. Mi bloccano e mi rubano il motorino, era vecchio e ce n’erano altri più nuovi ma qualcuno mi dice che un tizio aveva dovuto prendere in prestito il mio e non sapevano né chi era né quando sarebbe tornato. Poi ho risognato i capelli, stavo facendo il colore e vedevo che colava."

Altro sogno: "Avevo parcheggiato l'auto in piazza, pioveva e non la trovo più, mi dicono che è stata portata via dai vigili perché c’è la pulizia delle strade, ma ho visto altre macchine ferme e non capisco perché proprio la mia , cerco di contattare il carrattrezzi, ma mi dicono che devo pagare per riavere la macchina, nel frattempo cerco di tornare a casa anche senza macchina."

Altro sogno: "Ho sognato di essere in un paese sconosciuto ed era buio e freddo, c’era anche la neve, penso quanto era brutto e tetro questo posto. Poi mi ritrovo in un posto con tanti fiori ma non ricordo di averli comprati; c’era una donna che stava maneggiando delle orchidee viola, arriva una donna vecchia con i capelli tinti di nero, penso a quanto è brutta perché sembra una strega. Questa vecchiaccia mi chiede: "perché compri questi fiori?". Siccome Roberta era all’ospedale (per partorire il bambino) ed a lei piacciono tanto le orchidee, l’ho guardata male come a dirle "ma a te cosa te ne frega?". L’ho guardata così male che mi sono svegliata.


Ancora un altro sogno: "Ho sognato ancora di parcheggiare la mia auto davanti alla scuola, ma quando sono tornata a prenderla non la trovavo più. Mi sono affacciata alla finestra ed ho provato con l’apriporta, anche perché la mia macchina è gialla ed in mezzo ad una strada si vede anche da lontano. Niente da fare; gira e rigira l’ho trovata, ma scopro che non c'è più la borsa. Mi incammino a piedi alla mostra che mi interessa, poi scopro che l'argomento della manifestazione interessava mio marito e non me. Il fatto di perdere questa borsa mi fa arrabbiare con mio marito, l'ho brontolato ed ho detto "Dentro la borsa c’erano 50 euro". Poi cercando ancora e frugando sotto il seggiolino ho ritrovato borsa e soldi, ma a lui non ho detto niente. "


Dopo la nascita del nipotino "ho sognato che mi pettinavo nuovamente e cambiavo pettinatura, me la facevo con la riga nel mezzo."

I sogni ci illuminano sulla problematica nascosta dietro la tristezza che divide le generazioni femminili del suo lato materno. La divisione tra la donna e la propria madre avviene sempre in presenza della figlia nel tentativo di proteggerla. La vera ragione inconscia di questo comportamento non è la gelosia nei confronti di un rapporto privilegiato nonna-nipote, ma il tentativo di proteggere la figlia da un'errata modalità di gestione dell'energia sessuale da parte della nonna. Come se tenendo a distanza la nonna, potessero essere evitati gli atteggiamenti inconsci presenti nella scala generazionale ! Ovviamente questo non accade. Anzi, ciò che si vuole impedire con la disconoscenza e l'omertà, si ripete sempre !

Ma veniamo ai sogni:
Ad Elvira rubano spesso motorini e auto. Certo non si tratta di distrazione, ma di una semplice abitudine a farsi "prendere da altri" la propria "energia sessuale". Nei sogni che l'inconscio racconta, i mezzi di locomozione sono spesso rappresentazioni della modalità con cui ciascuno interpreta la propria pulsione vitale sull'onda della quale esterniamo la nostra espressività.

Nel primo sogno, quello dell'alluvione, Elvira sogna tanta acqua, ma siamo alla fine della Cronogenetica, e finalmente l'acqua è pulita, l'inconscio è stato liberato dagli engrammi pesanti e non risolti del passato. C'è anche l'aspetto maschile di Elvira che, nel sogno, nonostante l'acqua gli arrivi al petto, sembra scherzare e ridere divertito. Questi sogni sono collegati alla tristezza. Elvira sa che quando utilizza questa sua energia vitale primaria, in un modo o nell'altro, gliela vogliono "portare via". I motivi per giustificare questo "furto" sono svariati: perché c'è una manifestazione di scioperanti, perché c'è la pulizia delle strade, perché la vogliono trascinare ad una mostra che a lei non interessa. Ogni scusa è buona. Nonostante lei cerchi di nascondere la sua energia dietro il numero degli anni, perché ormai la bicicletta è rugginosa, oppure perché il motorino è vecchio, ugualmente questa continua ad essere utilizzata e prescelta tra molte altre persone (nonostante ci siano tante altre macchine intorno, nonostante i motorini degli altri siano più nuovi, dice il sogno). Anche suo marito "deve rubargliela" in qualche modo.

I sogni di Elvira ci mostrano come, mentre all'inizio non è possibile sapere chi ha rubato il motorino, via via che passano i giorni, lei diventa consapevole dove e da chi viene "rubata" la sua energia sessuale (a scuola, nel parcheggio, dal carrattrezzi, dietro riscatto della multa). In qualche modo sta diventando consapevole che se permette questo furto, poi deve mettere in conto di tornare a casa a piedi... E' la pulizia della tristezza a far emergere questa problematica. Elvira è sempre disponibile a dare agli altri la propria energia, ma quando poi la richiede indietro, gli altri la mettono sempre sotto ricatto e vogliono un ulteriore indennizzo, come se l'energia data sia non un prestito, bensì qualcosa di dovuto.

