Casi

In questa sezione del Sito vengono inserite alcune casistiche osservate nel percorso Cronogenetico. I nomi delle persone sono di fantasia e non corrispondono ai veri nomi degli assistiti, questo per motivi di privacy. Tuttavia è illuminante osservare l'emozione pulita e leggere il cambiamento attivato, sia nelle esperienze dirette raccontate dalla persona, sia nel più esplicito corrispettivo onirico.

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L'omertà e la colpa spesso abitano nel nostro albero generazionale

Ci sono esperienze particolari nel “generazionale” che vengono ripetute semplicemente perché l’omertà e la paura sono più grandi del desiderio di affrontare e guardare in faccia l’evento che ha generato il problema.

Carla è la quarta figlia, nella sua famiglia di origine, ed è madre di Alfonso. Secondo la sequenza generazionale è collegata alla bisnonna materna che si chiama Serena (madre della madre della madre).

Carla è molto apprensiva nei confronti di suo figlio Alfonso, che oggi ha 11 anni. Fin da quando il bambino aveva pochi mesi Carla ha sempre un'eccessiva paura che si possa strozzare con il cibo.

Ecco cosa ci dice: “Ho sempre avuto timore che Alfonso potesse avere degli spasmi, che potesse rimanere strozzato dal cibo e stavo costantemente con una mano sopra di lui quando mangiava. Ho sempre avuto angoscia di questo nei confronti del bambino”.
“E pensare che prima della sua nascita non avevo mai avuto queste paturnie. Anzi ho fatto sempre di tutto e di più, andavo in motorino fino all’VIII mese di gravidanza senza preoccuparmi di nulla e sono anche stata in Sudamerica durante quel periodo. Appena nato il bambino si sono attivate in me queste paure.”

Quando con la CRONOGENETICA andiamo a pulire il suo senso di colpa, scopriamo che la causa radice è proprio nella vita di sua nonna Serena. Carla chiede a sua madre qualche delucidazione sulla vita di questa nonna e così viene a sapere che la bisnonna Serena era proprietaria di un negozio. A causa di questo suo lavoro i suoi bambini non venivano seguiti come lei avrebbe voluto, perché il lavoro del negozio l’assorbiva molto.

A questa nonna era morta la primogenita per incuria, la piccola bambina si era strozzata con la polenta e non erano riusciti a salvarla. Questo evento imprime l’emozione del senso di colpa in tutte le femmine delle generazioni successive, fino a Carla. E con il senso di colpa, anche l’angoscia che i propri bambini possano morire strozzati dal cibo.

Lo scambio dell’emozione negativa avviene in Carla con la virtù della COMMOZIONE, come se la bisnonna si fosse sentita così in colpa da non aver avuto neanche lacrime per piangere la sua bambina e questo trattenimento emozionale fosse stato lasciato in eredità alle donne delle successive generazioni.

Carla scopre così la causa radice del suo timore e senso di colpa nei confronti di suo figlio Alfonso e addirittura sua madre la mette a conoscenza che anche un altro cugino ha perso il proprio figlio nello stesso identico modo come la bisnonna Serena.

Il mese dopo la pulizia del senso di colpa, Carla è molto scossa e ci racconta quello che è avvenuto.

“Sono successe cose pesanti, sono rimasta scioccata nella sfera affettiva. Alfonso ha iniziato a contestarmi in maniera quasi violenta. Ha espresso nei miei confronti tutta la sua rabbia. Mi diceva di avere malesseri fisici e che non voleva andare a scuola. Io gli ho chiesto se aveva qualche problema a scuola e lui mi ha risposto: “Il mio problema non te lo posso dire, perché di te non mi fido!” Gli ho risposto “Guarda che ti porto dallo psicologo!” Al che lui mi ha risposto: “Il problema è che io ti odio ! Il mio problema sei tu ! Da 10 anni!” ha preso la mazza da baseball e me la voleva dare addosso…. Mi è cascato il mondo in quel momento anche se ho permesso alla sua rabbia di sfogarsi… E dopo ho pianto, ho pianto tanto, come non mi era mai successo in tutta la mia vita!. Non era mai successo che lui reagisse così ..... ed ha solo 11 anni.”

A Carla abbiamo fatto comprendere come – per quanto pesante ed inconsulta la reazione di Alfonso – la pulizia emozionale del senso di colpa della bisnonna, avesse sciolto e liberato la reazione del bambino, prigioniero di una antica coazione a ripetere di angoscia ed inutile protezione di un materno che si era trovato in colpa.

