L’ansia è la coscienza che non possiamo tornare indietro e che siamo obbligati ad andare avanti, non è ancora la coscienza di chi ha superato il conflitto di separazione.

L’ansia serve a proiettare in avanti per equilibrare l’insano desiderio di tornare indietro alla nostra origine.

Il desiderio primario è quello fusionale, quello di ritornare nella simbiosi originaria con nostra madre e rifiutare così il trauma di separazione che ci ha strutturato come altro da lei. Ora, questo desiderio, non si può “realizzare”, anche se continuo a vivere nell’anelito di poterlo “realizzare”.

Sulla strada del desiderio l’essere umano torna a guardare dietro le proprie spalle, come nella Time Line del ritorno all’Eden Perduto, ed in questo voltarsi indietro cerca di rientrare nel paradiso delle origini, quando tutto era UNO.

Il desiderio è pulsione verso il ritorno nell’utero materno e come tale non ha niente di progressivo o di evolutivo: è la nostra resa al materno. L’ansia invece è il primo tentativo di allontanarci da lei per dirigerci verso nostro padre, che ancora non conosciamo.

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