Elvira si arrabbia e brontola solo il marito, solo a lui riesce a dimostrare le sue lagnanze, solo con lui riesce a risparmiare le proprie energie (ho ritrovato le 50 euro ma a lui non gliel'ho detto) .

Elvira vuole anche cercare a tutti i costi di proteggere la figlia Roberta che sta per partorire. Questo dice il bellissimo sogno delle orchidee dove Elvira ritorna in combutta con la propria madre che ha le sembianze della vecchia strega ed alla quale non vuole far sapere niente di questo lieto evento. Ritorna nel sogno la lite dei 9 anni tra la madre e la nonna!

Alla fine - dopo la nascita del bambino - Elvira cambia in sogno la sua pettinatura; si fa la riga nel mezzo. Questo vuol dire che torna ad essere capace di avere una discendenza di nuovo maschile (dal lato materno c'erano sempre e solo figlie femmine !!!), ambedue i lati sono di nuovo accessibili.

I capelli rappresentano le nostre emozioni, le donne non si tagliavano mai i capelli perché significava recidere i propri sentimenti e le proprie emozioni.

Nel sogno cambiare pettinatura indica il ritornare proprietari delle proprie emozioni e non dover più subire il ricatto generazionale. Elvira, grazie alla nascita di un nipote maschio, può spezzare la catena di incomprensioni che tra madre e figlia si ripetono da più generazione nel suo alveo materno. Finalmente è lei che decide come pettinarsi, come farsi il colore. La riga nel mezzo individua anche e finalmente la distinzione tra emozione e pulsione sessuale.

ANSIA = causa radice durante la nascita ! Frase detta: PAURA. Dunque la paura della mamma di Elvira mentre la metteva al mondo, è diventata ANSIA. E' solo dopo la nascita del suo primo nipotino maschio che Elvira riesce a pulire l'Ansia della madre.

Ora si scioglie quello che il sogno aveva rivelato all'inizio: Elvira aveva tutti i capelli intrecciati e poteva tenerli appuntati solo con due rametti di "miseria", segno che le emozioni sono tutte confuse e vengono costantemente trascurate (come la pianta della miseria che non necessita di particolari cure o attenzioni). Non ascoltando le proprie emozioni si è facile preda del desiderio degli altri. Non avendo coscienza di ciò che vuole realmente, Elvira si perde dietro ai bisogni ed alle necessità di chi incontra. Tutti le rubano la sua energia sessuale, perché trascurando i propri sentimenti, la pulsione vitale interna aumenta e viene utilizzata da tutti quelli che incontra.

Ora finalmente il miracolo: con il cambio di pettinatura i capelli ritornano lisci e non c'è più bisogno di spilloni e la riga nel mezzo testimonia la ritrovata distinzione tra ascolto attento delle proprie emozioni e la percezione della propria capacità attrattiva. L'ansia nella vita di Elvira si giocava sempre su questo doppio rapporto fra aspetto emozionale e aspetto sensuale che sono rimasti confusi per troppo tempo. La Cronogenetica ha risolto questa contraddizione andando a riscoprire la causa radice (giorno della nascita di Elvira) nell'ansia della madre che si scioglie con la nascita del nipotino di Elvira.

Il lavoro della CRONOGENETICA consiste nel mediare tra il diritto degli ANTENATI ad essere riconosciuti ed esauditi nei loro desideri e il diritto dell’INDIVIDUO a raggiungere la propria felicità esprimendo e mettendo al servizio degli altri i propri personali talenti.

 

Se vi piacciono queste testimonianze potete proporre anche ai vostri amici di iscriversi a questa Newsletter. Inviate loro il seguente link nel quale possono iscriversi  

http://newsletter.trenet.it/newsletter/show_subscribe/3/it

 

Non dimenticatevi di invitare i Vostri amici e soprattutto i vostri parenti più stretti, sorelle, fratelli, cugini a prendere un appuntamento gratuito per vedere la loro TIME LINE e sciogliere così qualche "nodo" genealogico rimasto sull'albero. Telefonate e fissate !



[<< Prev] 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 [Next >>]

Metodologia:
Gli operatori che effettuano la Cronogenetica devono essere sempre in due, maschio e femmina, rappresentando non solo i due principi di polarità, ma soprattutto prendendo le veci dei due rispettivi clan di origine dell’assistito, paterno e materno. Molto spesso infatti la causa radice dell'Evento Emozionale risiede in un episodio della vita di un nostro antenato.

Chi è abilitato alla Cronogenetica:
Gli unici operatori a livello mondiale sono il dott. Mario Grilli insieme a Domenica Nieddu.


Cronogenetica è proprietà di New R.E.A.L. di Mario Grilli (P.Iva 01909810978) e di Crisalide di Domenica Nieddu (P.Iva 01992460970)