Finalmente il pianto di Carla la rende più fragile e umana e permette anche alla bisnonna Serena di piangere quelle lacrime che non erano riuscite ad uscire, quando la sua primogenita era morta. Sciolta la problematica generazionale anche la relazione tra madre e figlio si è profondamente modificata e, piano piano si è potuta ricostruire una nuova reciproca fiducia.

La rabbia come bisogno di superare il LIMITE
 

EMOZIONE NEGATIVA = RABBIA    320°/360°
Prima della nascita. Terza generazione materna. Bisnonna GIUSEPPA, madre di Vasco padre della madre.
PAROLA = GRUPPO - FILO
SCAMBIO = GAGLIARDIA    300°/360°

 
DOPO LA RABBIA

Primo Sogno: Ho una linea sequenziale. Ci sono tanti vasi comunicanti. Sono in un gruppo ed eravamo lì perché c’era qualcosa che dobbiamo portare avanti. Io esco un attimo, perché dovevo fare la pipì. Mi fanno passare sul retro, “guarda gira lì!”   C’erano tante stanze consequenziali come se fossero una serie di vasi comunicanti… Eravamo lì perché c’era qualcosa da fare, da riprenderci qualcosa che ci apparteneva. Passiamo da una stanza all'a’tra. Chiedo alla conduttrice “Dove posso andare ?” Lei mi dice “accomodati lì dietro !” e mi indica un posto dietro alle stanze. C’è un grande e lungo corridoio pulito, e guardo nell’ultima stanza. “guarda laggiù !” mi dice la conduttrice. Io le obbedisco ed entro nell’ultima stanza; ci sono come dei fili rossi, come quando ci sono dei lavori in corso per non permettere di oltrepassare il punto. Questi fili rossi stavano a dire che lì oltre non c’era da andare; avevo già visto tutto quello che c’era da vedere. Io con mia sorpresa non ho sentito nulla che mi ricordasse il “divieto”; anche perché nella mia vita il divieto lo sempre vissuto con difficoltà – ma lì non c’era niente che obbligasse; indicava semplicemente che non bisognava andare oltre, bisognava accettare quello che si era raggiunto, perché avevamo visto tutto.

COMMENTO : Un sogno bellissimo collegato al concetto del divieto e del limite. La rabbia è forse spesso collegata al bisogno di superare continuamente i propri limiti, in un sforzo da Sisifo in cui spesso crolliamo. In realtà quei fili rossi indicano non una insufficienza od una mancanza, ma un semplice limite ! Non si può andare oltre ! Occorre accettare il limite per sapere DOVE CI TROVIAMO ! Il limite non è una mutilazione, ma un semplice confine, è l’orizzonte che ci dà la nostra posizione sotto il cielo. Non siamo TODOPODEROSI, abbiamo un limite ed è ciò che ci rende umani.

Secondo sogno:
Ci sono varie figure di donne, si passa da una all’altra – ci sono dei passaggi regolari di donna. Io prendo la macchina per tornare a casa, sono contenta e la strada è scorrevole. Davanti a me c’è una macchina che d’improvviso sterza verso sinistra in una strada secondaria. Io invece proseguo. Ad un certo punto la macchina dietro di mi suona il clacson ed io dico “ma cosa vorra?” M’accorgo solo allora che la strada davanti a me finisce con una frana. Quelli dietro mi dicono: “il suono del clacson era un avvertimento !” Ora resto incastrata, per uscire devo lasciare la macchina lì, nel cantiere di lavoro dove sono molti operai, e prendere una galleria che stanno scavando proprio lì a fianco. Devo entrare lì dentro, ci sono tanti scavi, e seguo quel percorso per ritornare nella strada che avevo abbandonato. Ho sbagliato a non accorgermi della deviazione ed ora devo fare tutto questo percorso. Nel seguire questo percorso sono abbastanza tranquilla, la galleria era tutta buia, ma non mi sentivo preoccupata. Sapevo che sarei riuscita ad uscire nuovamente. Davanti a me nella galleria c’è anche un uomo che cammina, probabilmente ha fatto lo stesso mio errore. Intanto gli operai hanno finito il turno di lavoro e comunque mi dicono: “Te sai che hai sbagliato, ma comunque prosegui pure fino in fondo a questa galleria !” Vedo ora l’uomo, e davanti all’uomo anche un ragazzo. La mia immagine finale è che prima entra il ragazzo, poi l’uomo ed infine io… Mi sembra come di tornare dentro l’utero.

COMMENTO: Non ascoltare le intuizioni che svoltano a sinistra, significa aspettare sempre che la parte razionale ci scriva un CARTELLO con l'indicazione del pericolo; ma non è sempre possibile. Incapaci di leggere i segni che la vita ci manda è normale ritrovarci sul ciglio di una frana.... Allora bisogna lasciare lì la nostra macchina, la nostra capacità attrattiva, la nostra sicurezza e mettersi a ritrovare il cammino fin dentro la buia galleria. Nel buio dell'utero possono rifare pace le forze che sembrano distanti: l'amore per il figlio, l'amore per il maschio adulto.
ALESSIO: PAURA dietro e ANSIA davanti = Blocco Totale !

TIME LINE
Sollevatore di Pesi: Per riuscire a raggiungere un qualsiasi obiettivo devo pagare un prezzo molto elevato. Non esiste la parola gratis nella mia vita. Spada di damocle: Il passato è percepito come un pericolo che sovrasta la mia testa. Come fare a fuggirlo ?


Prima emozione Paura 720/360
prima della nascita 2° generazione paterna PP Roberto
Parola: cattiveria
Scambio: giustizia 275/360


Sogno: Vivevo un'ansia da prestazione nel sogno e continuamente mi svegliavo nella notte. Il compito che dovevo assolvere era proprio quello che dovevo fare un sogno che avrei dovuto scrivere.
Così decido di fare un sogno nel sogno.
Scrivo, cado a terra esco dal corpo. Faccio un giro intorno a casa. Vedo gli altri e poi torno nel corpo. Dormo nella mia stanza da solo. Mi sveglio e sento una presenza. Solo se c’è qualcuno accanto dormo tranquillo.


Nonno Roberto: Non ha vissuto il combattimento. Durante la guerra era imbarcato su una nave, ma non è stato in battaglia. Sono andati in Africa a prendere dei prigionieri.

Il nonno ha subito delle cattiverie da giovane alle quali non si è ribellato adeguatamente e la richiesta dell'inconscio resta il bisogno di giustizia. Ciò che è ingiusto resta per nonno Roberto qualcosa di cui ha paura. E' la stessa sensazione che vive Alessio.

Seconda emozione Rabbia 640/360
Dopo la nascita, 4 anni
Parola: ora
Scambio: affettuosità e benevolenza 300/360

Evento= Ricordo che ero ammalato e mi dovevano fare le punture. Mi sono opposto con tutte le mie forze, piangevo.
Avevo un rifiuto totale, soprattutto contro mia madre! Piangevo a terra, mi rotolavo! Non è servito a niente, sono stato molto male, ma mi hanno fatto ugualmente le punture. Mi ricordo dei veri e propri attacchi d’ira.

In questo mese mi sono arrabbiato meno. Alle 6 mi sveglio ma non sogno. Ci sono delle modifiche nel mio rapporto con mio padre anche se lui cambia difficilmente.

Terza emozione Senso di colpa 700/360
Dopo la nascita, 4 anni
Parola: colpa
Scambio: ingegno 300/360

Si tratta del medesimo evento della rabbia. Per Alessio, dunque, RABBIA E SENSO DI COLPA sono due facce della stessa medaglia. E' molto interessante notare come i sogni - questa volta - sono abbastanza espliciti e riguardano la morte della mamma o la sua eliminazione.

Sogno: "Mia madre era morta ed io ero disperato e mio fratello mi tirava su. Mi dice che ha abbandonato il corpo, ma che non è morta veramente. Io piangevo e mi disperavo,  ma lui stava meglio di me."

Sogno: "Ero a scuola e stavo con un amico a parlare. Incontriamo una signora sulle scale davanti all’aula numero 24. Ci sono una serie di scalini infiniti. Io dico all’amico: “pensa che se si cade da qua ci si fa molto male”. Lui è un po’ matto, prende la signora e la butta giù dalle scale. Io fuggo all’istante, non voglio essere accusato!"

Finalmente l'inconscio di Alessio si permette di ricordare il sogno: la rabbia della causa radice dell'evento è tutta collegata a sua madre che non gli ha risparmiato le dolorose punture. L'odio di un bimbo di 4 anni è totale ed arriva anche ad "uccidere" e a "eliminare" materialmente la causa. Ovviamente rabbia e colpa sono strettamente unite. Alessio entra in contatto con le due emozioni che fino ad oggi sono state inscindibilmente mischiate. ORA FINALMENTE riuscirà a distinguerle e a viverle SEPARATAMENTE !

Quarta emozione Amarezza 660/360
Dopo la nascita 9-10 anni
Parola: arrabbiato
Scambio: incapace di fare il male 300/360

Evento: Ricordo che ero al 4° o 5° anno di elementari. Due bambini che ce l’avevano con me mi prendevano sempre in giro. Non hanno mai osato toccarmi! “Ci vediamo dopo!” ho detto ad uno dei due. Lui è venuto, ci ha provato a farmi paura, ma io l’ho preso per il collo e l'ho fatto piangere. Anch'io mi sono messo a piangere perché ero preoccupato di avergli fatto male, ma da quel momento non mi ha più infastidito.

Sogno: "Sono in una scuola, ambiente molto severo, osservo due compagni che litigano. Il secondo (più duro) uccide il primo! L’affoga in un lavandino. Scattano dei controlli, occorre strisciare per terra ed in mutande. Un tizio ride della morte del mio amico. Mi arrabbio e lo insulto e occupo il suo posto. C’è la sua probabile ragazza che tenta di ferirmi con le sue parole, ma io non rispondo."

Sogno: sogno sempre di essere in lotta ed in litigio.

Alessio risolve anche la causa radice della sua amarezza collegata alla violenza gratuita. Per questo evento Alessio resta sempre defilato nelle dispute e cerca di abbassare sempre i suoi toni nei conflitti perché c'è una parte di lui che ha reazioni forti e altrettanto violente e l'inconscio vuole ASSICURARSI di non FARE IL MALE !

Quinta emozione Tristezza 690/360
Dopo la nascita 14 anni
Parola: lei
Scambio: devozione 320/360

Evento: "Ero in Prima Superiore. Mi piaceva una ragazza e c’era uno scambio reciproco. Lei conosceva mio fratello e lui le deve aver detto qualcosa su di me e sul mio carattere. Io non volevo che lui intervenisse."

Dopo la tristezza Alessio racconta che l'intervento del fratello lo aveva bloccato nel continuare la relazione con quella ragazza perché lei gli aveva confidato: "Tuo fratello mi ha detto che non esci mai!" Alessio allora aveva tirato la seguente conclusione dentro di sé: "Lasciala perdere perché a lei non interesso se mi considera un tipo chiuso!"

Sogno: "Stavo sul luogo di lavoro e c’era un tizio un po’ losco che voleva una cosa da me! La voleva, ma non aveva alcuna intenzione di pagare! La voleva con la forza. Subito dopo mi ritrovo a casa con mio padre, mi accorgo che siamo entrambi sequestrati e legati con le mani. Non possiamo comunicare tra noi perché quel tipo losco ci controllava e ci guardava. Di nascosto dico a mio padre “cosa ci facciamo qua?”. Il nostro sequestratore mi sente e tira fuori un coltello per ammazzarci. nasce una lotta tra me, lui e mio padre. Mio padre riesce a prendergli il coltello dalle mani e l’ammazza. Dal suo petto escono dei chicchi d’uva verdi e dallo stomaco delle palline sempre verdi."

Sogno: "Parlavo con un mio caro amico di colore. Dovevamo andare a riprendere qualcuno che usciva dal carcere in Uganda, dopo aver scontato la pena di 10 anni. Ci mettiamo in viaggio per andare a riprenderlo, ma scopriamo che il giudice gli aveva dato 12 o 14 anni. E così non poteva più uscire perché gli avevano allungato la pena."

Alessio riconosce nella tristezza una sua modalità di visione. Non riesce ad esprimere le sue difficoltà ed è profondamente incapace di far emergere le sue accuse. Preferisce trasformare  la sua tristezza in DEVOZIONE.

L'inconscio con i suoi sogni, gli insegna ad essere più sincero e ad esprimere, senza togliere il rispetto ai suoi cari, le sue accuse. La prima accusa è a suo fratello che si mette in mezzo nelle sue relazioni con il femminile. La seconda accusa è a suo padre.

Alessio ci confessa: "A 14 anni io odiavo mio padre perché mi costringeva ad uscire con lui la domenica. Lui e mia madre! Mi portavano fuori con loro! Mentre mio fratello più grande riusciva a svignarsela e ad accampare scuse per andare con i suoi amici !"

Sesta emozione Ansia
Durante la nascita 1° generazione Materna. Appartiene a sua madre.
Parola: aria

L'ultima proiezione di ansia Alessio la toglie a sua Madre.

Alessio dopo il Percorso Cronogenetico di base ha acquisito maggiore autonomia e tranquillità. Meno timore e paura di vivere.

E' interessante appurare che la PAURA di Alessio è generazionale, Appartiene al clan di suo padre. Mentre l'ansia viene da sua madre. Tutte le altre emozioni sono sue !   Questo vuole dire che il padre gli blocca le spalle (la paura viene da dietro) e la madre gli blocca il futuro (perché l'ansia viene da davanti essendo una proiezione). Così Alessio appare nella vita fermo e immobile per lealtà familiare.

Una volta eliminate le due paure (la paura del passato e quella del futuro) Alessio ritrova la propria energia e la propria vera direzione !

Buon Proseguimento Alessio !

FRANCA: IL MASCHIO VINCE E LA DONNA PERDE

FRANCA:
IL MASCHIO VINCE  E LA DONNA PERDE


Emozioni collegate alla nascita di Franca: PAURA - SENSO DI COLPA e AMAREZZA

Franca ha 44 anni e non ha avuto bambini. Ha avuto un aborto e poi non è più successo niente. Suo marito è avvocato ed anche giudice supplente.

La Cronogenetica gli rivela che ben tre delle sue emozioni negative sono collegate a sua madre proprio nel momento della sua nascita

EMOZIONE = SENSO DI COLPA
CAUSA RADICE = Durante la nascita
PAROLA DETTA = “Amore!”
SCAMBIO =
PASSIONE PER IL LAVORO

Ecco i sogni:
"Eravamo ad un matrimonio. Mi trovo con un uomo - che è anche fotografo - Siamo in un bar che è anche la Cappella dove si svolgerà la cerimonia. Lui è vicino a me, poi improvvisamente si allontana e mi ignora totalmente. Io ci resto molto male. La scena successiva è che ci ritroviamo dentro una macchina d'epoca dove ridiamo felici."

Ecco quello che sembra nella visione della madre di Franca: "Il maschio mi guarda ed io esisto. D'improvviso lui s'allontana. E' un fotografo e forse viene attratto da altre immagini o visioni. Io mi sento completamente ignorata e persa." Sembra che sia la madre di Franca a rincorrere il maschile perché innamorata dello sguardo di lui e che il matrimonio che si consuma nella macchina d'epoca sia stato fortemente voluto da lei !!"

Sogno= "C'è una stanza grandissima in un castello. Ero insieme ad una amica ed osservo arrivare un uomo ed una donna. Lei è una Regina, lui invece un'Ombra. non so veramente chi è !

Loro si trovano  davanti ad un giudice per chiedere qualcosa, ma per farlo devono salire una enorme scala sfarzosa che porta fino a lui che è seduto su uno scranno in alto. L'uomo e la donna salgono, quasi corrono sulla scalinata per arrivare su in alto. Mentre salgono i gradini diventano sempre più alti e la salita sempre più difficoltosa.

L'uomo sale tranquillo, mentre la donna non ce la fa e all'ennesimo gradino resta appesa in bilico. L'uomo arriva in cima dal giudice. L'uomo vince e la donna perde."

 

 

EMOZIONE = AMAREZZA
CAUSA RADICE = Durante la nascita
PAROLA DETTA = “Nulla!”
SCAMBIO =
BENEVOLENZA

EMOZIONE = PAURA
CAUSA RADICE = Durante la nascita
PAROLA DETTA = “FREDDO!”
SCAMBIO =
DIPLOMAZIA


Sogno= "Non so dov'ero, né con chi ero ! Sono andata a trovare un uomo altissimo e nero di pelle in un laboratorio dove accomodavano chitarre. Aveva un enorme grembiule davanti.

Avevo portato la chitarra di mio padre (che la suonava da giovane) e chiedo a questo uomo enorme di insegnarmi a suonare. Lui non vuole insegnarmi, ma grazie alla mia insistenza lo convinco. Così lui va a prendere la chitarra e mi fa subito ascoltare la scala.

Io intanto vado a prendere la chitarra di mio padre che avevo lasciato in macchina. Quando torno ci sono tre chitarre: l

a prima era normale, ma gli mancano due corde (era quella di mio padre).

la seconda era totalmente priva di corde ed era molto rovinata, la sua pancia era malandata e rotta (era quella di mia madre).

L'ultima è la mia ed era tutto in ordine, mi mancava solo una corda!"

Dice Franca: "Dopo aver eliminato le tre emozioni sono molto più tollerante verso mia madre. Ho visto che il rapporto è migliorato.

Della mia nascita mia madre non mi ha mai detto niente. Ho saputo tutto da mia nonna e mio padre. Mio padre ha portato mia madre in ospedale perché non si sentiva bene. All'ospedale le hanno fatto una visita sommaria e l'hanno rimandata a casa dicendo che c'era ancora tempo, almeno due giorni. Appena è tornata a casa si sono rotte le acque e sono dovuti nuovamente tornare indietro rifacendo la strada ghiacciata. Eravamo in febbraio. Mio padre era arrabbiato nero con il dottore. "

I sogni del senso di colpa e della paura esprimono in maniera splendida il sentire della madre di Franca. Il maschile è qualcosa di irraggiungibile ed alto: un giudice implacabile. Le femmine devono sempre superare ostacoli insormontabili e poi perdono sempre. Le loro ragioni non vengono mai prese in considerazione.

L'ultimo sogno delle tre chitarre è come se lo facesse la madre di Franca per raccontare il giorno della nascita della sua primogenita. Rappresenta benissimo il dottore con il grembiale che non ha ascoltato la madre (ed è anche nero - come la rabbia del padre).

Lui accomoda chitarre e non vuole insegnare a nessuno la sua bravura... La madre insiste e così  l'uomo con il grembiale (il medico) acconsente ad insegnarle a suonare (a fare il bambino)

Le chitarre sono la rappresentazione della fecondità e per la madre di Franca le corde mancanti indicano i bambini non nati che pesano sul suo clan paterno (nonno materno di Franca) e sul clan materno. E' la nonna materna ad avere il problema più grosso: la pancia della chitarra è messa molto male e tutte le corde sono saltate.

Questo è il pensiero inconscio che si tramanda dalla nonna di Franca a sua madre: il mistero della vita è in mano alle donne e poi non si sa perché ma occorre chiedere ai maschi (dottori e giudici) "come si fa a partorire" !!!

La mamma di Franca ha una sola corda mancante: infatti dopo Franca c'è stato un aborto ed anche in quel caso il padre si è ancora di più arrabbiato con i dottori, perché anche in quel frangente c'è stata incuria e mancanza di professionalità da parte dei dottori.

Franca non ha bambini, ma anche lei ha avuto un aborto, anche la sua chitarra ha una corda mancante.

Milena: quando l'ANSIA è GENERAZIONALE

MILENA

Milena ha la linea temporale dell'otto infinito. Ma la testa è indicata come uno scafandro in cui le memorie risuonano. iL CUORE è L'ELEMENTO PREPONDERANTE DELLA SUA LINEA. TUTTO il futuro è nel cuore come anche il passato più remoto. Quando le memorie si rifugiano nello scrigno prezioso del cuore, siamo troppo spesso in ricatto totale degli altri. Non concepiamo malizia e cattiveria e siamo facili prede delle personalità più pesanti di coloro che ci sono accanto.

EMOZIONE N° 1 = RABBIA
CAUSA RADICE = Prima della nascita. Terza generazione materna. Nella vita della bisnonna ANGIOLINA
PAROLA DETTA = “Mamma!”
SCAMBIO = RISPETTO


EVENTO = La bisnonna Angiolina ha perso sua madre quando aveva 4 anni di età ed è stata allevata dalla zia in una cultura assolutamente contadina.

Sogno: Una bambina piccola vestita da contadina che seminava felice e contenta (come se fosse una rinascita).

Questo semplice flash ci racconta la rabbia antica della bambina che ha perso sua madre e che è stata adottata dalla famiglia degli zii. Quando muore un genitore l'emozione del bimbo è spesso quella della rabbia, perché si sente abbandonato da colei che dovrebbe accudirla ed allevarla. La rabbia può essere lenita e placata solo dal rispetto degli altri: il rispetto per il suo dolore e per la sua incolmabile mancanza. L

a rabbia si trasferisce anche (considerando il sogno) anche al desiderio di essere equiparata agli altri componenti della nuova famiglia, soprattutto ai maschi. Il gesto maschile per eccellenza è la semina che nella cultura contadina di Milena era un'attività riservata ai maschi. Il sogno ci racconta la soluzione del conflitto di rabbia: la bambina partecipa felice e contenta alla semina, per proseguire il compito della vita.

EMOZIONE N° 2 = ANSIA
CAUSA RADICE = Prima della nascita. Terza generazione materna. Nella vita del bisnonno Carlo
PAROLA DETTA = “Un fiore !”


EVENTO DELLA CAUSA RADICE = Quando sono tornata a casa ho chiesto a mia madre ed effettivamente il bisnonno aveva davvero perso un bambino. Inoltre nella sua esistenza ha dovuto subire il disastro di avere la casa bruciata e già a 45 anni questa doppia perdita aveva danneggiato il suo equilibrio emotivo: aveva cominciato a tremare e questo problema si era talmente aggravato da non permettergli di lavorare più a causa del tremore.

EVENTO REALE ACCADUTO QUESTO MESE= "Sono con Iva, la mia amica, ed eravamo andati a far visita al cimitero alla tomba di sua madre. In un attimo guardo il campanile ed il mio sguardo si incanta, nello stesso istante ascolto il suono delle campane ed anche la sirena dei pompieri. Una emozione incredibile e poi tutto è passato, tutte le mie paure e ansie nascoste.Io ho sempre avuto paura del suono delle sirene e non ho mai capito il perché. "

Alla luce delle cose che mi ha detto mia madre posso comprendere che la sirena dei pompieri era collegata alla casa bruciata del bisnonno, oppure alla sirena che un tempo scandiva la fine del lavoro nelle fabbriche. Il bisnonno, che non lavorava, aveva sicuramente problemi di ansia connessi a quel suono. Non poteva infatti più essere il sostegno della sua famiglia.

Milena ha sempre ansia di questo aspetto connesso alla sopravvivenza, anche se oggi non ha più problemi economici. Un'ansia generazionale è sempre connessa ad un evento molto pesante. In questa storia tutto si scioglie al cimitero con la vista del campanile (che scandisce il tempo) ed il suono della sirena mischiato a quello delle campane: la memoria inconscia di Milena si rende conto IMMEDIATAMENTE e ANCHE NELLA REALTA' che quell'emozione costante di ansia che scandisce la sua esistenza NON E' LA SUA !!! E' del bisnonno Carlo.

Questo è il miracolo della CRONOGENETICA che in alcuni casi non si appoggia neppure al livello onirico, ma come una specie di attacco epilettico scioglie il conflitto antico e rende consapevole la persona dell'origine del proprio disagio.

In quel preciso istante l'emozione si smaterializza e libera il nostro legame con l'antenato.

EMOZIONE N° 3 = PAURA
CAUSA RADICE = Durante la nascita
PAROLA DETTA = “Bene!”
SCAMBIO = SAGGEZZA


Io son già nata che non dovevo nascere (prima del matrimonio). Mia mamma è molto bella. I primi anni di vita li ho vissuti sempre negli ospedali per bronchiti e quant'altro. Non c'era niente da fare, non riuscivo a guarire.

SOGNO = Dipingo di pancia anche se non so disegnare. Ho avuto una notte da incubo dopo la seduta sulla paura. Non riuscivo a trovare il materiale per dipingere e non sapevo neanche tirare una riga.

SOGNO Ero in un locale simpatico con un giardino. Vedo un uomo ed una donna che dovevano accudire alcuni cani problematici. Avevo la visione di cani molto depressi ed io riuscivo a tirarli su. Ci sapevo fare con quei cani.

Il problema della paura della madre di Milena è proprio nei confronti del proprio padre (il nonno materno di Milena) nei confronti del quale prova questo timore per essere rimasta incinta prima del matrimonio. E' il senso di non saper tirar una riga e di aver perso il materiale per dipingere. Il primo sogno riguarda la paura della madre, mentre il secondo riguarda la paura di Milena. Milena ha terrore di esprimere la propria aggressività. I cani (la parte istintiva ed aggressiva di ciascuno) sono alquanto depressi, però l'inconscio dice anche che adesso - dopo la pulizia emozionale - lei riesce a "tirarli su" a sollevare il loro stato catatonico e privo di vitalità


EMOZIONE N° 4 = SENSO DI COLPA
CAUSA RADICE = Dopo a 8 anni di età
PAROLA DETTA = “Acqua!”
SCAMBIO = OTTIMISMO


EVENTO = Non ricordo. forse qualche festa di carnevale.

SOGNO = Mi trovo in un appartamento vista lago. Ci sono tante persone che indossano maschere da indiani. Due di loro entrano nella mia camera ed attaccano rami e fogli verdi dappertutto, nascondendomi la vista del lago. Io mi arrabbio e grido: "No, non voglio !" ma loro continuano a fare il loro lavoro e poi cominciano a cantare un inno. A questo punto sbotto ed urlo: "Basta ! Un pò di rispetto !" e poi mi sveglio.

Da piccola avevo tantissima paura delle maschera di carnevale perché non sapevo mai "chi c'era sotto!"

Con il sogno Milena riesce a comprendere che non sempre è possibile attendere che gli altri accettino di autolimitarsi.

Se noi non stabiliamo il confine del nostro spazio vitale, non possiamo pretendere che gli altri capiscano fin dove possono avventurarsi nel nostro territorio. Cosa è il lecito ed il proibito ? L'energia non conosce "vuoti" e se noi non stabiliamo il confine della nostra proprietà, gli altri invaderanno tutto il nostro spazio fino a soffocarci ed a toglierci "la vista del lago".

Spesso una semplice protesta non è sufficiente, occorre URLARE IL NOSTRO DISAPPUNTO e RICONQUISTARE IL NOSTRO TERRITORIO.

EMOZIONE N° 5 = AMAREZZA
CAUSA RADICE = Prima della nascita Seconda generazione paterna. Vita di nonno Silvano Padre del Padre
PAROLA DETTA = “Nulla - Blu !”
SCAMBIO = RELIGIOSITA'


EVENTO = Nonno Silvano ha perso la mamma a 4/5 anni ed è stato allevato dalla matrigna.

SOGNO = Sogno il decesso di mio padre proprio mentre rientro dalle vacanze. Vado a salutare mia nonna che mi dice semplicemente che mio padre è morto, ma me lo dice con grande serenità. Vedo mia madre che mi dà la stessa notizia, anche lei molto tranquillamente.

SOGNO = Sono a casa e sento i rumori che provengono dall'appartamento di sopra. Il bambino deve aver rotto qualcosa che è andato in mille pezzi. Sento sua madre che lo sgrida selvaggiamente. Mi ritrovo anch'io da piccola, come se tornassi bambina.

Mi ricordo che mia madre mi riempiva di botte perché chiudevo sempre le porte, facendo rumore. Sbattevo le porte dietro di me e le prendevo anche da papà.

L'evento dell'amarezza è collegato a nonno Silvano ed anche qui, nel clan maschile, si ripete la medesima sorte avvenuta alla bisnonna Angiolina, del clan materno: la perdita della madre in giovane età. Spesso problematiche simili si ripetono sorprendentemente ed i clan vengono attratti proprio dalle loro emozioni negative irrisolte.

Mentre la morte della madre si trasforma nella femmina in RABBIA, lo stesso evento viene vissuto dal maschio come AMAREZZA. Mentre la prima ha bisogno di RISPETTO, il secondo sposta il bisogno di riequilibrio su un piano di RELIGIOSITA'. E' quello che ci dice il primo sogno in cui l'evento della morte viene accettato e vissuto con grande serenità, come facente parte del percorso vitale, con una profonda coscienza spirituale e religiosa.

Il secondo sogno indica invece l'amarezza di Milena: quando il più grande e potente soverchia il più piccolo ed indifeso.

EMOZIONE N° 6 = TRISTEZZA
CAUSA RADICE = Dopo la nascita a 16 anni
PAROLA DETTA = “CIELO!”
SCAMBIO = FINEZZA



La tristezza è connessa all'esperienza di Milena. Ai suoi 16 anni. Riguarda l'incomprensione con i suoi genitori, problematiche di ordine comunicativo e di incapacità a farsi comprendere. Gli occhi elevati al cielo per chiedere aiuto dall'alto e questo aiuto arriva come FINEZZA o meglio "esprit de finesse". L'esprit de finesse è, in Pascal, la capacità intuitiva che appartiene più al sentimento che alla ragione; in pratica è la capacità di intuire il bene.


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Metodologia:
Gli operatori che effettuano la Cronogenetica devono essere sempre in due, maschio e femmina, rappresentando non solo i due principi di polarità, ma soprattutto prendendo le veci dei due rispettivi clan di origine dell’assistito, paterno e materno. Molto spesso infatti la causa radice dell'Evento Emozionale risiede in un episodio della vita di un nostro antenato.

Chi è abilitato alla Cronogenetica:
Gli unici operatori a livello mondiale sono il dott. Mario Grilli insieme a Domenica Nieddu.


Cronogenetica è proprietà di New R.E.A.L. di Mario Grilli (P.Iva 01909810978) e di Crisalide di Domenica Nieddu (P.Iva 01992460970)